Catalogo dei MILLENNIAL #31 Lara Comi. La tua enciclopedia dei millennial

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16 Maggio 2019
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Chi è Lara Comi, una vita (per ora) da eurodeputata

NOME Lara Comi
LUOGO NASCITA Garbagnate Milanese (Milano)
DATA NASCITA 18 febbraio 1983
SETTORE Politica
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Impaziente, Mammona

Chi è

Dalle terre nebbiose e laboriose che collegano le province di Milano e Varese ai banchi del parlamento europeo, tra Bruxelles e Strasburgo, il passo è breve. Almeno lo è stato per Lara Comi, rampante politica millennial che di incarichi elettivi conosce solo quello nell’Unione, dove è ‘salita’ la prima volta nel 2009, quando di anni ne aveva 26.

Facendo un paragone calcistico – Comi è il capitano della Nazionale delle parlamentari e gioca come attaccante – si potrebbe dire che Lara è come il suo Milan: molto più propensa alle vittorie continentali che a quelle locali.

Ma non è questa l’unica immagine che la lega alla squadra rossonera. Il fu patron Silvio Berlusconi, con Forza Italia e Popolo delle libertà, è da sempre considerato una sorta di mentore politico dalla promettente forzista.

‘Dichiarazione d’amore’ che campeggia ancora nella biografia della millennial. «Per la mia discesa in campo europeo – scrive riferendosi alla prima elezione del 2009 – ho scelto il Popolo delle Libertà e il suo leader perché credo nel valore inalienabile della libertà, nella dignità della persona, della responsabilità: valori che si fondono con i miei ideali».

Ideali che oggi vengono messi in discussione da un indagine della procura di Milano, città che ha visto l’europarlamentare indossare per due volte la corona di alloro alla Cattolica e alla Bocconi.

Lara Comi è accusata di aver ricevuto un finanziamento illecito di 31mila euro tramite la Premium Consulting srl, di cui è socia. A pagare il denaro – per acquistare una tesi di laurea scaricabile anche online – sarebbe stato il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. «Mi sembra un’accusa assurda. I lavori sono stati svolti», la difesa affidata ad un’intervista sul Corriere della Sera.

Non è la prima volta che il nome di questa donna dallo sguardo di ghiaccio finisce in tribunale. Nel 2013, l’ex sindaco di Ferrara Roberto Soffritti la querelò per diffamazione aggravata. Lei chiese scusa e si avvalse dell’immunità parlamentare ma il giudice la condannò a pagare 30mila euro di risarcimento.

Poca roba se si paragonano ai 126mila euro che dal 2017 la forzista sta restituendo a rate per aver assunto la madre come assistente al parlamento dell’Ue, tra il 2009 e il 2010. Il classico attaccamento al grembo materno millennial, che va al di là di ogni norma, anche quelle imposte da Bruxelles.

Le nuove ombre saltano fuori adesso: alla vigilia del voto europeo nel quale – manco a dirlo – Lara è ancora candidata.

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