Catalogo dei MILLENNIAL #72: Linda Colombo. La tua enciclopedia dei millennial

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5 Aprile 2020
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Chi è Linda Colombo, la sindaca che chiede secchiate d’acqua per tutti

NOME Linda Colombo
LUOGO NASCITA Magenta (Milano)
DATA NASCITA 2 maggio 1988
SETTORE Politica
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Impaziente

Chi è

La foto ufficiale del suo profilo su Facebook è indicativa. Il drappo dello stendardo del Comune che dirige giganteggia accanto a lei, faccia da bambina e minuta, avvolta nella fascia tricolore. Sembra che stia per essere sommersa da quel gonfalone enorme e dalla sua alterità. Come in quello scatto, la sindaca di Bareggio Linda Colombo durante una diretta proprio sul social di Zuckerberg ha involontariamente confermato che, forse, per il momento quel ruolo per lei è un po’ fuori misura.

Non tanto per quanto di buono o meno possa avere combinato durante i primi anni del suo mandato, quanto per la capacità di gestire l’emergenza del decennio: la pandemia del coronavirus. Un bravo amministratore deve essere in grado di farlo, per lo meno proponendo a chi lo ascolta una calma fittizia. Virtù che ogni buon condottiero dovrebbe conservare. In quei dieci minuti, invece, la sindaca dimostra solo di aver perso le staffe e non aiuta i suoi elettori a ragionare.

Sulle orme di Antonio Decaro e Cateno De Luca, sindaci di Bari e Messina, o del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, Linda Colombo passa all’attacco di quei suoi concittadini restii a rispettare le regole imposte dal decreto del Governo Conte per contenere il Covid-19. Ma lo fa usando un’arma nuova. Niente lanciafiamme, né droni o passeggiate raminghe per rimproverare gli indisciplinati, anche se ha promesso di voler capire se come ufficiale di Stato può andare in giro a fare le multe.

La sua idea è più perniciosa e leggermente anarchica. La giovane prima cittadina del Comune in provincia di Milano, con una laurea in architettura al PoliMi, aizza i residenti gli uni contro gli altri: «Se vedete qualche vostro vicino (per strada, ndr), insultatelo, tirategli un secchio d’acqua. Fate qualcosa. Ma chi se ne frega. Tanto in questo momento di follia, la follia è quasi concessa».

Una frase onerosa, partorita in un momento di foga in cui di base non si dovrebbe parlare a macchinetta davanti a una telecamera accesa e live. Un’affermazione che, certamente, non è passata inavvertita trasformandosi nell’errore principale di quel video. E non certo il linguaggio colorito, che chissenefrega, anche se pure per quello molti l’hanno bacchettata nei commenti.

Le intenzioni della sindaca millennial, fin da adolescente impegnata politicamente con l’allora Lega Nord, erano quelle di rigettare la circolare con la quale il Governo concedeva un’ora d’aria a genitore e figli durante la quarantena. Un documento che definisce «spazzatura». Opinione in linea con quella di altri sindaci e presidenti di Regioni che però si sono ben guardati di fomentare la «follia» dei cittadini col desiderio di fare ‘ronde’ anti coronavirus.

Ecco il video della sindaca di Bareggio

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