Catalogo dei MILLENNIAL #30 Marco Simoncelli. La tua enciclopedia dei millennial

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7 Maggio 2019
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SuperSic, una leggenda sulla moto 58

NOME Marco Simoncelli
LUOGO NASCITA Cattolica (Rimini)
DATA NASCITA 20 gennaio 1987; MORTE 23 ottobre 2011
SETTORE Sport
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Impaziente, Creativo

Chi era

È l’unico millennial italiano per il quale usare l’aggettivo leggenda non è un eufemismo. Marco Simoncelli è questo. E non lo è diventato solo perché la morte ha frenato troppo repentinamente la sua esistenza. Al contrario, è una leggenda proprio perché nonostante la sua breve vita è riuscito a fare breccia nei cuori di tutti, tifosi e non. Merito di una semplicità strabiliante nei modi, un appeal privo di filtri, spontaneo, che bucava lo schermo anche durante una banale intervista post gara.

L’amore per le moto – come sempre succede quando si arriva a livelli spaventosi per i comuni mortali – è roba di tutta la vita. Basti pensare che la prima dueruote SuperSic, com’era noto, l’ha trovata sotto l’albero di Natale a soli 4 anni: una Suzuki 50 minicross. Con quella piccola ‘bestia’ ha imparato a darci dentro per i campi attorno alla sua Coriano, in provincia di Rimini.

Se la passione per quel mondo era la preziosa eredità del babbo Paolo – che oggi guida il team Squadra Corse Sic 58,  che ha conquistato la sua prima doppietta con Niccolò Antonelli e Tatsuki Suzuki proprio a Jerez, dove Simoncelli aveva ottenuto la sua prima vittoria nel 2004 – il talento, invece, era tutto di Marco: a 9 anni già in gara con le minimoto e poi per due anni di fila campione italiano.

Così era arrivata anche la 125 e il motomondiale, tra cadute e piccoli passi avanti. Nel corso degli anni della sua carriera c’era un fattore sempre evidente: l’umanità di Simoncelli. Era un ragazzo che abbinava alla tecnica, il cuore e la testa, con tutti i pro e i contro che questo poteva comportare. Sic 58 – il suo numero – era un uomo. Un uomo che nel 2008, finalmente, diventa anche campione del mondo con la Gilera 250. Una vittoria arrivata in rimonta che lo proietta in Moto Gp nel 2010.

Nella classe regina, sponda team Fausto Gresini sulla Honda, fa in tempo a completare un primo anno di rodaggio. Nella penultima gara del suo secondo anno – quando era chiaro a tutti che quel ragazzo gigante e riccioluto sarebbe stato in grado di lottare per il gradino più alto del podio anche tra i big – è arrivato quell’istante che nessuno dimenticherà mai. Una strana caduta al secondo giro, nella curva 11 del circuito di Sepang in Malesia. Un passo avanti al suo amico fraterno Valentino Rossi e a Colin Edwards, che non hanno potuto evitare l’impatto.

L’eredita di SuperSic non sono le sue vittorie, né i podi o le pole position che ha conquistato o avrebbe potuto conquistare. Il suo lascito è l’approccio alle cose delle vita: come un guru millennial Simoncelli sapeva essere ribelle, come i suoi ricci, ma allo stesso tempo docile e leggero, come il suo animo. «Diobò che bello!».

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