Catalogo dei MILLENNIAL #70: Paolo Miranda. La tua enciclopedia dei millennial

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28 Marzo 2020
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Chi è Paolo Miranda, l’infermiere che fotografa la lotta al coronavirus

NOME Paolo Miranda
LUOGO NASCITA Napoli
DATA NASCITA 18 luglio 1986
SETTORE Fotografia, Sanità
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Iperconnesso, Stakanovista, Narcisista

Chi è

Ritratti in bianco e nero col grigio e i suoi toni a dare volume. Volti meravigliosi che raccontano un mondo. Al porto di Napoli. Per le strade di Milano. In scogliere spigolose come quei balconi di Scampia. Le facce tonde dei bambini ad una festa. Gli occhi di un anziano che parlano più di un libro di storia. Paolo Miranda è un fotografo favoloso che di mestiere fa l’infermiere.

Il suo nome è diventato famoso durante i giorni dell’emergenza sanitaria per il coronavirus. I suoi scatti da dentro l’ospedale di Cremona, realizzati con la stessa passione e qualità di quando i soggetti erano volti senza mascherine, hanno fatto il giro del mondo. Il suo profilo Instagram si è trasformato in una finestra diretta tra le persone obbligate a stare in casa per la ‘quarantena’ e coloro che invece offrono il loro servizio per i malati.

Parlando con TheMillennial, Paolo ha detto chiaramente quale è il suo ruolo in questo contesto: «Di sicuro mi sento più infermiere, soprattutto in questo periodo. Adesso c’è bisogno di infermieri, non di fotografi». Eppure, i pezzi di vita immortalati dalla lente digitale di questo millennial sono e resteranno tra le testimonianze più fervide di quel che si sta vivendo in corsia.

«Non si vive bene e si dorme poco perché anche quando siamo a casa la testa è sempre in ospedale e al Coronavirus», ha confessato Paolo, infermiere da nove anni, così come la moglie Corinne. Lavora a Cremona da tre anni. Nel suo reparto, la rianimazione della terapia intensiva, ha assistito a scene che non potevano non essere raccontate.

Le foto dall’ospedale di Cremona

Così, nelle pochissime pause che l’emergenza permette, l’infermiere indossa i panni del fotografo. Il giovane napoletano mette la sua sensibilità e umanità al servizio della storia. Con la sua Fujifilm x100, obiettivo fisso da 35 mm, ha pennellato ritratti di colleghi e di pazienti in momenti intimissimi.

La stanchezza dopo un turno di dodici ore. La disperazione per la situazione di stress alla quale il personale sanitario è esposto. La gioia per un tampone negativo. Il rito della vestizione di medici, infermieri e oss, prima della battaglia. La solitudine dei malati costretti a vivere il loro calvario senza il conforto di una carezza amica. Se stesso all’arrivo in ospedale per un altro turno: «Non siamo eroi, siamo dei professionisti e soprattutto persone. Come tutti anche noi siamo spaventati».

Il reportage in evoluzione dall’ospedale, di Paolo Miranda

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