Catalogo dei MILLENNIAL #82: Tokyo (Úrsula Corberó). La tua enciclopedia dei millennial

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17 Maggio 2020
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Chi è Tokyo (Úrsula Corberó), un puto Maserati con la maschera di Dalì

NOME Úrsula Corberó (Tokyo)
LUOGO NASCITA Barcellona (Spagna)
DATA NASCITA 11 agosto 1989
SETTORE Televisione, Cinema
NAZIONALITÀ Spagnola
MILLENNIAL FACTOR Globale, Narcisista

Chi è

È entrata nell’immaginario comune con addosso una tuta da lavoro rossa e il volto coperto con la maschera di Dalì. Indisciplinata, sexy, arrabbiata e perennemente pronta a sfidare il mondo. Úrsula Corberó dovrà fare del suo meglio per non rimanere incastrata nel ruolo di Tokyo: uno dei personaggi principali della Casa di Carta, la serie spagnola diventata un cult internazionale, grazie a Netflix.

Narratrice ed elemento di effervescenza costante, Tokyo anche nella vita, così come nella serie, «es un puto Maserati» come l’elogia Denver davanti a Rio durante la quarta stagione. Motore potente, linee sinuose e assolutamente ever green, come s’intuisce fin d’ora. Un bolide che tutti gli appassionati d’auto vorrebbero provare.

Il pezzo forte del suo repertorio è la spiccata personalità. Che traspare anche nei suoi lavori ma anche nei selfie per Instagram. Per questo anche agli occhi degli spettatori, la millennial non può che essere una leader. E in parte lo è già sui social, dove milioni di persone visualizzano e condividono le sue foto o i suoi video.

Innamorata di Rio sul set, tra i due non c’è altro che amicizia nella vita reale. Benché sempre sul set – quello di L’ambasciata – abbia conosciuto l’attore argentino Chino Darín, suo fidanzato dal 2016. Nella lista dei suoi flirt ci sono diversi volti noti della ‘farandula’ spagnola: il tennista Feliciano López, e i colleghi Andrés Velencoso e Israel Rodríguez.

Guai, tuttavia, a pensare che Tokyo sia l’alter ego di Corberó. L’accostamento con l’affascinante rapinatrice, come con il resto dei personaggi che ha incarnato, non esiste per Úrsula. In un’intervista ha spiegato di non sopportare che durante le riprese dei suoi film le chiedessero di essere sé stessa. «Non posso essere io. Quando sto interpretando, ho bisogno di fare un personaggio. Mi dicono sempre: ‘Devi essere te stessa’. E io penso: ‘Non voglio essere io, sai’. È molto difficile che il mio io dica cose che non sono mie».

Una verità innegabile come quella che le rapine alla Fabrica Nacional de Moneda y Timbre e alla Banca di Spagna per Úrsula, e i suoi colleghi con nomi di città, sono state un trampolino inaspettato. Quindi nonostante in patria godesse di una discreta fama tra pubblicità, tivvù e film, il fenomeno Casa di Carta ha cambiato tutto. E ora per Tokyo non può essere che l’inizio di una rivoluzione.

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