Campagna Gucci 2018: la celebrazione degli accumulatori millennial?

5 ottobre 2018
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Con la campagna Gucci 2018 (FW), “The Collectors”, il brand celebra gli accumulatori seriali, la Disposofobia, i disturbi ossessivi compulsivi. Insomma tutte quelle persone affette da gravi malattie che, per paura del giudizio altrui, si fanno chiamare collezionisti di arte.

 

Qualche giorno fa, mentre per caso guardavo la campagna Gucci 2018 mi è comparso sui social un video del ex presidente dell’Uruguay Jose Pepe Mujica che spiegava: «Quando compri qualcosa non lo fai con il denaro, ma con il tempo di vita che hai dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro. Abbiamo inventato una montagna di consumi superflui. E viviamo comprando e buttando». Gli shopping addicted, sentendosi presi in causa, hanno deciso di porre fine a tutto questo: «Da oggi in poi compreremo e non butteremo via più nulla!» e, per paura della critica sociale, si fanno chiamare collezionisti d’arte o collectors.

Gucci, ovvero Alessandro Michele e il fotografo Glen Lutchford, hanno scovato questi collectors nei più torbidi angoli del pianeta e hanno deciso di celebrarli nella campagna pubblicitaria Gucci 2018.

Quelle che ci vengono presentate sono immagini in grado di rompere gli schemi, che invitano all’accettazione di quello che si è veramente, le nostre passioni e ossessioni smettono di essere un problema anzi, le malattie mentali ossessivo-compulsive ci rendono persone fantastiche, uniche. E se state per finire “sepolti in casa” per via degli oggetti di antiquariato accumulati non andate in una clinica, chiudiamole tutte, siete finalmente ospiti in casa Gucci.

 

Analizziamo l’iconografia dei collectors della campagna pubblicitaria Gucci 2018, immaginiamoci le loro vite.

 

 

Brigitta è la protagonista della prima campagna, è un’ereditiera millennial che ama indossare tappeti persiani come mantelli. Si è trasferita da poco nel Somerset assieme al suo unico amico, il gatto. Per passare il tempo, nella desolata regione inglese, ha deciso di addestrare il suo animaletto nella caccia di farfalle che verranno successivamente imbalsamate da lei stessa e disposte in piccoli cornici in base al colore delle loro ali. Le tecniche di imbalsamazione non sono facili, spiega, e ci vogliono sette lunghi giorni prima che siano pronte per la vetrina. Il gatto posa fiero in cima al suo sgabello.

 

 

Susy, 31 anni, oltre a essere un’accumulatrice compulsiva è un tipico caso di sindrome di Neotenia Psichica, ovvero una persona incapace di crescere e assumersi le proprie responsabilità. Da piccola era spesso malata e quindi passava molto tempo sul divano a guardare cartoni animati Walt Disney. L’impatto col mondo reale non è stato per niente facile, in particolare rimase turbata dal rumore dei clacson e dalle persone che gridavano allo scoccare del rosso. Per questo e altri motivi, decise di creare un stanza, in cui rifugiarsi ogni volta che si sentiva sola e spaventata. La riempì dei suoi amici di infanzia, i pupazzi, con cui vive meravigliose avventure, ricreando il mondo che ha sempre sognato. Ogni martedì si festeggia il nuovo arrivato, che in questo caso è il panda che vediamo alla nostra sinistra.

 

 

Il nome dell’ultima protagonista millennial della campagna pubblicitaria Gucci 2018, non ci è dato saperlo. E’ conosciuta da molti come Pussycat, per via della felpa che indossa. Il suo disturbo compulsivo è molto particolare: si sveglia di notte, indossa orecchini chandelier di diamanti, un passa montagna, copre il pigiama con la sua felpa pussy cat e va a rubare dipinti dalle case di famiglie nobili.

Un Robin Hood moderno? No, perché tiene tutto per sé.

In particolare ama collezionare ritratti di donne, e per questo motivo molti sono della teoria che pussy cat in realtà sia un uomo che, nostalgico del passato, abbia deciso di rivalutare le tecniche di masturbazione settecentesche.

 

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