Campagna pubblicitaria Ugg 2018: il comodissimo fascino della bruttezza

11 novembre 2018
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Campagna pubblicitaria Ugg 2018: le scarpe della nostra adolescenza compiono 40 anni e ritornano di moda. Il dubbio è uno solo: abbiamo davvero il coraggio di riesumarle dai nostri vecchi armadi?

 

Il brand di scarpe Ugg è tornato, o forse non se ne è mai andato veramente, quello che è certo è che per almeno nove anni lo abbiamo messo nel dimenticatoio, una moda imbarazzante che abbiamo cercato di dimenticare ad ogni costo.

Oggi il brand compie 40 anni, e li festeggia con la campagna pubblicitaria Ugg 2018. E’ scioccante scoprire che esiste da così tanto tempo, noi in Italia lo abbiamo conosciuto più o meno nel 2008. Ma in realtà le sue radici affondano nel lontano 1978, quando il surfista californiano Brian Smith, si accorse che l’oceano era freddo e i suoi piedi rischiavano di ibernarsi. Aveva decisamente bisogno di pantofole calde, ma non avendole a portata di mano, ha pensato di inventare gli Ugg, ovvero delle pantofole più cool. Ugg è passato da essere un marchio per surfisti ad un oggetto di stile alla portata di tutti.

 

Come ogni brand di moda, arrivato ad una certa età, tenta di rinfrescarsi. Un’ultima speranza per cercare di farsi capire da noi giovani che abbiamo riposto i nostri Ugg nell’angolo più polveroso del garage. E per questo motivo ha scelto due testimonial Millennial, attualissimi: la modella Adwoah Aboha e l’artista e dj Haron Preston.

Il set fotografico per la campagna pubblicitaria Ugg 2018 è stato curato da Erik Madigan Heck ed è una ricostruzione dei paesaggi californiani: la costa rocciosa del Big Sur, l’oceano e i boschi del parco nazionale di Redwood ricreati col cartone. Il tutto unito da colori accesi e iper saturi che entrano in contrasto con le tinte del beige con cui il brand si è fatto conoscere in questi anni.

 

Campagna pubblicitaria Ugg 2018

 

Insomma, il mondo della moda cerca sempre di propinarci calzature di dubbio gusto e chissà se la campagna pubblicitaria Ugg 2018 riuscirà a farci scendere in garage per rispolverare i nostri vecchi stivali caldi.

Forse i Millennial più nostalgici non vedono l’ora di farlo.

Nella mia scuola gli Ugg erano diventati un’istituzione e tutte le ragazze volevano averli, anzi dovevano averli, per essere accettate dalle altre ragazze. Potevi lasciare a casa la cartella e i libri, basta che indossassi un piumino, una felpa Abercrombie, mettessi i leggins come pantaloni e completassi il tutto con il tuo bel paio di Ugg.

Ognuna cercava di differenziarsi in base al modello che sceglieva: chi li aveva grigi e bassi, chi neri alla caviglia, chi marroni alti, chi blu ad altezza media. Mai averli dello stesso colore della tua migliore amica. Gli Ugg avevano creato dei ruoli e delle gerarchie all’interno della scuola, non erano delle semplici scarpe. E chi non poteva  permetterseli si accontentava della copia scarsa, gli Emù, accentando le critiche da corridoio.

Ma, a oggi, avevano ragione i maschi della classe, quelle scarpe  sono semplicemente la brutta copia degli scarponcini usati da Goku di Dragon Ball.

Una cosa positiva però dobbiamo concedergliela: sono dannatamente comodi, ci infili dentro il piede e puff, sembra di averlo messo dentro un piumone caldo, soffice. Lo lasci lì, il tuo piedino, al sicuro, protetto da ogni male. E poi sono delle scarpe senza sbattimento, le infili e vai, non ti devi nemmeno preoccupare di come abbinarle, tanto stanno male con tutto e in ogni caso sembrerai un nano da giardino.

Io, ad esempio, li ho rivalutati per scendere a buttare l’immondizia dopo una giornata in pigiama in casa. Ovviamente non puoi scendere con le ciabatte e non hai nemmeno voglia di infilarti le sneaker, l’Ugg è la soluzione perfetta.

 

Voglio concludere mostrandovi un pezzo della collezione di quest’anno. Ve lo dico ragazze, gli Ugg stanno tornando, ma sono più minacciosi di prima.

 

 

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