Prima di sfottere il rosa millennial studiate il suo ruolo tra la gente di potere

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25 febbraio 2019
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Nell’Europa belligerante del XIX secolo il rosa era una virile variazione sul rosso militare. Il colore cadde in disgrazia quando cominciò a essere etichettato come una debolezza di donne troppo puerili e frivole

Eppure, nonostante il movimento #MeToo, il rosa millennial non è mai stato più popolare di ora. Ma come cazzo è successo?

Una generazione di donne (e uomini) più giovani si è riappropriata del colore rosa.

La primavera/estate 2019 è rosa millennial grazie a designer come Marc Jacobs, Brandon Maxwell, Givenchy, Preen, Emilia Wickstead, Moschino, Vetements, MSGM, Ferragamo e altro ancora. Anche le celebrity hanno approvato il colore rosa, Emily Blunt in Michael Kors Collection, Gemma Chan in Oscar de la Renta e Yara Shahidi in una tuta color rosa corallo di Fendi.

Gemma Chan in abito rosa Oscar de la Renta arruffato agli Screen Actors Guild Awards. Immagine: AFP
Gemma Chan in abito rosa Oscar de la Renta agli Screen Actors Guild Awards.

Il rosa non ha sempre simboleggiato la femminilità, però. Nell’Europa del XIX secolo, era associato alla mascolinità. Era considerato una versione più chiara del rosso da uniforme militare. Il blu secondo il pensiero del tempo era più femminile perché la Vergine Maria era spesso raffigurata in quella tonalità.

Verso la metà del XVIII secolo, il rosa era di moda per gli aristocratici sia maschi che femmine. Cento anni dopo, a metà ‘800 al rosa è stato dato forse il peggiore dei significati: quello di colore che poteva emulare il nudo. E fu così che il rosa divenne il colore delle puttane.

Paul Poiret fu il primo designer a sfidare quell’oscena convenzione e a riabilitare il colore con abiti raffinati colorati in uno spettro di rosaElsa Schiaparelli oltrepassò il confine addirittura negli anni 30, con la sua firma rosa shocking.

Poi, nel mondo post-seconda guerra mondiale, Christian Dior ha introdotto il suo New Look con, sfumature di rosa pallido.

È stato soltanto negli anni 50 che la codifica di genere è stata invertita grazie al marketing: il blu azzurro diventò il codice colore per i ragazzi e il rosa per le ragazze e per tutto ciò che è femminile, casalingo, muliebre e domestico.

E sta roba ce la siamo tirata dietro fino a oggi e fino alle estreme conseguenze: di che colore è il nastro per sostenere la ricerca sul cancro al seno? Rosa, ovviamente.

Un flash in avanti fino ai giorni nostri e il rosa è comunque diventato rosa millennial. Un rosa rifondato per scacciare la noia e tornare desiderabile, se non addirittura simbolo della forza delle donne. Così la vedono, pare i brand, dallo streetstyle all’haute Couture. Emblematico dei movimenti femministi, come si vede nelle Pussyhats di Jayna Zweiman e Krista Suh, che durante le marce femminili/femministe del 2017 hanno reso il rosa millennial un colore d combattimento.

È dunque della generazione dei millennial il merito di aver messo le palle al rosa. Tant’è che la moda maschile segue a ruota la riabilitazione del rosa. Nel frattempo la vecchia uniforme nera, simbolo della donna elegante per decenni, sembra ormai non aver più niente da dire. Il rosa millennial è il nuovo nero.

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