L’ultimo progetto di Virgil Abloh è più di un addio è un manifesto

29 Marzo 2022
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Lunga vita a Virgil Abloh, il direttore creativo di Louis Vuitton, l’uomo che ha smantellato i cliché e distrutto gli stereotipi della mascolinità. Resti nella memoria di tutti noi.

La collezione postuma di Abloh, scomparso lo scorso novembre all’età di 41 anni, è stata la protagonista della Fashion week parigina 2022. Non è stata una semplice sfilata. Tutto, dagli abiti uomo Autunno Inverno 2022, all’allestimento, passando per la location e la musica, rappresentano l’eredità che Abloh ha lasciato al mondo della moda e alla società. Il suo ultimo progetto è un manifesto, non un addio. “L’attesissima sfilata Autunno Inverno 2022 di Louis Vuitton, l’ultima del suo defunto direttore artistico, è stata consegnata con una serenità speciale”, ha ricordato la giornalista Alice Pfeiffer, definendo l’evento “un canto del cigno”.

Dentro una casa da sogno

L’ottavo e ultimo capitolo di Abloh ha messo in evidenza le ideologie fondamentali del suo lavoro: guardare il mondo con gli occhi incontaminati dell’innocenza, proprio come un bambino; e trasformare i codici dell’abbigliamento legati agli archetipi della società, rendendoli moderni e fluidi. 

All’interno di un edificio industriale del 19° secolo è stata allestita la Louis Dreamhouse, una casa azzurro cielo, definita dallo stesso Abloh come “una scintilla di fantasia che si trasforma in una fiamma eterna”. Lo spettacolo si è aperto con un preludio cinematografico diretto da Caleb Femi, che ha immaginato uno spazio metafisico fatto di possibilità”, scrive ancora Pfeiffer. Il film scritturava il poeta Kai-Isaiah Jamal, che ha letto una poesia in memoria di Abloh: “Quando tutto passa e il nostro tempo finisce lasciamo dietro di noi la nostra eredità, affinché aiuti gli altri a inseguire i loro sogni”.

Sullo sfondo dell’architettura della Dreamhouse, i modelli hanno mostrato gli ultimi abiti creati dal direttore creativo per la casa di moda francese, mentre un gruppo di acrobati rimbalzava in su e in giù, attorno ai diversi elementi della scenografia. I momenti fashion si sono alternati alla performance artistica. Il sottofondo musicale è stato invece creato sulla base delle conversazioni raccolte con Abloh, confluite in una composizione musicale live, fondata sull’immaginazione infantile e sulla magia del teatro.

L’ultima collezione di Virgil Abloh

Dopo la Fashion Week, il brand francese Louis Vuitton ha collaborato con la casa d’asta Sotheby’s per vendere l’ultima collezione di Virgil Abloh, realizzata assieme a Nike. 200 paia di scarpe, racchiuse in un baule in pelle arancione con monogramma in rilievo, sono andate all’asta (l’offerta base partiva da $2.000). Tutti i proventi sono stati destinati al fondo istituito dallo stesso Abloh, che fornisce borse di studio “a studenti accademicamente promettenti di origine nera, afroamericana o africana”, con l’obiettivo di  migliorare il settore della moda, rendendolo equo e inclusivo. Virgil se ne è andato, ma i suoi sogni vivranno sicuramente.

Una delle frasi più amate da Abloh era questa: “Non sono fatto per il podio, ma disegnerò un podio che segnerà un cambiamento nel sistema”. Ce l’ha fatta.