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Abbiamo il dovere morale di essere su TikTok? No

20 Gennaio 2021
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Abbiamo il dovere morale di essere su TikTok?

Risposta corta quanto un video della piattaforma: NO.

Le ragioni per cui puoi sentire il bisogno di farti TikTok se sei un millennial possono essere principalmente 4:

  • Vuoi sentirti giovane e non lo sei più;
  • vuoi monitorare e controllare la GenZ per capire se il futuro della terra è in pericolo nelle loro mani ma già che lo pensi parti prevenuto;
  • hai tendenze pedofile;
  • qual era il quarto punto? Oh, scusa, ho il disturbo dell’attenzione, ero su TikTok.

Sentiamo di perderci qualcosa se non siamo su TikTok, sappiamo di non essere parte di questa ondata culturale, non è della nostra generazione. Stiamo diventando come i nostri genitori boomer quando si sono fatti Facebook, lo facciamo perché ce l’hanno tutti, per non perderci le novità, eppure non lo capiamo.

I ritmi di TikTok sono frenetici

Soprattutto non lo seguiamo. I ritmi di TikTok sono frenetici e sei un ragazzino hai tutto il tempo per starci dietro se sei un millennial e hai una vita no. Non puoi reggere il passo.

Dobbiamo essere su TikTok per controllare i giovani?  No, non siamo i loro genitori, si spera almeno.

Giorgio Taverniti, esperto di internet, nel suo canale YouTube dove si interroga del futuro della tecnologia, parla spesso di TikTok con uno sguardo morale. Ha scelto di non essere presente su TikTok semplicemente perché il tipo di contenuto che veicola il suo formato non è in linea con i suoi principi.

In un video di 15 secondi non puoi andare al fondo delle cose, all’essenza, e se ci vai, pensiamo a “M’illumino d’immenso” di Eugenio Montale vieni travolto da tanti altri contenuti che disturbano la tua attenzione non facendoti vivere appieno. Non è uno spazio che ti consente di soffermarti sulle cose.

Non essere su TikTok è un dovere morale! Il dovere di chi crede che la comunicazione non debba essere piegata a certi formati, come si era già piegata tempo fa ai 140 caratteri di Twitter e la fotografia ai formati quadrati di Instagram.

Ve la immaginate voi la Divina commedia in 15 secondi o il vostro film preferito nello stesso tempo?

Paolo Borsellino parla, a proposito del continuare il proprio lavoro nonostante le minacce, di dovere morale: «Noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare, senza lasciarci condizionare dalla sensazione, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro».

TikTok è la mafia dei Social Network

E voi direte, esagerato! Stai paragonando la mafia a TikTok, la morte con l’iscrizione ad un social. No sto paragonando la vita all’utilizzo di un social. TikTok prende la vostra attenzione, è la mafia dei Social Network, prende il vostro tempo, come se lo prende la vita quando vivete, lo prende in cambio di cosa?

Il dovere morale qui sta nel non farlo, nel non agire del Mahatma Gandhi, non dissimile dal non uscire di casa del covid-19 o dal non guardare video porno. Non dovrei restare aggiornato per rapportarmi meglio, e quindi sostenere, gli eredi della terra?  Si chiede l’autrice di Wired nel suo articolo su TikTok.

No, parlaci per strada la prossima volta che li vedi ballare con coreografie copia incolla e muovere la bocca senza dire niente. Così forse avrai a cuore il futuro della specie, quanta presunzione umana da parte tua. Farsi però TikToK, solo perché ci tieni al futuro, è come guardare un servizio televisivo sulla guerra invece che fare volontariato sotto le bombe. No, non è lo stesso,

Parlate con gli altri e con i giovani, TikTok fanno le lancette del tempo che vi fa invecchiare e che passa a colpi di video di 15 secondi.

Ah sì poi c’è il discorso dei dati in mano ai cinesi ma quella è un’altra storia.

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