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Whitney Wolfe Herd e la sua Bumble, un pieno di amore (al femminile) a Wall Street

Giacomo Zamboni
12 Febbraio 2021
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Il messaggio, neanche troppo velato, rivolto alle ragazze è “Fai la prima mossa!”. Tradotto: “Alla larga viscidi allupati, ora scelgo io la preda perfetta!”.

Stiamo parlando di Bumble l’App e social network che punta a mettere in contatto utenti sconosciuti interessati a fare nuovi incontri. La logica è lo stile sono quelli di Tinder, ma a differenza del suo più famoso concorrente, Bumble punta tutto sul pubblico femminile, permettendo solo alle donne di avviare il primo contatto con gli utenti uomini.

Bumble debutta in borsa a Wall Street

E vi sbagliate di grosso se pensate che sia l’ennesima App di dating per vogliosi nerd millenial. Ieri, e non crediate che sia un caso visto che siamo alla viglia di San Valentino, Bumble ha fatto il suo debutto a Wall Street come Ipo (dall’inglese initial public offering: è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato) quotandosi a un valore di 8,2 miliardi di dollari. Per capirci quanto capitalizzano società italiane come Telecom Italia o Fineco Bank.

Chi è Whitney Wolfe Herd, la fondatrice

Debutto con il botto per le azioni dell’app di incontri online che hanno aperto a 70$ per spingersi durante la seduta fino a 80$, per poi chiudere al punto di partenza. L’arrivo a Wall Street ha comunque reso il ceo e fondatore, la 31enne Whitney Wolfe Herd la più giovane miliardaria self-made del mondo. Ai prezzi di borsa la quota di quasi il 12% nella società della bionda regina di cuori vale circa 1,6 miliardi di dollari. Felici e contenti anche i due colossi bancari americani Goldman Sachs e Citigroup tra i principali sottoscrittori dell’offerta di Bumble.

A Wall Street quindi devono guardare tutti i cuori solitari del mondo perché se Bumble dovesse seguire la strada della concorrenza, oltre a trovare l’amore si potrebbe diventare ricchi. Il suo rivale nel mondo del dating è Match Group, gruppo che possiede Tinder, OkCupid e Match.com ed è quotato negli Stati Uniti già dal 2016 a 20 $. Oggi ne vale quasi 180 $. E per conquistare anche il mercato asiatico, Match ha annunciato di voler acquistare la società di video chat sudcoreana Hyperconnect per $ 1,7 miliardi.

 

Il covid e i siti e le app di incontri

Il covid-19 ha messo a dura prova le relazioni e reso difficile la vita a chi era “in caccia”. Secondo Bumble, almeno un quarto degli utenti single (23%) sono persone che hanno appena concluso la loro relazione a causa della pandemia di coronavirus e che ha iniziato a cercare un nuovo partner. L’infido virus ha minato la nostra psiche rendendoci più diffidenti: secondo i dati forniti da Bumble, il 40% degli utenti indica che impiegherà più tempo prima di incontrare qualcuno di persona.

Cioè, cercheranno di saperne di più sulla persona attraverso la rete, aspettando di sentirsi davvero convinti di uscire per un appuntamento. Il primo appuntamento è diventato meno convenzionale e formale: secondo una ricerca di Love Evolution di Meetic, società di Match Group, i single optano più per un drink al bar che per una cena, diminuendo così il budget del primo incontro del 38% tra il 2013 e il 2020 (€ 55 nel 2013 vs € 34 nel 2020).

In tempi di pandemia, la vita sembra essere dura per tutti: single o in coppia. Diamo un occhio ogni tanto a Wall Street per vedere quello che succede. Se non arriva l’amore, cerchiamo il tesoro. O la borsa o la vita!

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