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I social nel 2023 secondo Talkwalker

2 Novembre 2022
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L’orologio social è già puntato al 2023 e Talkwalker, assieme alla piattaforma Khoros, guarda avanti presentando il report Social Media Trends 2023. Un’analisi approfondita che mostra un mondo digitale in continuo cambiamento, con i brand che faticano a stare dietro alle nuove esigenze dei consumatori. Ma andiamo più nel dettaglio: come saranno i social nel 2023?

Come sono stati elaborati i dati del report

Prima di tutto la metodologia. I dati sono stati raccolti quasi interamente tra gennaio e agosto 2022, mentre le menzioni di argomenti sono state tratte da siti, canali di social media, forum e blog.

Talkwalker ha utilizzato la sua piattaforma di social listening, in grado di rilevare sarcasmo, commenti ironici e isolare falsi positivi. La precisione del sentiment viene rilevata attorno al 90%. Della serie: se sgarri per fregare l’algoritmo, l’algoritmo ti sgama.

Vediamo ora nel dettaglio i 10 trend analizzati da Talkwalker.

1. La fine dei cookie di terze parti

Tutti gli analisti concordano: l’era dei cookie sta per finire. Si tratta di un cambiamento che vediamo già in atto da qualche anno, ma ora sembra stia per arrivare l’epilogo. Il 70% degli specialisti dichiara che, in seguito a questi cambiamenti, l’advertising verrà ridimensionato. Le alternative? In attesa che Google si svegli con l’adeguamento del suo Analytics, già cassato in Paesi come Italia e Francia, ci si deve attrezzare in maniera differente. Ci sono piattaforme che permettono raccolta e analisi dei dati in ottemperanza al GDPR, come Matomo e poi c’è il social listening. Ed è proprio l’analisi del sentiment della rete a rappresentare un’alternativa valida e in crescita, con l’utilizzo di dati disponibili pubblicamente per tracciare i trend. Le raccomandazioni? Dare maggiore peso alla privacy e alla sicurezza dei dati degli utenti (come fa Sblind) e costruire relazioni di lungo periodo con la propria community. The Millennial si è mossa con largo anticipo in questa prospettiva, utilizzando l’intelligence generazionale come denominatore comune dei suoi contenuti e per la sua community.

2. Nuovi standard per i social media

Nonostante l’accresciuta consapevolezza di una buona parte di utenti sulle fake news, queste si stanno evolvendo rapidamente. L’avvento e l’espansione del fenomeno del Deep Fake rischia di delegittimare ulteriormente i contenuti della rete e quindi bisogna correre a i ripari. Anche in questo caso l’informazione è essenziale. Bisogna preoccuparsi delle esigenze del proprio pubblico in tema di sicurezza e autenticità dei contenuti, monitorandoli costantemente. E non cercate di far vendere il vostro prodotto a una mal riuscita copia di Napoleone… non è proprio il caso.

3. Social network decentralizzati

Questo è un trend relativamente nuovo e dall’evoluzione incerta. Però le reti decentralizzate stanno prendendo lentamente piede un po’ dappertutto, spinte dall’esigenza di una fetta sempre maggiore di utenti che rifuggono la censura della rete. Ma cosa di intende per reti decentralizzate? Semplice, si tratta di reti prive di un unico server o punto di comando. La rete viene eseguita su base peer-to-peer e il potere è distribuito tra tutti gli utenti. Un esempio? Le criptovalute sono nate con questa filosofia, sotto la spinta della delusioni date dal controllo centrale delle banche e dei grandi gruppi monetari. Anche i social sono influenzati da questo e la maggiore attenzione per una piattaforma come BeReal lo dimostra. L’utente vuole avere maggiore controllo delle proprie azioni e maggiore spontaneità, ma anche uno spazio privato e sicuro dove poter interagire con persone che hanno gli stessi interessi. Solo a me vengono in mente i vecchi forum?

4. Social network multisensoriali

Il trend verso una maggiore immersività dei contenuti è confermato, restano dei dubbi sul formato. Sicuramente, fenomeni come la gamification sono ormai pienamente radicati nei bisogni dei consumatori, specie della Gen Z, mentre il capitolo Metaverso è ancora un po’ da interpretare. Nell’attesa, l’approccio multisensoriale è già realtà e diversi brand si stanno attrezzando per cercare di offrire ai propri clienti un’esperienza che non coinvolga solo il visivo, ma anche il sonoro. Due esempi sono la crescita enorme del mercato podcast e il fenomeno ASMR.

5. Social commerce

Una tendenza già consolidata e in continua crescita. Il periodo post pandemia segna la grande espansione del social commerce, con Paesi come la Cina a fare la parte del leone. Si stima che circa il 49% degli utenti cinesi dei social media abbia fatto acquisti sulla piattaforma (il 44% negli Stati Uniti). Un trend che mostra ampi margini di miglioramento, con social come TikTok che si preparano ad aggredire il mercato del Regno Unito (e forse a sbarcare in Europa) con il loro live commerce. La presenza degli influencer e dei micro-influencer garantisce flessibilità e attualità estrema ai prodotti venduti sulle piattaforme, oltre a grandi margini di personalizzazione per l’utenza. Attenzione quindi a tutte le possibilità offerte dai social nel 2023: cataloghi prodotti, offerte, vetrine vi daranno una visibilità che difficilmente replicherete sul vostro e-commerce.

6. Il metaverso

Ne abbiamo già dette di cotte e di crude sul Metaverso. I crescenti problemi di Meta riguardo alla direzione da far prendere al suo Metaverso, il rischio di una guerra tra aziende diverse con formati differenti e la mancanza di meccanismi perfezionati per la monetizzazione sono rischi molto grandi. La raccomandazione, in questo momento, è di monitorare la situazione, valutando risorse, tempi e modalità per accedere al metaverso con il proprio brand. 

7. Analisi predittiva nel marketing

Nonostante sia una tecnica già consolidata in settori come l’affidabilità creditizia, si prevede un boom dell’analisi predittiva nel marketing nel 2023. L’elaborazione di uno storico di dati da parte dell’intelligenza artificiale consentirà di prevedere e anticipare i trend di consumo con sempre maggiore cura. Nota per i boomer: attenzione alle cose che lasciate nel carrello senza completare gli ordini!

8. Sostenibilità ambientale

L’82% dei consumatori vorrebbe che le compagnie privilegiassero la salute del pianeta ai profitti. Nonostante questo possa sembrare utopistico, la pressione di una così grande fetta di persone non può che influenzare i brand. La sfida non è lanciare slogan ambientalisti e sostenibili sui social, ma attuare un vero e proprio cambiamento interno. I consumatori stanno diventando sempre più attenti nel cogliere l’autenticità del messaggio di sostenibilità e semplici frasi motivazionali avranno solamente un effetto boomerang. Nel 2023 il trend diventerà ancora più importante e quindi urgono cambiamenti concreti e urgenti per rimanere al passo con i competitors più innovativi. A meno che non vogliate cantare come Celentano nel 2011: “Com’era bello negli anni Sessanta…”

9. Una customer experience social

Basta operatori asfittici e musichette d’attesa infinite. La customer experience si fa e si farà a misura di social. Velocità e personalizzazione sono le competenze ormai indispensabili per gestire al meglio le necessità dei consumatori. La cosa importante sottolineata dai trend: risolvere i problemi, ma con stile. Al netto delle problematiche da trattare a monte, è necessario un rapporto personalizzato e personale con il cliente. L’interazione e il contatto diretto con il brand vengono valutati sempre positivamente dal cliente, anche in caso di problemi. Un messaggio per i bottegai mugugnoni dotati di Whatsapp: rispondete in fretta, bene e con cortesia, sempre.

10. Buyer persona? No, grazie: ecco le community

Un altro trend che avanza e si consolida. Il periodo post pandemia ci ha restituito un consumatore talmente rapido e mutevole nelle intenzioni da sconvolgere il paradigma della buyer persona. Il profilo del cliente ideale non basta più, bisogna analizzare l’ecosistema che sta attorno a quest’ultimo e creare, o acquisire, una community fidelizzata. La maggior parte degli influencer è attiva sui social, ma aumenta la percentuale di personaggi pubblici che invita le persone in community private, che garantiscono un contatto più diretto con gli utenti. La raccomandazione è quindi di “coltivare” la propria community, offrirle una spazio di discussione e condivisione adeguato e, perché no, dare degli incentivi e premiarle per i loro contributi. Non sarò mica l’unico che raccoglie ancora i bollini del supermercato, vero?

Insomma, i social nel 2023 si prospettano all’insegna del cambiamento. Molti processi sono già stati intrapresi quest’anno, ma sicuramente i brand dovranno muoversi a una velocità maggiore nei prossimi mesi. E voi, siete pronti?

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