C’è almeno una ragione se Twitch è la tv del futuro

Marcello Masciarelli 23 Febbraio 2021
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Immagina un programma televisivo a cui puoi partecipare e dove hai l’occasione di interagire con pubblico e protagonisti e chattare con loro.

Ora immagina di essere tu l’autore di quel programma: dall’altra parte ci sono i tuoi follower con cui puoi scambiare pareri e opinioni e raccogliere feedback. Il tutto in tempo reale.

«Twitch is the world’s leading live streaming platform for gamers and the things we love».

Questo è Twitch.

Fondata nel 2011, comprata dopo nemmeno 3 anni per 1 miliardo di dollari da Amazon, Twitch è una piattaforma nata inizialmente per il gaming, ma diventata negli anni un luogo dove poter streammare qualsiasi passione e creare community molto ampie.

Twitch e Youtube

Chi non conosce YouTube? Con oltre 2 miliardi di utenti globali, domina la rete in quanto piattaforma web che consente la condivisione e visualizzazione di contenuti multimediali. Twitch vola molto più basso, con una previsione di raggiungere i 40 milioni di utenti a fine 2021.

Vedendo questi numeri, si potrebbe pensare che Twitch non sia così speciale. Eppure, pensarla così è sbagliato.

Il modello di Twitch è diverso da quello di Youtube. Il modello di quest’ultimo è incentrato sulla pubblicità che richiede numeri di utenti sempre più alti e, di conseguenza, guadagna in base alla quantità di video visualizzati dagli utenti. Al contrario, Twitch ha un modello basato sull’engagement, ovvero sul coinvolgere il più possibile i propri utenti.

I partner di Twitch guadagnano vendendo abbonamenti a pagamento al proprio canale oppure ricevendo donazioni dai propri follower (tramite i cosiddetti Bits) e solo una piccola percentuale dei ricavi può provenire dalle pubblicità. Questo è un modello che funziona.

Non non lo dice Twitch, lo dice YouTube in una ricerca realizzata assieme a Ipsos: gli utenti sono talmente coinvolti durante le live streaming che è «come se» partecipassero a un evento in presenza.

Chi usa Twitch?

Tutti.

Non tutti nel senso di “tutte le persone del mondo”, ma inteso come “tutte le età”.

Non è un segreto che, causa pandemia covid, il digitale e il multimediale siano cresciuti in questo ultimo anno. Twitch non fa differenza. Gli adolescenti e i giovani adulti, presenti sulla piattaforma fin dalla sua nascita, sono aumentati da inizio 2020. Come comunicato dalla stessa azienda a gennaio, la piattaforma ha una community sempre più eterogenea.

Proprio grazie alla sua struttura, che coinvolge lo spettatore e lo fa sentire parte di un gruppo, Twitch ha aiutato persone di tutte le età a sentirsi meno sole durante questa emergenza mondiale. E non parliamo solo di spettatori.

Su Twitch si sta facendo largo anche la terza età, grazie ai numerosi creator della stessa categoria. Il 75enne (no, non ho sbagliato a scrivere) Grand007pa conta ben 34mila follower e il suo profilo continua a crescere.

Cosa si può imparare da Twitch

Secondo i dati non ufficiali di StreamElements e Arsenal.gg, lo scorso dicembre Twitch ha registrato un incremento dell’83% su base annua delle ore viste complessivamente, per un totale di 17 miliardi di ore in un solo mese.

Ed ecco il dato a cui veramente prestare attenzione: l’eterogenea categoria “Just Chatting”, dove i protagonisti della diretta chiacchierano fra loro, è stata la più seguita, con 2 miliardi di ore accumulate solo a dicembre. League of Legends si è invece fermato a un miliardo di ore.

Due miliardi di ore di “sole chiacchere”, non è di certo un dato di poco conto.

In conclusione, Twitch sta plasmando il consumatore del futuro: con il 91% delle dirette streaming in rete e un tasso di popolazione attiva del 63%, la piattaforma dimostra di avere una capacità indiscussa nell’aggregare una comunità intorno ai contenuti.

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