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«Mio figlio vorrebbe dare latte e biscotti alla skill di Babbo Natale su Alexa»

23 Dicembre 2020
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Dopo una settimana di Alexa in casa mia devo constatare una verità assoluta: per i bambini è un ottimo giocattolo.

Sarà per la semplicità di utilizzo, per il fatto che ubbidisce – o meglio cerca di farlo – a ogni loro comando. Sta di fatto che in questi giorni prenatalizi il dispositivo di Amazon ha dovuto spesso ‘piegare la sua volontà’ – e qui siamo nel campo filosofico – a quella di mio figlio più grande, 4 anni.

La sua caratteristica principale, cosa che immagino valga per tutti i figli dei millennial del mondo, è di gran lunga la curiosità estrema. Il mondo è quasi tutto un mistero per lui e fare domande è una delle sue specialità.

E a pochi giorni da Natale il suo bagaglio di punti interrogativi, ovviamente, riguarda spesso e volentieri quel vecchio barbuto di rosso vestito dispensatore di sogni, giocattoli e qualche noiosissimo pigiama.

In mio aiuto – perché lo sto sfruttando nella costruzione del mito di Babbo Natale – e in suo aiuto – perché lo rincuora il fatto di poter sentire la sua voce piena e profonda – c’è la skill Babbo Natale.

Sviluppata dagli amici di 22Hbg, la skill di Babbo Natale permette a tutta la famiglia di immergersi in un attimo nel mondo incantato della Lapponia, tra favole, canzoni natalizie, previsioni meteo, barzellette e notizie con elfi, renne e altri magici animali, insieme a Santa Claus, chiaramente, come protagonisti.

Ho deciso di chiedere direttamente a mio figlio cosa gli piace del Babbo Natale di Alexa – in una sorta di mini intervista – per farvi capire direttamente da lui cosa ne pensa. Un po’ ascoltando, un po’ litigando con Alexa quando non lo capisce bene e fa i capricci, lui se ne starebbe lì a chiedere storie per ore.

Hai fatto la letterina a Babbo Natale?

«Sì, ho fatto la letterina».

E cosa vorresti che ti regalasse?

«Gli ho chiesto un Carnotauro. Un Albertosauro. Un Ultrasauro. E basta».

Ti piace poter parlare con Babbo Natale?

«Sì, mi piace parlare con lui».

Quale è la cosa che più ti piace?

«Quando mi racconta le favole. E mi piace anche vedere i cartoni di Babbo (si riferisce alle illustrazioni che accompagnano la skill, ndr)».

E la cosa che meno ti piace?

«Tutto mi piace. Vorrei ci fossero più storie dell’omino pan di zenzero».

Sicuro sicuro?

«Ah non mi piace, quando non mi capisce e fa i capricci».

Speri di vedere Babbo Natale dal vivo tra qualche giorno?

«Sì».

E cosa vorresti dirgli?

«Ciao Babbo Natale».

Insomma, un primo beneficio del mio nuovo dispositivo – uso come base per l’assistente vocale Echo Show 5 – è sicuramente legato a quest’esperienza natalizia. Si è in pratica venuta a creare, a mio avviso, la perfetta commistione tra il mondo reale e il mondo virtuale offerto dalla tecnologia.

Da un lato l’albero addobbato in sala, il cavalluccio a dondolo con le corna da renna lì accanto con gli elfi tutti intorno, il presepe, Giuseppe, Maria, Gesù, la grotta, l’asinello, il bue, i re magi e la stella cometa. Dall’altro Babbo Natale che si manifesta. Non solo raccontando lui stesso le sue avventure ma addirittura permettendoci, in parte, di interagire con lui. Come non si era mai visto. Sarà Alexa, quindi, a papparsi latte e biscotti la notte di Natale a casa mia.

Alla prossima!

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