Spotify è l’assassino della qualità musicale. E tu sei suo complice. Meglio Tidal!

28 dicembre 2018
6 Condivisioni 370 Visualizzazioni

Spotify ma anche Apple Music e Amazon Prime Music non finanziano l’arte dei musicisti. Premessa: possedere la musica non significa conoscerla e comprare tanti dischi non fa di te un esperto di musica. Ma non acquistarla, la musica, fa sicuramente di te un complice dell’inabissamento della qualità musicale a cui stiamo assistendo. Forse dovremmo usare tutti Tidal. Come Madonna.

Questo discorso non vale ovviamente per chi non può permettersi di acquistare un disco.
Questo discorso vale per tutte le persone che invece di acquistare un disco spendono 10 euro per un grammo di fumo, 10 euro per due pacchetti di sigarette, 12 euro per il sushi all you can eat, 7 euro per un cocktail.

Almeno che non siate la reincarnazione di Sebastian Bach, state facendo del male alla musica che tanto dite di amare quando fate lo screeshot della canzone in riproduzione su Spotify.

Vi spiego perché con i vostri 10 euro non state promuovendo la buona musica. Ancora peggio se avete il dannato abbonamento Millennial-studenti e pagate 5 euro.

Facciamo finta che voi ascoltiate 10 artisti al mese, ogni artista percepirà 1 euro. Di quell’euro, tolti i soldi da dare alle etichette discografiche e i costi di produzione e distribuzione all’artista rimarranno 10 centesimi. E non abbiamo considerato la parte che prende Spotify! Questo discorso è economicamente finto. Non funziona assolutamente così, ma vi può dare l’idea della ripartizione dei vostri 10 euro. L’artista percepisce MENO DI UN CENTESIMO AD ASCOLTO.

Fino a poco tempo fa se acquistavi un disco l’artista percepiva da 1 a 3 euro. Se l’artista pubblicava indipendentemente il guadagno era anche maggiore.
Con i 10 euro di Spotify date delle briciole agli artisti e supportate indirettamente la musica più commerciale, orecchiabile, usa e getta…di merda che possiate immaginare. Perché gli artisti vorranno racimolare più briciole possibile e chissenefrega della qualità .

Gli artisti minori potevano sempre contare sul fatto che almeno una nicchia avrebbe comunque comprato il disco. Ora invece l’artista minore e si trova a dover
spartire i 10 euro con i Beatles, che un disco non lo pubblicano dal 1970.

La qualità non è però solo quella musicale ma anche esperienziale, come sanno i creatori di Tidal.
La qualità di Spotify è pessima comparata a quella di un CD, per non parlare di un vinile. Perciò finirete per abbassare i vostri standard: il pulcino pio non può e non deve
suonare come una base mixata da Dr. Dre. La differenza si deve sentire.

Certo che ora con Spotify possiamo accedere a moltissimi artisti minori di cui prima, probabilmente, non avremmo mai comprato un disco: questo è l’altro lato della medaglia e una bellissima ragione per usufruire dei servizi musicali in streaming.

Ogni volta che dici che la musica è arte e conosci 1000 canzoni a memoria o ripeti che la musica ti ha salvato la vita, beh, pensa cosa hai fatto tu per salvarla. Tranquilli: la buona musica esisterà sempre, nonostante la povertà dei mezzi. Non siete così forti da poterla fermare. Ma potete supportarla.

Alternative più etiche ci sono. Come ad esempio Tidal, che paga il doppio ad ascolto rispetto a Spotify e vi offre musica a qualità HiFi. Vi assicuro che le vostre orecchie ne beneficeranno. Già, perché la musica che ascoltate su Spotify ha una qualità vergognosa.
Guarda il video in cui Madonna si lancia sul tavolo per firmare il contratto con Tidal (e con lei anche Beyoncé, Rihanna, J. Cole, Kanye West, Daft Punk, Alicia Keys e tanti altri):

.
Non vi lascio playlist da ascoltare perché Lucio Battisti esiste anche se non lo trovate su Spotify.
I dischi sapete già dove comprarli ma se volete finanziare il nostro mercato e non il buon Jeff Bezos ecco un sito tutto italiano, LEGGI ANCHE:

I Talent Show sono arte? Come le castagne sono la NASA

Facebook è morto, ucciso da vecchi che perfino nei bar erano disprezzati

Tommaso Paradiso, il sommelier della gnocca