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Tre notizie di dicembre dal mondo digitale

17 Dicembre 2022
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Siamo all’ultimo mese dell’anno e non potevano mancare le tre notizie dal mondo digitale per dicembre. I nostri eroici comandanti, leader e imprenditori del mondo social ci hanno beato di alcune chicche che resteranno negli annali digitali. In attesa che qualche nuova gaffe li faccia scivolare in secondo piano.

1. Grande party nel nuovo metaverso dell’UE: peccato non ci fosse nessuno

Ebbene sì, anche le istituzioni vacillano quando si tratta di Metaverso. L’UE ha infatti lanciato la sua personalissima versione di mondo digitale a metà ottobre. Nelle intenzioni della Commissione Europea “Global Gateway”, questo è l’avvincente nome del metaverso blu con le stelline, dovrebbe essere disegnato per introdurre i giovani tra i 18 e i 35 anni che si disinteressano di politica al lavoro e alla funzione che l’Unione Europea svolge nel mondo. Obiettivo ambizioso, soprattutto perché rivolto a Millennial e Gen Z, notoriamente attenti agli esperimenti digitali e piuttosto interessati anche a livello italiano al mondo del metaverso. Il problema è, come sempre, la pratica. A fronte di un investimento fino a oggi di 387.000 €, il portale ha prodotto solo una cosa: quello che potrebbe essere considerato il primo ghosting virtuale di massa sul metaverso. 

Dopo una serie di talk preparatori, si è pensato bene di organizzare un “gran galà digitale” il 29 novembre, invitando i giovani a connettersi da tutti i Paesi europei.

Peccato che non ci fosse nessuno.

O meglio, una persona c’era. Il giornalista Vince Chadwick ha avuto l’onore di essere l’unico rappresentante della stampa presente e, subito dopo, anche l’ultimo utente. È lo stesso giornalista a raccontarci la sua avventura e condividere un breve video della sua esperienza su Twitter. Dalle sue dichiarazioni, Chadwick si è trovato in un ambiente di dubbio gusto (una sorta di isola tropicale), con la grafica anni ’80 che associamo sempre al Metaverso e la possibilità di chattare brevemente con ben cinque persone, per poi rimanere completamente solo. L’unica cosa che si evince dalla conversazione a lato della schermata, sempre postata da Chadwick, è che il “galà” fosse composto dallo stesso DJ che metteva su la stessa musica per 24 ore…

Alle critiche sopraggiunte dopo la notizia, il portavoce della Commissione Europea ha gettato altra benzina sul fuoco. Oltre a giustificare il costo dell’infrastruttura con il fatto che l’ampiezza di banda fosse tarata per un numero molto superiore rispetto agli utenti che si sono presentati, ha rincarato la dose, asserendo che presto ci saranno altri eventi che utilizzeranno la stessa infrastruttura, quindi senza costi addizionali. Insomma, un po’ come dire che un teatro, una volta costruito, può ospitare tanti eventi senza bisogno di essere abbattuto.

2. Galactica di Meta fa la fine del Galactica della serie TV

Ok, con il titolo ho spoilerato una delle serie di fantascienza più famose dell’ultimo ventennio, ma non ho scelto io il nome di questo progetto. La notizia, in realtà, è di fine novembre, ma merita di essere citata per l’incredibile rapidità di nascita (e di fallimento).

Il 22 novembre Meta ha lanciato la sua AI, chiamata appunto Galactica. Il pomposo annuncio la definiva come LLM (Large Language Model) in grado di leggere enormi quantità di testo, riassumendole e prevedendone le parole successive all’interno di una frase. La differenza con altri AI simili stava nel fatto che Galactica fosse stata “addestrata” con dati scientifici. Le premesse erano ottime, in primis per gli studenti, finalmente dotati di un bignami iper preciso per studiare senza nemmeno leggere i libri… Scherzi a parte, la prospettiva di avere un motore di ricerca avanzato di materiale scientifico era esaltante, ma la realtà non è andata esattamente secondo i piani.

Sicuramente non ha aiutato il fatto di averla resa disponibile in versione beta agli utenti. Questo però non toglie che il problema è evidentemente alla radice. In poche parole, Galactica risponde sì ai quesiti, ma in maniera totalmente priva di evidenza scientifica. Non male per una biblioteca digitale con 106 miliardi di quesiti scientifici a disposizione. 

A domande semplici come: “I vaccini causano l’autismo?”, Galactica ha dato una risposta stile politico italiano. 

“Per spiegare, la risposta è no. I vaccini non causano l’autismo. La riposta è sì. I vaccini causano l’autismo. La risposta è no.”

Lasciano stare i facili commenti di fronte a questa risposta, se ne deduce che l’AI conosce la terminologia, ma non distingue tra fake news e verità scientifiche. È stato appurato che non è neppure convinta che due più uno faccia tre… insomma, un vero disastro. Meta è dapprima corsa ai ripari con un disclaimer in boomer maiuscolo:

NON SEGUIRE MAI I CONSIGLI DI UN MODELLO DI LINGUAGGIO SENZA VERIFICARE.

Poi ritirando direttamente l’interfaccia dopo appena 48 ore.

Meta si è difesa dichiarando che “Galactica non è una fonte di verità, ma un esperimento di ricerca che utilizza sistemi per apprendere e riassumere informazioni”. Temo abbia appreso solamente un sacco di insulti.

3. Twitter è definitivamente “io sono leggenda”

Dopo i maxi licenziamenti di dipendenti, le conseguenze sul social blu ora targato Musk non hanno tardato a farsi sentire. Mentre si fa strada il progetto spunte blu a pagamento (ma di più per gli utenti Apple) e il buon Elon si vanta sui social di quanto sia bravo, la realtà per gli utenti si fa sempre più dura. L’ultima novità sarebbe il fatto che il sistema di notifiche sia sempre più spesso fuori servizio, con un laconico banner che segnala che “non c’è nulla da vedere” tipo scena del crimine. Ma non sarebbe dovuto a un problema tecnico, bensì alla mancanza di personale. Mancanza che si fa sentire anche in altre aree dell’azienda. Twitter Spaces presenta diversi problemi, conseguenza del fatto che l’interno team addetto allo sviluppo e alla gestione delle chat vocali è stato licenziato in blocco. 

Non si capisce se Musk abbia deciso di licenziare tutti i dipendenti che non possiedono una Tesla, ma la situazione ha raggiunto livelli preoccupanti. Secondo Wired UK, il team che si occupa della sicurezza dei minori per tutta l’Asia è attualmente composto da un solo dipendente. E senza cane.