Tre notizie di febbraio dal mondo digitale

28 Febbraio 2023
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Ci stiamo ormai inoltrando rapidamente in questo 2023 e, come sempre, non mancano sorprese e novità dal web. Ecco allora per voi le selezionatissime tre notizie di febbraio dal mondo digitale.

LA NUOVA AI DI GOOGLE HA GIÀ PRESO UNA CANTONATA

È una notizia che è rimbalzata qualche settimana fa per tutto il mondo del web. A seguito del fenomeno AI, Mountain View ha deciso di annunciare Bard, la sua personalissima versione. L’annuncio è arrivato, un po’ a sorpresa, il 6 febbraio, anticipando di 24 ore quello sulla nuova versione del motore di ricerca Bing di Microsoft. 24 ore fatali, evidentemente, per Google, perché se da una parte Microsoft ha semplicemente integrato una versione aggiornata dello stesso modello usato da OpenAI per il suo celebre ChatGPT, Google l’ha progettata di sana pianta. E qualcosa deve essere sfuggito agli ingegneri di Mountain View, che durante la demo di presentazione di Bard hanno ovviamente fatto una domanda alla propria AI.

Bard, evidentemente, deve fare un ripasso di storia astronomica, dato che ha clamorosamente cannato la paternità della prima immagine di un esopianeta. l’AI ha infatti annunciato che è stata scattata dal James Webb Space Telescope nel 2004. Il telescopio autore della foto, invece, risulta essere il Very Large Telescope, quindi la cosa ha avuto un’ampia risonanza. Oltre al danno si è aggiunta la beffa, dato che uno si trova in Cile, mentre l’altro si trova… in orbita attorno al nostro pianeta! Non stiamo quindi parlando di un caso di omonimia o di poche miglia di errore.

Da un’AI dedicata alla ricerca di informazioni non si possono tollerare sbagli del genere, soprattutto se progettata dal motore di ricerca più utilizzato (e completo) del pianeta. Si capisce, quindi, come mai le azioni di Google siano improvvisamente scese del 9%, facendo perdere alla società 100 miliardi di dollari di capitalizzazione in un solo giorno.

Nonostante i tentativi dell’azienda di minimizzare il danno, diversi dipendenti si sono lamentati dell’annuncio affrettato e dello stadio ancora poco avanzato dell’AI. Proprio a metà mese, tra l’altro, il CEO Sundar Pichai ha chiesto ai dipendenti “una mano” nello sviluppo del software, con l’impegno a trascorrere dalle due alle quattro ore per testare Bard. Insomma, non siamo ai livelli di ammiocuggino in salsa Elon Musk, ma anche Google ce ne ha messo del suo. Resta da capire se riuscirà a sviluppare qualcosa di decente prima di passare da S.P.A. a S.R.L.

OPERATIVA ARTIFACT, AI CREATA DAI FONDATORI DI INSTAGRAM

Dopo nemmeno un mese dal suo annuncio, ai primi di febbraio, Artifact è già operativa e scaricabile sia su Android che su iOS. Di cosa si tratta? Della creatura di Kevin Systrom e Mike Krieger, fondatori di Instagram, che hanno però lasciato la società nel 2018. Artifact non è altro che un Feed di notizie personalizzato. Grazie al Machine Learning, però, si adatta alle esigenze e alle richieste dell’utente per offrire un servizio inedito di reperimento di informazioni. Artifact è stata definita da alcuni, impropriamente, un TikTok testuale, a causa proprio dell’algoritmo adattivo. Si tratta piuttosto di un avanzato sistema di notizie “verificate e di qualità”, che poco ha a che vedere con gli effetti audiovisivi del social cinese.

Il cuore del Feed è costituito da un nutrito gruppo di articoli popolari provenienti da testate famose (come il New York Times) e testate minori. All’atto dell’iscrizione verrà semplicemente chiesto all’utente di selezionare diversi argomenti di base per personalizzare il suo Feed. In seguito apparirà un contatore con gli articoli da leggere rimanenti, perché Artifact “impari” dai nostri gusti e proponga una personalizzazione. Il sistema è chiaramente una manna per chi scrive articoli di approfondimento o deve fare delle ricerche. In più, c’è la possibilità di commentare gli articoli e visualizzare quelli degli utenti seguiti.

Ciliegina sulla torta, l’AI apprenderà il nostro tempo di lettura per proporre articoli su misura ed evitare le ripetizioni, cosa a cui purtroppo siamo abituati. Una pessima notizia per i Boomer che ridono nel rivedere il gattino che salta i bicchieri di carta da Facebook a TikTok, o per i Millennial con il nuovo tendine sul pollice evoluto per lo scrolling continuo, ma un’ottima notizia per chi ne fa un uso lavorativo o anche solo per chi vuole informarsi senza essere riempito da oscene cover in MIDI di pezzi famosi ed effetti stile Britney Spears anni ’90.

FACEBOOK ORA È ANCHE IN FRIULANO

All’inizio del mese, una nuova lingua si è aggiunta all’enorme lista di quelle disponibili sul social primigenio. Si tratta del friulano, che sì, è una lingua riconosciuta e no, stranamente non era ancora stato inserito (ma il sardo invece sì). L’iniziativa nasce da una collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ARLeF e Insiel. Il tutto fa parte del “Piano Generale di Politica Linguistica per la Lingua Friulana 2021-2025”, dedicato alla diffusione del friulano sulle piattaforme tecnologiche. Per garantire l’accuratezza della traduzione, Facebook ha affidato il lavoro all’Agenzia Regionale per la lingua Friulana.

Secondo Eros Cisilino, Presidente di ARLeF: “Oggi mettiamo a disposizione di tutti un ulteriore strumento con cui intendiamo favorire l’utilizzo della lingua friulana nella quotidianità. La possibilità di adoperare l’interfaccia di Facebook in friulano consentirà anche di rafforzare la community social, su cui stiamo lavorando già da tempo e, non ultimo, contribuirà a consolidare il senso di identità e di comunità dei friulani sul territorio e nel mondo”. 

Una buona notizia per i sardi, ma una brutta notizia per chi, come me, aspettava l’interfaccia in Klingon e Facebook gli ha tarpato le ali. Heghlu’meH QaQ jajvam!

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