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Videogiochi, la nuova miniera d’oro per i millennial è il gaming video content

3 Febbraio 2021
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I videogiochi in Italia sono sempre stati visti alla meglio come un hobby, un passatempo.

Anche grazie agli stereotipi e preconcetti dei boomer, che hanno assistito alla nascita di questo media, i videogiocatori sono sempre stati visti con diffidenza. Ma sapevate che anche la prima tv, la prima macchina, il primo aereo e anche la prima lampadina vennero sottovalutati all’inizio e considerati idee senza futuro?

Ben 139 miliardi di dollari. Questo è quanto ha guadagnato l’industria dei videogame e dei media interattivi nel 2020 a livello mondiale, che cresce in media di un 12% all’anno. La pandemia covid-19 ha modellato il mercato dei videogiochi dal momento che l’audience è stata forzata a casa e a interagire da remoto. Questo ha contribuito ad avvicinare molte più persone al gaming e, di conseguenza, anche i guadagni ne hanno giovato.

Videogiochi, il tesoro dei gaming video content

Hardware, software e prodotti materiali del settore sono una parte del mercato di quest’industria, ma ci sono due categorie che promettono sorprese negli anni a venire: i GVC (Gaming Video Content), ovvero video il cui contenuto riguarda i videogiochi, e gli E-sports, che indicano il giocare videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico. Sono molte le aziende che hanno intuito il loro potenziale.

Facebook ha comprato da Microsoft Mixer una piattaforma di streaming per potenziare il suo servizio già attivo Facebook Gaming, creando ulteriore concorrenza a realtà già consolidate come quelle di Twitch e YouTube che, da anni, cavalcano l’onda del mercato videoludico.

Diverse sono anche le società sportive nel mondo a essersi interessate agli E-sports e ad aver chiuso accordi per la creazione di team che competano sotto il loro nome a livello professionistico, come Lakers e Barcellona FC, ad esempio. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi che potrei citarti.

Anche in Italia presto la federazione degli E-sports

Nel mondo si moltiplicano le istituzioni sportive o governative che riconoscono gli E-sports come sport e anche l’Italia ha accelerato questo percorso. Stando alle parole del 15 Dicembre 2020 di Michele Barbone, coordinatore per conto del Coni del Comitato promotore degli E-sports, entro marzo 2021 avremo una Federazione italiana degli Sport Elettronici.

Un’ottima notizia per i 18 milioni di utenti italiani, ma soprattutto per i nostri connazionali che già da anni competono a livello professionistico e combattono per vedere la loro carriera riconosciuta come un lavoro, e non come un gioco.

Molti sono infatti gli italiani che grazie all’industria videoludica e agli E-sports hanno costruito imprese o percorsi di successo e molti altri stanno iniziando a percorrere la strada che questi hanno contribuito a spianare per loro.

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