Technology Pusher: i dipendenti che non sopportano i nuovi software

Caterina Moretti 9 Novembre 2021
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Il nuovo sondaggio di Gartner prende in considerazione lavoratori, utenti e frustrati per raccogliere informazioni sulla gestione di un nuovo software.

Negli ultimi due anni Gartner aveva adottato uno software per aziende che avrebbe implementato il database di informazioni e di fruibilità del sistema operativo. Gartner, ricordiamolo, è una multinazionale di consulenza, ricerca e analisi nel campo della tecnologia dell’informazione. Quello a cui non aveva pensato, però, era che gli operatori che si sarebbero dovuti interfacciare con questo sistema. E che invece avrebbero preferito prendere il computer e gettarlo dalla finestra.

Dopo 24 mesi di utilizzo del software la società ha infatti aperto un sondaggio per capire come e quanto il nuovo software aveva aiutato i lavoratori a svolgere le loro mansioni. Sebbene nella parte più “tecnica” del questionario le risposte confermavano che sì, il sistema funzionava piuttosto velocemente e correggeva gli errori di calcolo autonomamente, era assolutamente una chiavica da usare.

Craig Roth, vicepresidente della ricerca presso Gartner, si è accorto dei risultati un po’ borderline di questo sondaggio. Ha commentato così: «I leader dei prodotti software spesso si concentrano sull’aggiunta di nuove funzionalità per stare al passo con i concorrenti. Ma questo porta spesso a prodotti eccessivamente complessi e con una scarsa esperienza utente».

Più del 60% degli intervistati ha affermato che il software li ha spesso frustrati, demotivati o privati di gioia negli ultimi due anni. Così demoralizzati da farli desiderare che la gestione IT riadottasse il vecchio sistema.

Il sondaggio globale di Gartner ha coinvolto 4.950 utenti di prodotti e servizi tecnologici da aprile a giugno 2021. Nel suo complesso, ha rivelato tre modi in cui gli utenti possono influire sull’adozione del software aziendale: sono tutti molto personali e interpretabili.

Adozione personale del nuovo software

Qui si parla di come un singolo individuo reagisce alle funzionalità del software. Molti utenti intraprendono un’azione di loro libera sponte solo dopo aver avuto una certa esperienza con il sistema operativo. Alcuni si lanciano invece testa e cuore nei meandri del computer per esplorare tutte le funzionalità.

Però, c’è bisogno di dire che il 40% degli intervistati resiste all’utilizzo delle applicazioni dopo aver avuto un’esperienza negativa e usufruisce del sistema solo per funzionalità minime, ritardando o evitando l’uso del software per mancata voglia. Solo il 13% degli utenti ha speso più tempo ad approfondire le funzionalità del software di ultima generazione.

Influenzare i colleghi con le proprie opinioni

Il sondaggio ha inoltre rilevato che gli utenti condividono spesso le proprie opinioni sul software con colleghi  in modo proattivo. Questo significa che il “passaparola” può avviare una reazione a catena e portare i colleghi ad adottare o a evitare certe applicazioni.

Nella sostanza, se qualcuno è frustrato perché non riesce a usare il software d’ufficio, altri faranno molta fatica a pensare di saperlo usare meglio di questa persona, quindi non è verosimile pensare che ci proveranno.

Il 42% degli intervistati ha dichiarato di essersi lamentato con i colleghi dopo un’esperienza software negativa. Non di certo mancata anche la lamentatio da social media. Il 48% degli intervistati da Gartner ammette di aver lasciato recensioni sui social, anche in maniera del tutto informale come aggiornamenti di stato o commenti dopo un’esperienza negativa con il software e le sue applicazioni.

Auto-acquisto del nuovo software e altre problematiche

Gli utenti del software aziendale possono anche fungere da acquirenti in determinati casi. E questo ha creato non pochi problemi, perché solo i lavoratori di alcuni reparti avevano l’accesso alla libera scelta del software da utilizzare, e anche delle applicazioni che avrebbero potuto comprare.

Il programma permetteva poi loro di acquistare funzionalità attraverso l’e-commerce, quindi inserendo i propri dati personali e una carta di credito all’interno del sistema. Nonostante il software fosse recepito dall’80% degli intervistati come “sicuro, a prova di ladro informatico” sono stati pochissimi quelli che hanno scelto di acquistare funzionalità aggiuntive del sistema.

Il 65% dei lavoratori dichiara inoltre di non comprendere perché alcuni utenti potevano acquistare e altri no, e anche di non sapere in quale database sarebbero finiti i dati della loro carta di credito.

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