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“La tecnologia vi ha reso più stupidi”. No caro boomer, ora ti spiego

14 Settembre 2021
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Premessa sulla società e sulla tecnologia: questo articolo non impedirà all’adulto di turno di accusarvi di stupidità e superficialità ogni qualvolta che ne avrà l’occasione. Renderà più coscienti voi, amati millennial, di alcune realtà assolutamente false che esistevano ben prima dell’ipertecnologia odierna.

La tecnologia digitale è onnipresente. Negli ultimi 20 anni abbiamo fatto sempre più affidamento sulla tecnologia: smartphone, tablet e computer. Fino a qui, niente di nuovo. Questa tendenza a vivere in simbiosi con il proprio smart device ha decisamente ingranato la quinta durante l’attuale pandemia di covid-19. A ben vedere, aggiungeremmo, considerando che oggi un buon 40% della nostra vita si svolge online, dallo shopping al lavoro, dagli studi alle relazioni. Anche qui, non stiamo portando alla luce niente che non sia già sugli schermi di tutti.

La saggezza popolare, ma anche centinaia di studi fatti da esperti, ricercatori e filosofi, conferma che un eccessivo affidamento alla tecnologia può togliere molto alle nostre abilità cognitive: in effetti, chi vive con il pollice opponibile costantemente impegnato nello scroll up sullo schermo, ha meno memoria, presta meno attenzione e non è un asso nell’esercitare l’importante pratica dell’autocontrollo. Questo sembra in qualche modo screditare la nostra idea che la tecnologia non ci rende più stupidi, ma è invece il punto di partenza per dimostrare che in realtà l’ipermodernità con cui siamo a contatto non è un nemico da condannare e combattere.

La tecnologia potrebbe effettivamente soppiantare la cognizione ambientale

La tecnologia cambia il mondo in cui viviamo. Socrate, considerato dai più il padre fondatore della filosofia, era profondamente preoccupato di come la “tecnologia della scrittura” (dopotutto, 2.000 anni fa scrivere era ancora un’attività assolutamente pionieristica) avrebbe influenzato la società. Il ragionamento del filosofo non faceva una piega: poiché la tradizione orale di pronunciare discorsi richiede un certo grado di memorizzazione, Socrate era preoccupato che la scrittura eliminasse la necessità di apprendere.

Scriveva infatti Platone, rifacendosi alla filosofia socratica:

Se gli uomini imparano questo, impianterà l’oblio nelle loro anime; cesseranno di esercitare la memoria perché si affidano a ciò che è scritto, richiamando alla memoria le cose non più da dentro di sé, ma per mezzo di segni esterni.

Al di là delle preoccupazioni etico-filosofiche, questa massima ci porta a un ragionamento più complesso: molti di noi sono ancora in grado di memorizzare le informazioni quando necessario. La tecnologia ha semplicemente ridotto la necessità di determinate funzioni cognitive, non la nostra capacità di eseguirle.

Jim Carrey Reaction GIF

A favore di questa tesi si affacciano alcuni risultati scientifici che sono stati interpretati per suggerire un dato molto chiaro: la tecnologia digitale può portare a una minore memoria e attenzione, tuttavia, l’impatto non ha un effetto duraturo sulle capacità cognitive a lungo termine. Inoltre, la tecnologia digitale ha un appiglio diretto e non moderato sulla cognizione. Che cosa significa? Che la tecnologia cattura, rapisce e nasconde, ma non deruba le facoltà cognitive del singolo.

Cambiare la cognizione sulla tecnologia: ma che ne sanno i boomer?

Veniamo ora al dibattito in corso: siamo accusati, sempre più spesso, di essere diventati più stupidi. E questo perché, sempre più spesso, viviamo attraverso la tecnologia. Ora, ben oltre le opinioni personali e le capacità intellettuali del singolo, appare piuttosto lampante che chi ci accusa di essere diventati “imbecilli con lo smartphone” è, inesorabilmente, vittima di un progresso che sta andando avanti facendo tranquillamente a meno di chi non vuole progredire affatto.

Questo non vuole essere un affronto personale, ma una mera considerazione razionale: quelli che in realtà sembrano sempre più rimbecilliti dalla tecnologia sono quelli che nei loro primi 40-50 anni di vita non hanno affatto avuto a che fare con uno smart device. Di conseguenza, molti boomer utilizzano lo smartphone allo stesso modo in cui un’aragosta utilizzerebbe una forchetta.

Perché non ci ha reso più stupidi

Perché lo eravamo già. No dai, stiamo scherzando. Ma neanche troppo.

L’atroce verità che si cela dietro la scarsa intelligenza generazionale è da additare alla nostra incapacità di ponderazione. Non siamo bravissimi quando si parla di equilibrio mentale, e non siamo nemmeno in grado di considerare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Lo beviamo tutto, senza porci troppe domande.

Hot Shots Idiot GIF

Internet non ha dato una voce ai webeti (per citare Mentana), quella la avevano già.
Ha dato una speranza a chi credeva di saper pensare con raziocinio, e ha reso di pubblico dominio idee decisamente molto opinabili. La piaga della falsità in rete non è dunque una meteora, ma un fenomeno permanente che andrà via via peggiorando. Saper secernere ciò che è funzionale da ciò che è disruptivo, è intelligenza.

A renderci più stupidi è, inesorabilmente, il nostro approccio sempliciotto e poco lungimirante su ciò che ci accade intorno.

Se non siamo in grado di guidare e stare al telefono insieme, è perché non abbiamo una mente così evoluta da poterlo fare. Soluzione? Basta non parlare al telefono mentre si guida. Risposta dell’automobilista medio? Eh ma io sono in grado. Questa è pura volontà di essere stupidi.

In conclusione

Coloro che si sentono minacciati dalla tecnologia o peggio, dall’uso che altri fanno della tecnologia, diranno che quest’ultima altro non è che un megafono per la stupidità umana. Chi invece è in grado di scindere la tecnologia dall’uso che se ne fa, ha fatto quel miglio in più che gli permette di saper vivere senza dover puntare il dito accusatore nei confronti del prossimo.

Scegliere di essere iper tecnologici è ancora, per fortuna, una decisione presa grazie al libero arbitrio e, nella grande maggioranza dei casi, una scelta varata sul tipo di esistenza che si vuole avere. Si vuole rimanere convinti che la tecnologia sia l’ennesimo modo per trasmettere stupidità? Benissimo, si rimanga di questa opinione. Ma non ci si lamenti se tesi e fatti riportano l’esatto contrario.

Infine, è assolutamente condivisibile il fatto che l’eccesso di tecnologia ci abbia trascinati in un loop di sovrastimolazione e che spesso, di fronte a un dispositivo, sembriamo un po’ mentecatti. Altresì vero però, che la tecnologia ci ha permesso cose meravigliose ed esperienze mai provate, e continuerà a farlo. Perché privarsene del tutto?

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