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Sei tecnologie che stravolgeranno il mondo così come lo conosciamo. Siete pronti?

9 Settembre 2021
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La cabala ha parlato. I futurologi prevedono quali sono le sei invenzioni che stravolgeranno la nostra quotidianità dall’oggi al domani.

Quale invenzione ci aspetta ancora? Queste fatidiche parole mettono in allarme tutti i tradizionalisti ma al tempo stesso spalancano gli occhi di ogni sognatore. Il progresso spinge e sgomita, si sveglia sempre prima del gallo. Oggi parliamo di quelle che saranno le invenzioni, per adesso ancora a metà fra fantasia e realtà, che contorneranno il panorama del mondo scientifico e delle intelligenze artificiali.

Realtà virtuale tattile

Questa novità arriva direttamente dai ricercatori della Northwestern University. Gli studiosi sviluppano un dispositivo che aggiunge il senso tattile alla realtà virtuale. Parliamo dell’utilizzo di un materiale flessibile dotato di minuscoli e vibranti componenti che saranno fissati alle nostre falangi, per permetterci di toccare realmente la realtà fittizia che stiamo vivendo.

Questo, naturalmente, attira già moltissimo i fanatici del mondo dei videogames. Nel gioco, si potrebbe avvisare i giocatori quando si verifica un colpo sulla parte del corpo corrispondente del personaggio del gioco. Questo, auspicabilmente, senza trasmettere nessuno stimolo doloroso alle terminazioni nervose umane.

Il sistema si chiamerà VR epidermico, e già si pensa a tutte le possibili declinazioni futuristiche che potrebbe comportare: il bambino tocca il display e un sensore trasmette il gesto alla mamma, che si trova in ufficio. E poi ancora, nell’ottica davvero pionieristica e quasi eroica di dare sostegno agli indifesi, questa invenzione potrebbe aiutare le persone con amputazioni a ritrovare il senso del tatto nell’arto mancante. Sembra fantascienza, ma sta già accadendo.

Smartwatch alimentati con il sudore, un’invenzione per gli sportivi

Di questo si sono occupati i ricercatori e gli ingegneri dell’Università di Glasgow. 
Gli esperti hanno sviluppato un supercondensatore flessibile che si sostituisce agli elettroliti presenti nelle convenzionali batterie, per immagazzinare energia attraverso il sudore.

Si riveste lo smartwatch con un panno di cellulosa di poliestere che funziona da elettrodo del supercondensatore. Mentre il tessuto assorbe il sudore, gli ioni (positivi e negativi) interagiscono con la superficie dello strato del polimero, e la reazione elettrochimica genera energia.

In un mondo dove le batterie convenzionali sono economiche ma abbondanti e inquinanti, sostituirle con materiali sostenibili e non dannosi per gli ambienti, sarebbe una rivoluzione nel campo elettro-chimico.

Questa ricerca dimostrerà che il sudore umano (alla faccia di chi storce il naso) offre una reale opportunità di eliminare completamente i materiali tossici e difficili da smaltire delle batterie al litio. Il nostro liquido naturale, forse un po’ puzzolente, ha enormi capacità di carica e scarica. Corridori di tutto il mondo, preparatevi.

Gli occhi artificiali

Niente paura. Gli occhi bionici sono stati un pilastro della fantascienza per decenni. Ora la ricerca sta davvero raggiungendo la fantasia dei narratori sci-fi. Sul mercato delle nuove tecnologie stanno arrivando delle novità che restituiscono la vista a persone che hanno diverse disabilità visive.

Nel gennaio del 2021, diversi chirurghi israeliani hanno impiantato la prima cornea artificiale a un uomo che era bilateralmente cieco. Il giorno dopo, quest’uomo ha visto in volto i membri della sua famiglia e ha potuto leggere un libro per bambini a suo nipote.

L’impianto bionico si fonde con il tessuto umano senza che il corpo lo rifiuti. Certo, ci sarà bisogno di un controllo costante durante i primi mesi dopo l’intervento, ma le aspettative sono quelle di restituire la vista in modo permanente senza conseguenze o effetti indesiderati.

Parallelamente, pochi mesi prima, alcuni scienziati belgi hanno sviluppato un’iride artificiale che, montata su lenti a contatto intelligenti, corregge una serie di disturbi della vista. È forse la fine degli occhiali da vista?

Funerali ecosostenibili, un’invenzione per andarsene senza inquinare

La vita sostenibile sta diventando una priorità per tutti. Perlomeno, per tutti quelli che si confrontano con la realtà della crisi climatica. Per la prima volta, si parla di morte ecologica.

Senza sfociare nell’eventuale accusa di mancanza di rispetto o blasfemia, la morte tende ad essere un processo ad alto contenuto di carbonio. Un’ultima traccia della nostra impronta. La cremazione rilascia più o meno 400 kg di anidride carbonica. Quindi, qual è il mondo più ecologico per andare nell’aldilà?

A Washington, negli Stati Uniti d’America, la società Recompose sta pensando di compostare i defunti. I corpi vengono deposti in camere contenenti corteccia, terra, paglia e componenti biologici che accompagnano la decomposizione naturale senza emettere quantità alte di anidride carbonica: a quanto dice la società, questo processo produrrebbe solo un ottavo della CO2 emessa durante la cremazione.

Nell’arco di un mese, il corpo si riduce a terra, che può essere restituita a madre natura in un bosco, un prato, il proprio giardino. Comunque, non nel parco comunale.

“Gemelli” digitali che monitorano la salute, un’invenzione davvero fantascientifica

In Star Trek, fenomeno cult che ha dato vita alle serie fantascientifiche, i protagonisti possono entrare nell’infermeria e farsi scansionare digitalmente l’intero corpo per cercare segni di lesioni o malattie. Farlo nella vita reale è adesso possibile.

I creatori di Q Bio, realtà pionieristica che fa proprio una scansione dei corpi, monitora la salute degli utenti e solleva i medici da un grande carico lavorativo. L’azienda statunitense ha costruito uno scanner che misura centinaia di biomarcatori in poco più di un’ora, dai livelli di grasso nel fegato alla quantità ormonale prodotta, fino ai marcatori di infiammazione e alla rilevazione di cellule tumorali.

Questi dati, una volta raccolti, vengono utilizzati per produrre un gemello digitale. Questo personaggio 3D può essere monitorato nel tempo e aggiornato a ogni nuova scansione. La mission di Q Bio è aprire le porte a una nuova era di medicina preventiva e personalizzata, dove le grandi quantità di dati raccolti sviluppa metodi sempre più sofisticati nella diagnostica delle malattie.

I latticini fatti in laboratorio, un’invenzione per i vegani golosi

Un numero sempre più crescente di aziende biotecnologiche in tutto il mondo sta oggi studiando nuovi metodi per ottenere prodotti lattiero-caseari in laboratorio: latte, gelato, formaggio. Tutto senza mungere nemmeno una mucca.

Rispetto alla carne, il latte non è in realtà così difficile da creare in laboratorio. Abbiamo sentito parlare di “carne coltivata” e di bistecche cresciute cellula per cellula in laboratorio, ma al latte non ci aveva ancora pensato nessuno. A produrlo in laboratorio ci sta ragionando l’azienda Perfect Day, colosso nordamericano focalizzato adesso sulla riproduzione perfetta del sapore del latte.

Il loro goal d’industria è creare un latticino che abbia lo stesso sapore del latte e anche gli stessi benefici nutrizionali, ma senza la pericolosità delle intolleranze e il dramma delle componenti grasse e nocive del normale latte di mucca.

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