Il primo testo di Fabri Fibra, Scattano le indagini, è Disco d’oro dopo 17 anni

Consuelo Crespi
22 Maggio 2019
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Il primo testo di Fabri Fibra si chiama Scattano le indagini e parla di paranoie e drammi esistenziali da Millennial, oggi l’album che la conteneva è diventato disco d’oro, dopo 17 anni.

 

Ogni volta che vedo una gnocca, penso a come sarebbe se me lo prendesse in bocca.

Inizia con questa frase, nel lontano 2001, la strabiliante carriera di Fabri Fibra. Era la semi finale di Mortal Kombat, una prestigiosa gara di freestyle dove il semi-sconosciuto Fibra lanciava rime sulla gnocca, sulle tette, le spagnole e Manuela Arcuri. Vinse la gara battendo il rap torinese Kiffa.

Con la stessa frase comincia anche il primo album di Fabri Fibra, Turbe Giovanili, un disco introspettivo, incazzato, buio, che per molti Millennial è una vera e propria pietra miliare della storia del rap. Le turbe di Fabri sono raccontante in 17 brani e accompagnate dalle basi interamente prodotte da Neffa. Scattano le indagini, Luna Piena, Stili di Insonnia sono canzoni che non hanno mai smesso di girare nelle orecchie della nostra generazione.

Le abbiamo ascoltate, consumandole talmente tanto che oggi, dopo 17 anni, Turbe Giovanili, è diventato Disco d’oro. Lo ha comunicato il rapper stesso con un post su Instagram, ed è stata una vera emozione per tutti. I giusti meriti vengono finalmente riconosciuti, anche se nessuno ormai se lo aspettava o ci credeva più.

Cosa c’entra Fabri Fibra col 2019?

E’ comunque interessante cercare di capire come mai, in un’ epoca in cui Fedez vince un disco d’oro al giorno, si sia andato a ripescare un album vecchio 17 anni, che interessava solo i cultori del genere o gli affezionati di Fabri Fibra. Credo che, ancora una volta, la “colpa” sia dei Millennial che cercano un rifugio nei vecchi pezzi della loro infanzia, ascoltiamo talmente tanta murda che poi torniamo sempre indietro.

Ritroviamo i pezzi che funzionavano, che comunicavano qualcosa e avevano un ritmo, come Turbe Giovanili, un album per Millennial mai cresciuti.

 Il solito, vecchio malessere

“Io sfogo il mio malessere e chi si ritrova nel mio malessere ascolta la mia musica. Se non capisci il mio malessere ascolta altro. Non chiedo a nessuno di ascoltare la mia musica. In realtà siete soltanto curiosi di sapere dove andrò a finire.” Fabri Fibra

 Turbe Giovanili si apre col testo di Scattono le indagini che rappresenta tutte le forme di paranoia di Fabri Fibra messe in musica, rispecchiando anche le nostre. Le rime rafforzano il suo flusso di coscienza conducendoci in un monologo confuso, ma così confuso da essere chiarissimo a tutti noi.

Il testo di Scattono le indagini è l’embrione del Fabri Fibra delle origini, quello che rappava con un’ironia isterica e depressa, che era incazzato per il suo lavoro in fabbrica, per un futuro che sembrava minaccioso. Scattono le indagini diventa quindi la canzone da stanza e canna, da macchina dopo che torni dalla serata, si inserisce in quei momenti in cui un ragazzo ha voglia di pensare accompagnato dalle strofe di Fibra: Tre, due, uno, turbe in sviluppo, su molti non fa effetto su di me fa di brutto.

Un sommario di paranoie

E quali sono le paranoie nel testo di Scattono le indagini? Beh, sicuramente non le bollette da pagare, ma la polizia che arriva a casa e ti apre i cassetti delle mutande con l’erba dentro. Si tratta di turbe giovanili che riguardano l’appartenenza ad un luogo: “dire vado via e poi non farlo mai”. Ad un gruppo di amici: “dov’è il tuo gruppo, ci sei ma non per tutto o del tutto”.

Si parla di sogni che non si è sicuri di realizzare, perché tutto è incerto e barcolla: “La vita che sogni è quella della contessa, ma il lavoro che troverai è al massimo la commessa.” E di una società che pretende il meglio da noi, facendoci arrabbiare: “Animatori di questo mondo eviratevi. Prima tiratela e poi ritiratevi”.

 

Mentre il fumo passava dalla bocca di un amico e poi da quella dell’altro, finivamo nel tunnel delle nostre fissazioni.  “Ma tu t’immagini, se da un momento all’altro scattassero le indagini?” se ne usciva l’amico per farci prendere male.

E poi arriva lei: la gnocca

Ma come ci spiega Fibra, in Scattono le indagini, qualsiasi tipo di paranoia era in grado di scomparire col passare della gnocca: la poliziotta che nella nostra mente ci stava facendo la perquisa, decide inaspettatamente di spingersi un pochino più giù, e anche questo fa parte del ritmo delle turbe giovanili.

 

Scattano le Indagini testo di Fabri Fibra

 

Microfono a Fibra
Ah, ogni volta che vedo una gnocca
Penso come sarebbe se me lo prendesse in bocca!

Ti piace il rap, ah? Di brutto
Anche quello italiano? Eh già, di brutto

Qui, qui si chiedono cos’accadrà

Quando si fa ci sei, ma non per tutti o del tutto

Dire “vado via!” e poi non farlo mai
Dire vengo dopo anche se poi non lo fai

Agli amici di qua, a chi dici di là

Dov’è il tuo gruppo? Ci sei, ma non per tutti o del tutto

Tre, due, uno: turbe in sviluppo
Su molti non fa effetto, su di me fa di brutto

Qui, qui si chiedono cos’accadrà

Quando si fa ci sei, ma non per tutti o del tutto

Ok, cosa succede?

Metti che clicchi sul mio sito ed è la tua faccia che si vede

Può capitare di avere rapporti non protetti
Sei scemo? Sei tu che non te lo metti

Ho qualche rima se mi permetti

Dipende dal modo in cui t’intrometti

Con quei pensieri stretti

Io rappresento l’anti-stress mai esploso

Metti che dopo questo inizio a farti anche il prezioso

Ti sembro nervoso?
È già un giudizio

Turbe in apertura, agonismo, agonizzo

Cerchi guerra? È un brutto vizio
Cerchi la pace, ma non sai esporre un armistizio

 

Ma tu t’immagini
Se da un momento all’altro scattassero le indagini?

Non conta come stai coi più forti se ti rapporti ai più fragili

Dimmi, t’immagini cos’hai, poi?
Da noi cosa vuoi, poi?

Con chi non hai vuoi
Quello che non fai vuo
i

Ritorna dai tuoi simili se ti disfai

Ma quali stimoli, noi non vogliamo guai

Otto mesi che ho fatto di tutto

In queste condizioni mi stresso di brutto

Vuoi o non vuoi c’hanno raggiunto

(Sono le ore 17 in punto!)

Il fatto è che non vuoi un rapporto stazionario

Lento dentro e fuori orario

Diario di bordo colgo l’accordo con l’Erbolario (Eh?)
Non mi capisci? Compra un vocabolario

Un’altra star, un’altra in calendario
Con occhi spalancati osservi tipo un visionario

Tira su le mani questo rapper devasta
E, e, e basta e, e, e basta

Dire “vado via!” e poi non farlo mai
Dire vengo dopo anche se poi non lo fai

Agli amici di qua, a chi dici di là

Dov’è il tuo gruppo? Ci sei, ma non per tutti o del tutto

Ma tu t’immagini
Se da un momento all’altro scattassero le indagini?

Non conta come stai coi più forti se ti rapporti ai più fragili

Dimmi, t’immagini cos’hai, poi?

Da noi cosa vuoi, poi?

Con chi non hai vuoi

Quello che non fai vuoi

Ritorna dai tuoi simili se ti disfai

Ma quali stimoli, noi non vogliamo guai

Vuoi o non vuoi?

Cosa vuoi o non vuoi?

Cosa? Cosa vuoi o non vuoi?

Cosa? Cosa vuoi o non vuoi?

Cosa? Cosa? Cosa succede?

È un movimento o è il pavimento che cede

C’è del tempo d’avvertimento

Oltre il divertimento qui si procede
Lo so la vita stressa, la fai una scommessa?
Confessa, confondi di tutto, come sei messa?
La vita che sogni è quella della contessa
Ma il lavoro che troverai è al massimo la commessa

Animatori di questo mondo eviratevi

Prima tiratela e poi ritiratevi

Ma tu t’immagini per il fatto che esageri

Se da un momento all’altro scattassero le indagini?

Ma tu t’immagini
Se da un momento all’altro scattassero le indagini?

Non conta come stai coi più forti se ti rapporti ai più fragili

Dimmi, t’immagini cos’hai, poi?

Da noi cosa vuoi, poi?

Con chi non hai vuoi

Quello che non fai vuoi

Ritorna dai tuoi simili se ti disfai

Ma quali stimoli, noi non vogliamo guai

Ma tu t’immagini

Se da un momento all’altro scattassero le indagini?

Non conta come stai coi più forti se ti rapporti ai più fragili

Dimmi, t’immagini cos’hai, poi?

Da noi cosa vuoi, poi?

Con chi non hai vuoi

Quello che non fai vuoi

Ritorna dai tuoi simili se ti disfai

Ma quali stimoli, noi non vogliamo guai

 

 

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