Catalogo dei MILLENNIAL #19 Mahmood. La tua enciclopedia dei millennial

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17 Febbraio 2019
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Chi è Mahmood, il cantautore moroccan pop vincitore di Sanremo

NOME Alessandro Mahmoud (Mahmood)
LUOGO NASCITA Milano
DATA NASCITA 12 settembre 1992
SETTORE Musica
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Glocal, Creativo

Chi è

Poco dopo aver vinto a sorpresa il Festival di Sanremo 2019 con la canzone “Soldi”, durante la conferenza stampa aveva dovuto affermare di essere «italiano al 100 percento» per amputare la polemica nella quale lo stavano trascinando, a partire da un post del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Mahmood... mah… La canzone italiana più bella? Io avrei scelto Ultimo, voi che dite?” Non solo, istanti prima il secondo classificato lo aveva definito «il ragazzo Mahmood», come per rimarcare una presunta mancata notorietà di Alessandro Mahmaud, nome vero del cantante.

Allusioni che confermano che per il milanese, classe ’92, non è mai stato facile. Perciò quella palma sanremese ha un gusto prelibato. Dopo aver conquistato la finale con i big grazie alla sua “Gioventù bruciata”, canzone vincitrice del festival giovani nel 2018: è una soddisfazione doppia per lui che, nel 2016, si era fermato al quarto posto con “Dimentica” nelle nuove proposte e nel 2012 era stato eliminato da X Factor, il suo primo vero trampolino.

Per conoscere qualcosa della vita dell’artista millennial, bisogna ascoltare i suoi brani, perennemente in equilibrio tra pop, R&B, rap, trap e moroccan pop. In “Soldi” – scritta con la collaborazione di Dario Faini e Charlie Charles – c’è tutta la sua storia, intima e universale. A partire dal “calore” che si respira nella sua Gratosoglio, quartiere alla periferia di Milano dov’è cresciuto, tra studio e lavoro come barista. C’è la mamma sarda, vera colonna portante della famiglia, c’è il papà egiziano, presenza e assenza perniciosa per la serenità casalinga.

Avrebbe anche ammesso di avere una fidanzata, anche se in passato si era parlato di una sua presunta omosessualità. Argomento, quello dell’eventuale coming out, che ritiene nocivo per le persone gay perché così la loro sessualità non sarà mai percepita come una cosa normale.

Mahmood, gioco di lettere tra il suo cognome vero è l’inglese my mood, è forte di un talento innato ma forgiato al Centro professionale per la musica di Milano. Apprezzato anche dai suoi colleghi: ha già collaborato nella composizione di testi con Elodie, Michele Bravi, Guè Pequeno, Marco Mengoni e Fabri Fibra.

La sua carriera, quella che poi ricorderanno tutti, probabilmente è iniziata dal momento in cui Claudio Baglioni insieme a Claudio Bisio e Viriginia Raffaele lo hanno proclamato vincitore. I record raccolti nei giorni successivi su Spotify sono solo una conferma.

Adesso toccherà al cantautore, figlio del nuovo melting pot nostrano, rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Sperando che tutto possa continuare ad essere semplicemente – le sue prime parole mentre piovevano coriandoli in quel dell’Ariston – «pazzesco».

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