Addio a Scarface: perché la Generazione Z sta abbandonando la cocaina
Dagli eccessi degli anni ’80 al declino dei consumi: i dati rivelano un cambio di paradigma culturale negli USA. Tra consapevolezza etica e nuove sostanze, l’era della polvere bianca sembra giunta al tramonto.
L’immaginario collettivo l’ha cristallizzata nelle montagne di polvere bianca di Tony Montana o nell’euforia tossica di The Wolf of Wall Street. Per decenni, la cocaina non è stata solo una droga, ma il simbolo stesso del capitalismo sfrenato e di un’americanità sfrontata. Tuttavia, i dati più recenti suggeriscono che l’epoca d’oro dello stimolante più famoso del mondo stia finendo, non con un boato, ma con un silenzioso declino.
I numeri del declino: dai baby boomer alla Gen Z
Se negli anni ’80 il 6,7% degli americani ammetteva di farne uso, oggi la percentuale è crollata all’1,5%. Secondo le indagini nazionali aggiornate al 2024, il numero di consumatori adulti è sceso a 4,3 milioni, un netto calo rispetto ai 5,9 milioni registrati solo nel 2017.
Il dato più significativo riguarda però la Generazione Z. I giovani tra i 18 e i 25 anni sembrano aver perso interesse: dai 2,1 milioni di consumatori del 2017 si è passati a meno di 811.000 nel 2024.
“C’è la percezione che la cocaina non sia ‘la loro droga'”, spiega Max Daly, esperto globale di politiche sulle droghe. “Per i giovani di oggi, è eticamente discutibile, legata a uno stile di vita notturno e a un consumo eccessivo di alcol da cui molti stanno prendendo le distanze.”
Wellness, etica e “policonsumo”: che cosa è cambiato?
Il cambiamento non è solo statistico, ma culturale. Diversi fattori stanno spingendo la cocaina ai margini delle feste americane:
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Consapevolezza e Salute: La cultura del wellness e del benessere mentale cozza con gli effetti depressivi post-assunzione.
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Questioni Etiche: La filiera della cocaina, segnata da violenza e cartelli, viene percepita negativamente da una generazione più attenta all’impatto sociale dei propri consumi.
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Il fattore Fentanyl: Nonostante sia raro che la cocaina venga tagliata deliberatamente con oppioidi, la paura della contaminazione da fentanyl ha reso imprevedibile anche l’uso occasionale.
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Alternative “controllate”: Molti giovani preferiscono stimolanti su prescrizione (come l’Adderall) o la cannabis, percepiti come più gestibili.
Il paradosso: meno consumi, più decessi
Nonostante il calo dei consumatori, l’America affronta un paradosso tragico: i decessi per overdose legati alla cocaina sono raddoppiati, passando dai circa 10.000 del 2016 agli oltre 22.000 del 2024.
Perché accade?
Secondo gli esperti, il problema non è la sostanza “di strada” contaminata, ma due fenomeni distinti:
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Purezza record: La cocaina sequestrata oggi ha una purezza media dell’88% (era al 54% nel 2020), rendendola molto più potente e pericolosa.
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Speedballing: L’aumento dei decessi è quasi interamente dovuto all’uso combinato e consapevole di cocaina e oppioidi sintetici (come il fentanyl), un mix letale cercato deliberatamente da consumatori esperti.
Nuove frontiere: dalla Ketamina agli psichedelici
Se la cocaina perde terreno, il panorama delle sostanze si frammenta. Nei club di New York e Los Angeles, l’egemonia della polvere bianca è insidiata dalla ketamina, dagli psichedelici e da nuove molecole sintetiche come il 3-MMC.
Il mercato si sta spostando verso un ambiente complesso e variegato, dove la “neve” non è più la protagonista assoluta. Mentre la politica continua a combattere vecchie guerre contro i cartelli caraibici e sudamericani, la società civile sembra aver già voltato pagina, cercando l’evasione in modi radicalmente diversi rispetto ai propri genitori.
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