Barbie: incassi e recensione del film, tra un messaggio femminista e l’altro

7 Agosto 2023
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Avreste mai pensato che il film di Barbie incassasse un miliardo di dollari? Forse sì, dato l’hype che da mesi lo riguarda, ma la predizione di Margot Robbie si è avverata davvero: Barbie the movie ha fatto centro. La bambola Mattel ha conquistato più generazioni e ha sollevato questioni importanti, il tutto condito da un’importante dose di fashion.

Ci vorrebbero almeno dieci pagine per scrivere una recensione come si deve sul film di Barbie, ma cercheremo di concentrarci sugli aspetti che maggiormente hanno colpito la nostra attenzione. Intanto, gli incassi: la pellicola diretta da Greta Gerwing (nome molto importante nel mondo della cinematografia) ha raggiunto cifre da record e ha suonato la campanella del miliardo. Numeri incredibili, ma reali: finora in tutto il mondo Barbie the movie ha raccolto ben un miliardo di dollari (superato solo da Super Mario Bros).

Margot Robbie aveva proprio ragione: l’attrice, infatti, aveva parlato ai finanziatori del film di un progetto in grado di arrivare in tutto il mondo e soprattutto in grado di raggiungere il miliardo. Detto fatto, obiettivo raggiunto!

Il film di Barbie è un film femminista: basta polemiche, godiamoci il momento

Ci sono state polemiche, ma come accade con gli haters per i personaggi pubblici, senza polemica non c’è successo. E Barbie, questo successo, lo ha lanciato nell’iperuranio. Tra uno sbuffo maschile e l’altro, c’è chi ha definito Barbie un film non femminista, una leggera commedia che non veicola messaggi e racconta una storia fittizia. E se vi dicessimo che non c’è nulla di più vero di ciò che Barbie mette in scena? Che per una volta sono le donne a essere al centro dell’attenzione? Che sì, c’è un’importante dose di ironia, ma questo non fa di Barbie un film meno femminista, ecco.

Il progetto di Greta Gerwing è femminista per una serie di motivi, tutti per altro ben riconoscibili. Barbie the movie pone al centro le donne nella loro reale esistenza, ce le mostra con le loro vite vere, i loro pensieri, la prospettiva è tutta femminile ed è bello riuscire a immedesimarsi con una di loro.

Tutto è verosimile e tutto è credibile. Certo, non mancano iperboli, specialmente quando si guarda alla raffigurazione del Patriarcato e dello stesso Ken (per altro grandissimo personaggio, ndr), ma è un modo per sottolineare la prospettiva femminile che vive il mondo. Le donne sono leader, la Barbie può essere chi vuole quando vuole, mentre Ken può essere “solo Ken” e non è mai abbastanza, proprio come quando da bambine giocavamo con le nostre Barbie e Ken si limitava a essere presenza sporadica, quasi accessoria nel magico pink world della protagonista.

Il femminismo del film traspare in tutto il racconto: c’è femminismo nell’esaltare la sorellanza tra le Barbie, nel parlare del rapporto madre-figlia, nel fare vedere come il sistema del lavoro metta ai vertici uomini anche quando si tratti di progetti rivolti a un pubblico prettamente femminile (la tavola rotonda con uomini in giacca e cravatta è un’immagine perfetta). C’è il mansplaining, c’è l’ansia da prestazione, c’è il concetto di sorellanza, ci sono i discorsi lucidi, c’è la paura di invecchiare e c’è la vecchiaia vista per la prima volta da Barbie (l’anziana signora alla fermata del bus è Ann Roth, celebre costumista), c’è il terrore per la cellulite, la perfezione che non esiste nel mondo reale ma che esiste in Barbie, per farci sognare.

In Barbie, Barbie decide di andare dalla ginecologa come prima tappa: strappa un sorriso, ma quella scena nasconde dentro di sé una potenza incredibile.

Quindi ecco, non possiamo di certo affermare che il film di Greta Gerwing sia un film femminista nel senso che ci insegna qualcosa di nuovo e tantomeno ci illustra situazioni di cui non eravamo a conoscenza. Barbie sa fare ridere, ma sa anche fare riflettere: le due cose possono perfettamente coesistere.

La moda, il marketing, le vendite alle stelle: in Barbie c’è anche questo

In Barbie non sono mancate pubblicità, o per meglio dire product placement. Tra i brand più esposti c’è sicuramente Birkenstock: pensate che le vendite del modello Arizona sono aumentate del 110% proprio grazie al film! Nella pellicola appaiono due colorazioni in particolare: l’iconico mocha e il rosa cipria scamosciato, indossato da Margot Robbie nella scena finale. Tutte, dopo Barbie, vogliono un paio di Birkenstock!

Accanto al noto brand di calzature, in Barbie compare anche Chevrolet: America Ferrera, l’attrice che nel film veste i panni di Gloria, guida una Chevrolet Blazer EV, SUV elettrico del brand americano uscito nel 2022.

C’è anche una certa dose di moda, riconoscibile a occhio nudo e in una manciata di secondi. Si tratta di Chanel, che ha realizzato i costumi di Barbie esaltandone il guardaroba. Il brand ha ricreato look vintage, di cui uno disegnato da Karl Lagerfeld nel 1995, ha esposto collane, borse col cuore e tante altre chicche fashion meravigliose.

Ci sono anche le Converse All Star, ben visibili ai piedi della figlia di Gloria, Sasha, e probabilmente ce ne saranno altri che ci sono sfuggiti.

La Barbie-mania durerà ancora per molto? Per ora godiamoci il momento, perché il film ha fatto centro.

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