Formentera spiegata ai millennial che cercano la lentezza

3 Aprile 2024
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Attualità, spirito e fascino dell’isola green che non ti aspetti, e che oggi offre occasioni di fuga e meditazione 

Dimenticatevi star e starlette della tv, influencer in cerca di like e sfarzosi yacht da cui proviene musica assordante: Formentera, la piccola perla delle Baleari, è una meta green dove il turismo lento è ancora possibile. Se volete entrare in contatto con il suo Genius Loci ed immergervi in atmosfere senza tempo, la prima cosa da fare è affittare un appartamento a Es Pujols. 
Questo tipo di soluzioni abitative, infatti, sono spesso gestite dai proprietari che vivono sull’isola, persone che conoscono molto bene il territorio e che sono ben disposte a dare consigli che non troverete sicuramente in rete. 
Per il resto Formentera non ha bisogno di un vero e proprio programma di viaggio, ma alcuni suggerimenti vi saranno utili per vivere un’esperienza indimenticabile. 

Le spiagge da cartolina
Mare turchese, verde smeraldo, azzurro e celeste, le sfumature dell’acqua che circonda Formentera non hanno veramente limiti. La trasparenza dell’acqua e le spiagge dall’aspetto caraibico sono da sempre il motivo principale per cui le si fa visita. Sparse in vari punti della costa, presentano tutte caratteristiche uniche che le hanno fatte diventare famose in tutto il mondo.
È questo, per esempio, il caso delle celebri Ses Illetes e Levante, due gioielli che si sviluppano su una lingua di sabbia denominata penisola di Es Trucadors. Inserite all’interno del Parc Natural de Ses Salines di Ibiza e Formentera, stupiscono per il loro aspetto incontaminato, nonostante ogni anno vengano frequentate da tantissimi turisti. 
La zona, infatti, è un vero e proprio scrigno di biodiversità, la cui peculiarità risiede nell’essere un luogo di nidificazione di numerosi uccelli migratori. Un abbondante 70% del territorio è composto da ambiente marino, dove le praterie di Posidonia Oceanica ne confermano l’ottimo stato delle acque. Questa pianta endemica del Mar Mediterraneo, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1999, non solo ossigena il mare, ma ne conserva le acque limpide e funge da rifugio per altre specie acquatiche. Gli ingressi a queste due meravigliose spiagge sono a pagamento ed a capienza limitata proprio per preservarne l’integrità.

Altrettanto scenografico è il litorale che si incontra a sud dell’isola, ovvero quello di Migjorn, dove, tra spiagge attrezzate e intime calette, avrete solo l’imbarazzo della scelta. La bellezza della spiaggia di Migjorn risiede nei suoi fondali dolcemente digradanti e nel mare sempre calmo. Le numerose calette per naturisti rappresentano alcuni dei luoghi più iconici dell’isola: spogliarsi degli abiti non è qui una moda passeggera, ma una tradizione, un vero e proprio stile di vita derivante dal passato hippy di questo fazzoletto di terra.

Totalmente differenti sono invece i ritmi dell’altrettanto bella spiaggia di Es Pujols. Con la sua intrinseca vivacità e un lungomare ricco di bar e ristoranti, è la soluzione ideale per chi è in cerca di nuove avventure estive. 
Ma come raggiungere queste ed altre spiagge di Formentera in modo sostenibile? Vi basterà affittare una bicicletta elettrica, o uno scooter per i più pigri, presso i numerosi uffici di noleggio presenti sull’isola. Grazie alle sue dimensioni ridotte, solo 19 km tra i due punti estremi dell’isola, Formentera è una meta che ben si presta ad essere vissuta in modo lento e senza un grosso impatto sul territorio. In alternativa potrete scegliere di spostarvi con i mezzi pubblici: in alta stagione è attiva la linea L3, un comodo autobus che vi porterà non solo nelle varie spiagge, ma anche in tutti i punti nevralgici dell’isola. 

I cammini verdi

Rutas Verdes, ovvero percorsi verdi, è proprio il nome scelto dal Consell Insular di Fomentera, per una serie di percorsi che vi porteranno a conoscere l’anima più intima di questa terra remota. Studiati e classificati in base alla loro lunghezza e difficoltà di percorrenza, permettono al viaggiatore attento di scoprire storie e paesaggi poco noti. 
Sono ben 32 i sentieri disseminati sull’isola, segnalati da cartelli che ne indicano il tragitto. Quasi tutti si possono percorrere a piedi e in bicicletta (in alcuni casi meglio se una mountain bike), e la mappa dettagliata potrete scaricarla on-line oppure ritirarla fisicamente presso il centro informazioni che ha sede ad Es Pujols, di fronte all’hotel Sa Volta.

Uno dei più famosi è indubbiamente il Camì de Sa Pujada (itinerario numero 25), un antico cammino percorso nel XIII secolo dai frati agostiniani. All’epoca, infatti, questo ordine religioso costruì un monastero nel paesino di La Mola, ovvero il punto di arrivo che si raggiunge alla fine della camminata. 
Tutto in salita ma con una pendenza non troppo impegnativa, permette di ammirare scorci dell’isola di una bellezza commovente. Salendo, sarete completamente avvolti dai profumi della macchia mediterranea e accarezzati dal sole di Formentera. Durante il tragitto vi imbatterete in numerosi mirador, ovvero punti di osservazione con un’ampia visuale sulla costa nord dell’isola. Ma è salendo ancora più in alto che scoprirete Formentera in tutta la sua magnificenza: sarà infatti possibile scorgere l’intera sagoma dell’isola da una prospettiva decisamente privilegiata.

Per immergersi invece nella Formentera rurale, il percorso numero 7 è sicuramente il più indicato. Di difficoltà media, copre una distanza di 3,7 km. Si tratta della strada alternativa che collega il capoluogo dell’isola, ovvero Sant Francesc Xavier, alla meravigliosa spiaggia di Cala Saona, nel lato ovest di Formentera. Sviluppato verso sud, questo sentiero attraversa il cuore di Ses Bardetes, una zona dell’entroterra che vi farà ammirare aree agricole, orti privati ed anche zone boschive che sprigioneranno profumi indimenticabili. Durante la passeggiata potrete ammirare le tipiche case isolane, le finche, costruzioni dagli spessi muri e dalle poche finestre che permettevano di mantenere gli ambienti domestici freschi d’estate e caldi d’inverno.

All’interno di queste case, inoltre, è sempre presente un camino, utile nonostante gli inverni non siano mai rigidi sull’isola. Interessanti da vedere sono anche i tipici muretti a secco, semplici costruzioni dal sapore millenario. Edificati grazie alle pietre che si rinvenivano dissodando il terreno, servivano e servono tutt’oggi a delimitare i confini e ad evitare che il bestiame esca dalle proprietà. La passeggiata termina nella meravigliosa Cala Saona, una spiaggia poco conosciuta ed incastonata tra alte scogliere dal colore rosso: sarà impossibile non restarne affascinati. 

L’esperienza del gusto

La storia di un paese viene raccontata anche attraverso il cibo, tramite i piatti che da generazioni compaiono non solo sulle tavole degli abitanti di Formentera, ma anche nei numerosi ristoranti presenti. La gastronomia locale è un bel mix di tradizioni culinarie provenienti sia dalle altre isole dell’arcipelago delle Baleari sia dalla penisola iberica. 
I sapori sono spesso decisi, intensi e ricchi di gusto: basti pensare alla famosissima insalata payesa, un piatto all’apparenza banale, ma che diventerà forse uno dei vostri preferiti.

Fresco e ideale da mangiare durante l’estate, si compone di patate bollite con la buccia, peperoni rossi e verdi, cipolla cruda, pane secco (tipo frisella pugliese), olio, sale e l’immancabile pesce secco, tipico di Formentera.
Un’altra specialità è i calamari a la bruta, ovvero cotti nel loro inchiostro; un piatto particolare non solo nell’aspetto (è praticamente tutto nero) ma anche nel sapore decisamente intenso. 
Più delicato ed onnipresente nei menù dei vari ristoranti dell’isola è la frita de pulpo, un piatto composto dal polpo tagliato a rondelle e cucinato insieme alle patate, i peperoni, le cipolle e una discreta quantità di olio. Sicuramente una pietanza non leggera ma gustosissima.

Per accompagnare il tutto, il vino di Formentera merita un capitolo a parte. Nonostante sia poco conosciuto, vanta una storia decisamente particolare che lo rende infatti unico nel suo genere; tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, sui vitigni europei si abbatté un disastro naturale di una portata epica, la filossera. Questo insetto, proveniente dall’America, attaccò innumerevoli coltivazioni danneggiando per anni la produzione del vino. Formentera però ne restò immune: grazie al suo isolamento geografico, l’insetto non arrivò mai sull’isola e le coltivazioni di vite continuarono senza problemi. 
Al giorno d’oggi esistono più di 60 ettari coltivati a vigneto di cui, ben il 44% circa è dedicato all’uva rossa Monastrell. Per vivere un’esperienza completa, che vi permetterà di approfondire l’argomento, la Bodega Terramoll a La Mola, propone visite guidate nella loro cantina. Qui scoprirete i vari processi di vinificazione, assaggerete differenti tipologie di vino, ma soprattutto capirete il profondo amore che vi è nel lavoro di queste persone. 

Vivere l’isola di Formentera in modo sostenibile ed autentico è una delle esperienze imperdibili per chiunque creda ancora nel rapporto semplice tra uomo e natura. Lontano da tutto e da tutti, questo fazzoletto di terra è molto di più di quei racconti sensazionalistici fatti di vip in cerca di notorietà e ostentazione di beni materiali. Connettersi con madre natura, riscoprire sé stessi e la bellezza delle piccole cose, qui è ancora fattibile: basta saper cercare gli itinerari giusti ed informarsi preventivamente su come muoversi. 
Le nuove generazioni sanno bene che un minore impatto ambientale non è più una scelta da fare, ma un obbligo a cui obbedire se si ha a cuore il pianeta Terra. Formentera è forse uno degli ultimi luoghi in cui vivere a contatto con la natura è ancora possibile.

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