Fottutamente ecologico: tovaglioli, di carta o di stoffa?

Francesca Cofini 16 Agosto 2021
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«Qualcuno prepari la tavola, per favore, che è quasi pronto».

Piatti di ceramica, bicchieri di vetro, posate in metallo e tovaglioli di carta. La comodità di quest’ultimi è innegabile: se ne sfilano un po’ dal pacchetto, si utilizzano per la durata del pasto e infine, sporchi e fradici oppure immacolati, si buttano via e non ci si pensa più.

Ma allora perché usare i fazzoletti di stoffa?

PER L’IMPATTO AMBIENTALE

Sì, i tovaglioli di carta sono riciclabili, devono essere differenziati nella carta se puliti e nell’umido se sporchi. Tuttavia il loro impatto ambientale non è minimo.

Perché l’impatto ambientale dei tovaglioli è così alto?

Si tratta sempre di prodotti monouso, l’usa e getta può essere tollerabile solo in certi contesti, per esempio nel campo medico sanitario per garantire sterilità e sicurezza. Siamo però d’accordo che imbandire una tavola non prevede livelli di sterilizzazione di una sala operatoria.

Utilizzare tovaglioli in carta monouso non è indispensabile, o meglio, è facilmente sostituibile. Ne usiamo quantità esagerate, il recupero delle materie prime, la loro produzione, trasporto, distribuzione e riciclo sono azioni che producono emissioni. Sono fonte di spreco inutile di carta e sono spesso venduti in confezioni di plastica.

Ridurre il proprio impatto ambientale NON SIGNIFICA RICICLARE DI PIÙ, bensì PRODURRE MENO SPRECO a monte, quindi riciclare meno.

È sicuramente un costo minimo nella spesa delle “cose per la casa”, ma è continuo e costante.

I fazzoletti di stoffa si acquistano una volta sola, spesso non serve acquistarli affatto: io ne ho scoperti una decina a casa della nonna e ne ho presi un paio per me. Oppure si possono facilmente ricavare da vecchie tovaglie che non vengono più utilizzate.

LA PRIMA OPZIONE NON dovrebbe essere L’ACQUISTO: spesso compriamo oggetti che già possediamo o che ci possono essere donati da amici e parenti che non li usano più. Essere più sostenibili vuol dire anche non comprare nuovo appena crediamo ci serva qualcosa, al contrario non avere timore di chiedere in prestito, in regalo, di scambiare, di riproporre vecchi oggetti, di far aggiustare e di condividere.

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