Essere gay è contro natura? Genzer e animali omosessuali vs chiesa cattolica

17 Febbraio 2022
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«Mi hanno chiamata come educatrice in una scuola superiore privata cattolica. Ora, il mio problema è questo: se arriva uno studente e mi dice che è omosessuale, io cosa gli devo dire?»

La reazione di un millennial non avvezzo alle rocambolesche avventure del mondo della chiesa cattolica potrebbe tranquillamente essere «ancora questa storia?». Lo definirebbe anacronistico, è chiaro.

Le dichiarazioni del Papa («Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia») poi immediatamente smentite, o quantomeno edulcorate, dal Vaticano («Non è lecito benedire le unioni gay, anche stabili»), non ci permettono di dare per scontato che nonostante il 21° secolo, la scienza, il progresso, la tolleranza, l’apertura al genderfluid e quant’altro, l’omosessualità sia tollerata dall’istituzione della Chiesa.

Le unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso sono ancora imbenedicibili (neologismo) e checché ne dica quel progressista di Papa Francesco, è difficile sradicare il retaggio “ancestrale” secondo cui gli omosessuali sono contro natura. 

Cosa significa contro natura? 

Essere gay è innaturale. Una miriade di genZer si oppone quindi al normale ciclo della vita e alla regolare rotazione degli astri nel cielo? Se prendiamo questa idea come postulato, possiamo dare per scontato che non esista nulla di simile, ad esempio, nel mondo animale. Gli animali non dispongono di una coscienza sociale paragonabile a quella dell’uomo, non cedono ai vaneggiamenti tipici della nostra specie di complessati come la disperata ricerca di attenzione, la messa in discussione della virilità causata dalla corruzione della società moderna, la confusione e la deviazione dell’ideale della figura paterna, la necessità di colmare vuoti della nostra infanzia. L’omosessualità è stata elaborata dalla nostra società non ortodossa come conseguenza dei nostri traumi… O forse no?

Animali omosessuali in natura

Fino a qualche tempo fa anche il mondo della ricerca scientifica era permeata dai taboo: giraffe che hanno mostrato comportamenti chiaramente omosessuali pare praticassero “combattimenti rituali”. 

Taboo parzialmente sradicati, ora. La comunità scientifica si è pronunciata contro i precetti della Chiesa: l’omosessualità esiste in natura e intorno a 1500 specie animali ne hanno mostrato evidenti atteggiamenti. Lo dimostra anche l’università di Yale (risultati disponibili sulla rivista Nature Ecology and Evolution).

Esempi di animali omosessuali

Non necessariamente il sesso deve avere il solo scopo riproduttivo, nemmeno in “natura”.

– Tra gli insetti troviamo coleotteri che nel 50% dei casi consuma rapporti omosessuali;

– Tra gli albatri non ci si limita ai rapporti rapporti sessuali con lo stesso sesso, si passa al level up: co-genitrici. Se non ci sono abbastanza esemplari maschili, si arrangiano così;

– Pare che l’80% dei leoni marini abbia rapporti esclusivamente gay;

– I due leoni kenyani immortalati in atteggiamenti intimi sono il caso che ha fatto più scalpore tra gli animali omosessuali: furono accusati dal responsabile della censura televisiva nazionale di essere posseduti;

– I bonobo sono i nostri antenati: sesso omosessuale ricreativo. L’evoluzione li ha favoriti nel loro obiettivo perché pare che i genitali si siano riposizionati con il tempo per favorire i rapporti tra femmine.

La scienza parla: l’omosessualità nel nostro DNA

La scienziata Julia Monk ci rivela che l’omosessualità fa anch’essa parte del nostro DNA. Esulando dalle costruzioni sociali imposte durante il corso della storia, saremmo potuti essere tutti naturalmente bisessuali. 

I nostri antenati animali erano avvezzi a «comportamenti sessuali indiscriminati diretti verso tutti i sessi», una buona idea per avere più scelta. 

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