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	<title>digital marketing Archivi - The Millennial</title>
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	<title>digital marketing Archivi - The Millennial</title>
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		<title>Oltre la vanità: il messy middle è la scoperta che l’acqua bagna</title>
		<link>https://themillennial.it/news/opinioni/messy-middle-funnell-marketing-digitale-spiegazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Travagli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 05:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketer]]></category>
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		<category><![CDATA[michele travagli]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/opinioni/messy-middle-funnell-marketing-digitale-spiegazione/" title="Oltre la vanità: il messy middle è la scoperta che l’acqua bagna" rel="nofollow"><img width="710" height="514" src="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png 710w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-300x217.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-550x398.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-520x376.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-625x452.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-15x11.png 15w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-150x150.png" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>Arriva oggi un aggiornamento di questa rubrica dedicato agli addetti ai lavori, marketer o improvvisati tali. Farò del mio meglio per rendere comprensibile questo testo anche a chi non si occupa professionalmente di marketing e comunicazione. Oggi ci concentriamo su cosa accade nel processo decisionale (razionale, emotivo, spinto dalla necessità o dalla voluttà) che porta [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/opinioni/messy-middle-funnell-marketing-digitale-spiegazione/" title="Oltre la vanità: il messy middle è la scoperta che l’acqua bagna" rel="nofollow"><img width="710" height="514" src="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png 710w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-300x217.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-550x398.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-520x376.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-625x452.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-15x11.png 15w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-150x150.png" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="710" height="514" src="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31.png 710w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-300x217.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-550x398.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-520x376.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-625x452.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-02-alle-18.33.31-15x11.png 15w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /><p><span style="font-weight: 400;">Arriva oggi un aggiornamento di questa rubrica dedicato agli addetti ai lavori, <strong>marketer</strong> o improvvisati tali. Farò del mio meglio per rendere comprensibile questo testo anche a chi non si occupa professionalmente di <strong>marketing e comunicazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ci concentriamo su cosa accade nel <strong>processo decisionale</strong> (razionale, emotivo, spinto dalla necessità o dalla voluttà) che porta una persona dallo scoprire una cosa al comprarla. Descrivere questo processo, comprenderlo, sfruttarlo fa parte del mio lavoro e del lavoro di tantissimi altri che si occupano di digital-cose.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per dirne una, si è da poco scoperto che <strong>la Gen-Z usa moltissimo TikTok come motore di ricerca</strong>. Questo non è particolarmente sorprendente, se consideriamo che già i millennial utilizzavano <strong>YouTube</strong> come motore di ricerca, spesso preferendolo a Google. Forse è proprio per questo motivo che Google decise di acquisire YouTube, un&#8217;acquisizione che all&#8217;epoca suscitò tanto scalpore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come dice chi parla bene, quindi, <strong>per la Generazione Z TikTok è fondamentale per la fase di esplorazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma che cos&#8217;è questa fase di esplorazione?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo ad andare con ordine, e venire a capo del buffo titolo.</span></p>
<h3><b>Funnel e mappe, la semplificazione necessaria</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Immaginate un imbuto: all’imboccatura ci sono tanti potenziali clienti e, in fondo, c’è chi compra davvero. Questo, in poche parole, è il funnel. Un modello che i professionisti del marketing usano da decenni per cercare di spiegare come le persone decidono cosa comprare. Il funnel si articola in diverse fasi, tra cui: notorietà, considerazione e conversione. Durante la fase di notorietà, i potenziali clienti scoprono il prodotto o il brand (esplorazione); nella fase di considerazione, valutano le alternative e si informano meglio (valutazione); infine, nella fase di conversione, prendono la decisione finale e procedono all&#8217;acquisto. Poi c’è la customer journey map, la versione romantica del funnel: un viaggio del cliente pieno di tappe emozionanti, come se ogni acquisto fosse un&#8217;epopea da romanzo d&#8217;avventura. Ad esempio, mentre il funnel si concentra sul far passare il cliente da una fase all&#8217;altra in modo sequenziale, la customer journey map considera tutte le interazioni e i punti di contatto che il cliente ha con il brand, come le ricerche online, le recensioni, il servizio clienti e i feedback post-acquisto, rendendo il percorso molto più sfaccettato e ricco di emozioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la realtà è più complicata. Il funnel è utile perché semplifica, ma non è mai stato una fotografia fedele di quello che succede davvero nella testa di chi acquista. Non lo è mai stato, neanche ai tempi dei cartelloni pubblicitari anni ’60. Oggi, nell’era del digitale, la differenza tra modello e realtà è ancora più evidente.</span></p>
<h3><b>Dalla linearità al caos: il <em>messy middle</em></b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2020, Google pubblica uno studio e ci presenta il <strong>messy middle: una zona grigia nel percorso di acquisto dove le persone non seguono un ordine logico</strong>, ma si perdono in un ciclo infinito di esplorazione e valutazione. Non c’è niente di lineare: cerco un prodotto, leggo recensioni, torno su Google, mi lascio distrarre da un video su YouTube, riparto da capo. Questi comportamenti non lineari possono essere sfruttati dalle strategie di marketing, ad esempio attraverso il <strong>retargeting</strong>, per mantenere il cliente coinvolto e accompagnarlo verso la conversione anche durante le deviazioni del suo percorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E qui arriva la scoperta che l&#8217;acqua bagna: <strong>il messy middle è la descrizione di ciò che i marketer avevano già capito</strong> (o avrebbero dovuto capire). Gli utenti non seguono un percorso predefinito: sono bombardati da informazioni, bias cognitivi, offerte temporanee e notifiche push. Ad esempio, un utente potrebbe iniziare cercando informazioni su un prodotto, poi cliccare su un annuncio che lo porta su una pagina di comparazione prezzi, essere influenzato da una recensione su YouTube, quindi tornare su Google per cercare offerte speciali, infine vedere una notifica push da un e-commerce che propone uno sconto a tempo limitato. Questo ciclo può ripetersi molte volte, creando un percorso non lineare e difficile da prevedere. È questo continuo alternarsi tra esplorazione e valutazione che rende il messy middle tanto complesso quanto reale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo studio di Google è illuminante? Forse sì, ma solo per chi è rimasto a un marketing scolastico, tutto imbuto e tabelle di Excel. Per gli altri, è solo la conferma che il caos regna, come spesso e quasi sempre accade.</span></p>
<h3><b>Il problema dei modelli: utili, ma non sacri</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>messy middle, come tutti i modelli, non è una rappresentazione fedele della realtà</strong>. È uno strumento per ragionare, per orientarci nel caos. Funziona? Sì, ma solo se ci ricordiamo che non è la realtà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è un pericolo, sempre dietro l’angolo: credere che il modello sia la verità. Lo vediamo ogni giorno nel marketing, con chi parla di <strong>funnel, di piramidi della motivazione o di mappe dell’empatia come se fossero leggi naturali, non metafore utili</strong>. Ad esempio, alcune aziende hanno adottato il modello del funnel come unica guida per le loro strategie, ignorando la complessità del comportamento dei clienti. Questo approccio ha portato a <strong>campagne pubblicitarie poco efficaci</strong>, perché non tenevano conto delle deviazioni e delle interazioni non lineari che caratterizzano la realtà del percorso di acquisto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La realtà è che ogni cliente è diverso. Non c’è un percorso unico. I modelli ci aiutano a capire, ma non ci danno certezze. E quando ci accorgiamo che un modello non basta più – come è successo con il funnel – lo cambiamo. È successo con AIDA (un framework utilizzato nel marketing per descrivere le fasi del processo di persuasione di un cliente: Attenzione, Interesse, Desiderio e Azione), è successo con la customer journey map. Succederà anche con il messy middle.</span></p>
<h3><b>Oltre il modello</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il messy middle ci dice qualcosa che sapevamo già: il percorso del cliente è confuso, non lineare, pieno di deviazioni. Ma ciò non significa che il modello sia inutile. È una semplificazione, e come tutte le semplificazioni ci aiuta a capire meglio una realtà complessa. I modelli di clusterizzazione basati sull&#8217;intelligenza artificiale possono aiutarci a comprendere meglio il messy middle, identificando pattern e segmentando i clienti in base al loro comportamento. Ad esempio, un noto retailer ha utilizzato l&#8217;AI per analizzare i dati di navigazione dei clienti, creando cluster specifici in base agli interessi e alle fasi del percorso di acquisto. Questo ha permesso di inviare offerte personalizzate e contenuti rilevanti, migliorando significativamente il tasso di conversione e l&#8217;esperienza complessiva del cliente. Questo ci permette di personalizzare le strategie di marketing e di indirizzare i messaggi giusti alle persone giuste, nel momento giusto, aumentando così le probabilità di conversione e, in ultima analisi, vendere di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;importante è ricordarsi che stiamo parlando di astrazioni, anche e forse soprattutto quando parliamo di utilizzo dell&#8217;AI in modo integrato alle strategie e agli strumenti del marketing</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>customer journey non è il viaggio del cliente, è una mappa</strong>. E le mappe non rappresentano il territorio, ma ci servono per orientare le nostre strategie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In definitiva, il <strong>messy middle non è una rivoluzione, ma un aggiornamento</strong>. Un reminder per chi si era dimenticato che, nel marketing, come nella vita, i fenomeni non sono lineari. Accettare il caos significa adottare un approccio più flessibile e adattivo, dove l&#8217;analisi dei dati e la capacità di rispondere rapidamente ai cambiamenti sono fondamentali. Le aziende che riusciranno a comprendere e sfruttare il messy middle, senza reificarlo ma trattandolo come un modello, avranno un vantaggio competitivo, poiché saranno in grado di creare esperienze personalizzate e rilevanti per i propri clienti, aumentando così la fiducia e la fedeltà nel lungo termine.</span></p>
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		<title>Oltre la Vanità: Marketing e Comunicazione, sul serio</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/oltre-la-vanita-marketing-e-comunicazione-sul-serio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Travagli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 06:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/oltre-la-vanita-marketing-e-comunicazione-sul-serio/" title="Oltre la Vanità: Marketing e Comunicazione, sul serio" rel="nofollow"><img width="1000" height="653" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg 1000w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-300x196.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-768x502.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-550x359.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-520x340.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-625x408.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-810x529.jpg 810w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>La tecnologia senza il compiacimento o l’esibizione è una forma di cultura per la generazione dei millennial. Riflessioni che affidiamo a uno dei pochi professionisti che ha una visione al di là del codice Sono nato nel 1980. Per chi parla bene di generazioni, sono uno xillennial, nato sulla cuspide tra la Generazione X e [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/oltre-la-vanita-marketing-e-comunicazione-sul-serio/" title="Oltre la Vanità: Marketing e Comunicazione, sul serio" rel="nofollow"><img width="1000" height="653" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg 1000w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-300x196.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-768x502.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-550x359.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-520x340.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-625x408.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-810x529.jpg 810w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="1000" height="653" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash.jpg 1000w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-300x196.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-768x502.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-550x359.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-520x340.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-625x408.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/11/ricardo-gomez-angel-ehzpqgXHJUo-unsplash-810x529.jpg 810w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><h3>La tecnologia senza il compiacimento o l’esibizione è una forma di cultura per la generazione dei millennial. Riflessioni che affidiamo a uno dei pochi professionisti che ha una visione al di là del codice</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono nato nel 1980. Per chi parla bene di generazioni, sono uno xillennial, nato sulla cuspide tra la Generazione X e i Millennial. Cose che forse non significano molto per il consumatore medio, ma per chi si occupa di branding, marketing e comunicazione sono concetti importanti. Tanto importanti da far sprecare fiumi di bit.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, il senso del marketing per le generazioni non è il punto centrale qui. Il punto riguarda il contributo che può darti il mio modo di vedere e percepire il mondo, il modo di una generazione particolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi, come me, è nato in quel periodo ha la costante sensazione di essere fuori sincrono, un po&#8217; un Enrico Ghezzi in &#8220;Fuori Orario&#8221;: troppo giovani per vivere le vacche grasse della pubblicità e arricchirsi, troppo vecchi per cavalcare le onde dell&#8217;influenza social e diventare la nuova sensazione di TikTok.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anomalie: questo siamo. Noi, appollaiati sulla cuspide, osserviamo le realtà che scorrono davanti ai nostri occhi. Abbiamo visto svanire il Betamax e trionfare Internet, abbiamo assistito ai newsgroup e alle conversazioni online prima degli algoritmi &#8220;Per Te&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse è proprio qui che risiede il senso di questa rubrica che sto iniziando, per me e per voi. Uno sguardo disincantato, formato dall&#8217;esperienza, sincero per la mancanza di secondi fini, sul marketing e la comunicazione contemporanea, al di là di stereotipi, cliché e frasi fatte da social network.</span></p>
<h3>Perché &#8220;Oltre la Vanità&#8221;</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho deciso di intitolare questa rubrica &#8220;Oltre la Vanità&#8221;. Perché mi sembra che il dibattito sui mezzi del mio mestiere sia drogato dai mezzi stessi, con buona pace dei critici di McLuhan, e che fornisca a chi si avvicina a questo mondo, per curiosità o per farne una carriera, prospettive distorte, irreali e, a volte, fuorvianti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche anno fa, parlare di e-commerce significava aggiungere un canale di vendita per un&#8217;azienda concreta, non aprire una istanza Shopify per cercare di fare soldi con il drop-shipping (dove alla fine i soldi li fa solo chi vende i corsi su come fare soldi con il drop-shipping).</span></p>
<h3>Cosa Non Sono Qui per Fare</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiarendo ciò che non sono, e ciò che non voglio: non sono qui per vendere corsi, né per costruirmi una notorietà facile, né per cavalcare l&#8217;ennesimo funnel con il primo shot gratuito, poi il corso a basso costo e infine la consulenza da mille euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono qui per restituire.</span></p>
<h3>Cosa faccio per vivere</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Da oltre vent&#8217;anni mi occupo di marketing e comunicazione, esplorando molte sfumature e in diverse direzioni. Ho iniziato dal piccolo, se non piccolissimo, vero e proprio ostacolo alla crescita del paese. Sono passato attraverso la consulenza politico-elettorale, ho lavorato con Pubbliche Amministrazioni grandi e piccole, PMI e grandi imprese. Ho sfiorato l&#8217;ecosistema delle startup e ho lavorato attivamente sui fondi europei.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Porto con me alcuni piccoli segreti (spesso di Pulcinella), il calvario degli errori miei e altrui, e alcune chiavi dei successi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi mi occupo di MarTech, soluzioni tecnologiche al servizio del marketing. Sviluppo e dirigo progetti strategici e di implementazione tecnica per imprese di vario tipo (se sei il direttore marketing di un love brand, beh, pur contraddicendomi, a te potrei vendere qualcosa).</span></p>
<h3>Vanità vs Realtà</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stanco di aprire LinkedIn e trovare una versione blandamente professionale di Instagram, piena delle stesse vanità di cui gli influencer di nicchia accusano le creator di OnlyFans.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il marketing è molto più di questo. È strategia, analisi, comprensione delle persone e delle loro esigenze. Oggi più di ieri è tecnologia, dati, chiarezza di obiettivi e complessità nell&#8217;esecuzione. In questa rubrica, proverò a riportare il discorso su questi binari, lontano dalla vanità, verso qualcosa di più autentico e utile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cercherò di dare un punto di vista eccentrico, ma sincero, sulle cose del digitale, del marketing, di come le grandi aziende vendono e costruiscono legami con il proprio pubblico e di come sia possibile costruirsi una carriera al di là degli inganni dei social, del profondissimo pozzo della dopamina e della dipendenza (quanto ci manchi, DFW).</span></p>
<h3>Qualche assaggio</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Le prime idee che mi frullano in testa, per proseguire questo percorso insieme: TikTok come lo zapping TV degli anni &#8217;90; il senso della marketing automation per il successo di Trump; come è fatta la trasformazione digitale delle aziende italiane, davvero (e cioè non chiedere al macellaio come si fanno le salsicce); perché dovresti ignorare le vanity matrics se sei un marketer e non un influencer; se vuoi fare una startup l&#8217;idea vale zero e conta solo l&#8217;esecuzione; come gli LLM stanno sfidando Google sulla ricerca; and so no.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma abbiamo appena iniziato.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ps. Se ti sfugge qualche riferimento, per età o differenza di sottoculture, esistono motori di ricerca e AI sempre più performanti: usale; il senso costa fatica.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Che cos’è la feature fatigue e perché deve essere assolutamente evitata</title>
		<link>https://themillennial.it/news/lavoro/feature-fatigue-significato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Esterina Cairo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 03:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Psico]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[feature fatigue]]></category>
		<category><![CDATA[marketer]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/lavoro/feature-fatigue-significato/" title="Che cos’è la feature fatigue e perché deve essere assolutamente evitata" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg 696w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>Confusione, disorientamento, senso di fatica e calo motivazionale. No, non è burnout è feature fatigue ed è un fenomeno che si presenta quando a proposito di un nuovo progetto mettiamo troppa carne al fuoco Articolo apparso su Mark Up 307. Quante volte usando un nuovo prodotto, ad esempio un elettrodomestico o un nuovo smartphone, ci [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/lavoro/feature-fatigue-significato/" title="Che cos’è la feature fatigue e perché deve essere assolutamente evitata" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg 696w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="696" height="464" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1.jpg 696w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/FeatureFatige2-696x464-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><h3>Confusione, disorientamento, senso di fatica e calo motivazionale. No, non è burnout è feature fatigue ed è un fenomeno che si presenta quando a proposito di un nuovo progetto mettiamo troppa carne al fuoco</h3>
<p><a href="https://www.mark-up.it/feature-fatigue/"><em>Articolo apparso su Mark Up 307.</em></a></p>
<p>Quante volte usando un nuovo prodotto, ad esempio un elettrodomestico o un nuovo smartphone, ci siamo sentiti confusi e disorientati davanti alla miriade di opzioni e feature proposte, mentre volevamo semplicemente scaldare una pietanza, lavare rapidamente il bucato o impostare il navigatore satellitare? In questo caso abbiamo toccato con mano gli effetti di un fenomeno tanto esteso quanto ancora poco studiato, la <strong>feature fatigue</strong>, ovvero la difficoltà (la fatica) sperimentata dall’utente nell’uso di prodotti, ma anche di servizi, che sono “caricati” con un numero eccessivo di feature, risultando, di fatto, difficoltosi da usare per svolgere il compito principale per cui sono stati progettati. Perché quindi includere una miriade di feature aggiuntive quando l’utente, nella maggioranza dei casi di utilizzo, richiede lo svolgimento di un compito basilare? Le motivazioni possono essere molte, consapevoli ed inconsapevoli. Infatti, la feature fatigue è solo uno degli effetti di un fenomeno che ha origine ben prima, durante il processo di sviluppo di un nuovo prodotto, quando forze contrastanti spingono per l’inclusione di feature aggiuntive che spesso portano ad un beneficio marginale per l’utilizzatore finale. Tale fenomeno prende il nome di <strong>beyond pathologies</strong> per indicare uno stato patologico del processo di sviluppo prodotti in cui l’estensione delle feature offerte va al di là di quanto è richiesto dagli utenti, oltre quanto era stato pianificato inizialmente nella scheda prodotto, o al di là delle effettive risorse allocate al progetto.</p>
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<div align="center"></div>
</div>
<h3 class="p1">Un fenomeno complesso</h3>
<p>Il fenomeno delle beyond pathologies è complesso e origina dal concorso di molti fattori, spesso legati tra loro. Questo stato patologico può generarsi consapevolmente durante le fasi iniziali di definizione del concept e delle specifiche di prodotto, quando vengono programmate caratteristiche aggiuntive e incluse tecnologie non strettamente necessarie, magari per anticipare una traiettoria tecnologica e creare un margine di tolleranza per futuri re-design o re-styling del prodotto. La letteratura accademica ci riporta, tra gli altri, l’esempio di <strong>Philips</strong> che ha commercializzato prodotti con caratteristiche silenti e/o non completamente sviluppate per lasciare le porte aperte a future estensioni qualora le esigenze di mercato lo richiedessero. Avere quindi un prodotto in cui è presente un certo margine di manovra per il futuro è sicuramente positivo, tuttavia, qual è il costo in termini di complessità aggiuntiva e tempi di sviluppo più lunghi? Un altro aspetto interessante delle beyond pathologies, speculare al precedente, è che queste possono originarsi in maniera inconsapevole, spesso frutto delle buone intenzioni di chi è coinvolto nello sviluppo di un nuovo prodotto. Infatti, diverse componenti cognitive ed emotive posso concorrere nell’influenzare il processo decisionale di project manager, ingegneri, sviluppatori e responsabili R&amp;D. Tipici esempi sono l’attaccamento emotivo e irrazionale a un progetto, a una specifica tecnologia o a un particolare set di feature poiché si è direttamente coinvolti nel processo di creazione e sviluppo di un prodotto. Ne è esemplificativo l’effetto <strong>Ikea</strong> con il quale si tende a sovrastimare il valore reale di un progetto o di una feature poiché si è stati direttamente coinvolti nella sua realizzazione. Un semplice bias cognitivo che però si ripercuote duramente sul progetto di sviluppo di nuovi prodotti, ed è solo la punta dell’iceberg.</p>
<h3 class="p1">Le conseguenze</h3>
<p>Quali possono essere le conseguenze sia per chi sviluppa sia per chi poi dovrà utilizzare quei prodotti? Il prezzo da pagare è alto: basti solo pensare che la <strong>Nasa</strong> ha inserito l’eccesso di feature in fase di progettazione tra le 10 principali cause di fallimento nel processo di sviluppo di nuovi prodotti. La letteratura manageriale ci ha ancora dato poche risposte, ma ha sicuramente sottolineato un drastico crollo della componente ergonomica del prodotto legato all’accresciuta complessità di utilizzo. Abbiamo poi tempi di sviluppo più lunghi, costi di sviluppo più alti e, infine, un rischio maggiore di difettosità dovuto al numero elevato di funzioni con un conseguente aggravio su tutti i processi di supporto post-vendita. Perché quindi decidere di includere così tante feature in un prodotto? Spesso c’è anche una ragione di marketing: i prodotti ricchi di funzionalità sono seducenti quando vengono presentati al consumatore, salvo dimostrarsi poco funzionali nella vita di tutti i giorni.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-35430" src="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-300x289.jpg" alt="" width="300" height="289" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-300x289.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-1024x986.jpg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-768x739.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-550x530.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-520x501.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-625x602.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-15x14.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue-810x780.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2024/03/markup307_pag39_2_featurefatigue.jpg 1400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Cosa possono fare manager e professionisti del settore? Ad oggi sfortunatamente non esiste uno strumento che sia capace di misurare, e quindi evitare, il proliferare di feature durante il processo di sviluppo prodotti o servizi. Gli approcci <strong>Stage-Gate, Agile o Ibridi</strong> gestiscono in maniera differente il processo di sviluppo, presentando tutti e tre vantaggi e svantaggi, costi di coordinamento diversi e applicabilità varie secondo il contesto e l’oggetto di sviluppo. In altre parole, non esiste un approccio migliore o peggiore, molto si gioca sul lato umano, spesso inconscio, del processo di sviluppo di nuovi prodotti. Stage-Gate, Agile o sistemi Ibridi permettono di limitare la problematica delle beyond pathologies attraverso un’accurata gestione del processo di sviluppo, senza, tuttavia, riconoscere e trattare in maniera puntuale il rischio derivante dalle beyond pathologies. Nell’attesa che sia data una maggior attenzione a queste tematiche a livello sia accademico che consulenziale, manager e sviluppatori possono comunque porre maggiore attenzione nel definire i confini di un progetto di sviluppo di nuovi prodotti, consapevoli di come un aggravio di feature potrebbe portare il progetto verso il fallimento. In particolare, l’irrazionale sottovalutazione della complessità di utilizzo di un prodotto e il disallineamento tra quanto è davvero utile per l’utente e quanto viene offerto dal prodotto in termini di feature sono tra le principali, ma non le uniche, cause di fallimento o scarse performance dei nuovi prodotti.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Perché potresti davvero vendere i tuoi prodotti alla Gen Z</title>
		<link>https://themillennial.it/tech/internet/perche-potresti-davvero-vendere-i-tuoi-prodotti-alla-gen-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvio Carnassale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 15:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[consumer]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[gen z]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/tech/internet/perche-potresti-davvero-vendere-i-tuoi-prodotti-alla-gen-z/" title="Perché potresti davvero vendere i tuoi prodotti alla Gen Z" rel="nofollow"><img width="1159" height="767" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg 1159w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-300x199.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-1024x678.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-768x508.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-550x364.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-520x344.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-625x414.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-15x10.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-810x536.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1159px) 100vw, 1159px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>Parliamoci chiaro: se sei un retailer e guardi ai 50enni come tuoi clienti modello, con la Gen Z ti ritroverai presto in mutande… e non saprai più nemmeno come vendere quelle. Le ricerche nel campo “marketing generazionale” si sprecano, accompagnate da sondaggi sempre più rapidi e precisi sulle abitudini dei nuovi consumatori della Gen Z. [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/tech/internet/perche-potresti-davvero-vendere-i-tuoi-prodotti-alla-gen-z/" title="Perché potresti davvero vendere i tuoi prodotti alla Gen Z" rel="nofollow"><img width="1159" height="767" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg 1159w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-300x199.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-1024x678.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-768x508.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-550x364.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-520x344.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-625x414.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-15x10.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-810x536.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1159px) 100vw, 1159px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="1159" height="767" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2.jpeg 1159w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-300x199.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-1024x678.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-768x508.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-550x364.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-520x344.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-625x414.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-15x10.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/07/2-2-810x536.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1159px) 100vw, 1159px" /><h2><strong>Parliamoci chiaro: se sei un retailer e guardi ai 50enni come tuoi clienti modello, con la Gen Z ti ritroverai presto in mutande… e non saprai più nemmeno come vendere quelle.</strong></h2>
<p>Le ricerche nel campo “marketing generazionale” si sprecano, accompagnate da sondaggi sempre più rapidi e precisi sulle abitudini dei nuovi consumatori della Gen Z. Abitudini non più cristallizzate, ma fluide e con esigenze completamente diverse da quelle dei precedenti consumers.</p>
<p>È quello che è emerso prepotentemente dalla seconda edizione dell’evento digitale <strong>&#8220;Focus Digital Marketing per l’eCommerce e il New Retail&#8221;</strong> di <b>Netcomm</b>, <a href="https://www.consorzionetcomm.it" target="_blank" rel="noopener">il Consorzio del Commercio Digitale in Italia</a>, con il supporto di <b>Azerion</b>, <b>SalesForce</b> e <b>Splio.</b></p>
<p>Ma cosa vogliono questi &#8220;gggiovani&#8221; che proprio giovani non sono più? Semplice: <em>vogliono tutto.</em></p>
<p>La <strong>gen Z</strong> cerca i prodotti in maniera autonoma, utilizzando i canali online (social e motori di ricerca), ma si affida anche alle buone raccomandazioni degli amici, che chissà come mai acquistano le stesse cose. Parlavamo di <strong>marketing generazionale</strong>, giusto?</p>
<h2><strong>Prima regola: deve funzionare tutto</strong></h2>
<p>Vuoi <strong>vendere un prodotto</strong> a questi fantomatici giovani? Ricordati che non basta mettere la foto su internet, devi avere dietro una struttura che funziona (ne parleremo alla fine dell’articolo).</p>
<p>Sulla scia di questo, dall’analisi emerge una convergenza tra <strong>esigenze “offline” e “online”</strong> per i nuovi consumers. Da una parte il veicolo dei social media e, soprattutto, degli influencer, dall’altra la necessità di andare nei negozi fisici a “toccare con mano” l’articolo. Tutto questo, però, aspettandosi qualcosa di ben diverso dal negozio tradizionale.</p>
<h2><strong>Seconda regola: la Gen Z non vive negli anni Ottanta</strong></h2>
<p>Non aspettarti il ragazzetto che entra nella tua bottega semibuia e chiede al commesso scazzato l’articolo che ha visto su internet. Ovvio che non puoi fare tutto, ma se vuoi una dritta, ti consiglio di cercare <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Negozio_a_tempo" target="_blank" rel="noopener">pop-up store</a></strong> su Google e capire cosa vuole ora un consumatore da un punto vendita fisico.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Altre dritte veloci? <strong>Staff di vendita preparato e aggiornato, realtà aumentata, click and collect</strong> (davvero pensi che sia ridicolo che un cliente possa ordinare da casa e venire a ritirare da te?) e <strong>spedizioni immediate</strong> del prodotto (un certo Amazon c&#8217;era già arrivato molti anni fa).</p>
<p><a href="https://themillennial.it/tech/nuove-realta-nel-metaverso-e-oltre/" target="_blank" rel="noopener">Abbiamo già parlato diffusamente di Metaverso</a>, ma cosa c’entra con tutto questo? Semplice: nel momento in cui questo strumento si diffonderà, <strong>la Gen Z sarà lo zoccolo duro del cambiamento</strong> e tu dovrai farti trovare pronto con una strategia commerciale già pesantemente orientata a questo “sistema ibrido”, altrimenti te le sentirai dietro dalla nonnina digitale perché non le sono arrivati i gomitoli giusti per fare la lana.</p>
<h2><strong>Terza regola: se non sei pronto, investi in questo settore</strong></h2>
<p>La prospettiva <em><strong>omnichannel</strong></em> è ancora efficace, ma sta diventando obsoleta di fronte alle nuove esigenze della Gen Z. <strong>Occorre un salto di categoria in più</strong>, rafforzando il digital marketing e appoggiandoti a professionisti del settore.</p>
<p>Il 65% delle aziende retail pensa sia importante sviluppare competenze di digital marketing e l’80% indica nelle pagine social i motori di ricerca e le e-mail marketing come i canali più utilizzati. Solo il 58%, però, dichiara di aver raggiunto un buon livello tecnologico per il digital marketing e di queste sono abbastanza sicuro che molte si riferiscano a mmiocuggino con Wix, una prospettiva ancora troppo basica e meno attenta ai bisogni attuali dei consumers.</p>
<h2><strong>Morale della favola?</strong></h2>
<p><strong>Investire importanti budget in ADV e in digital marketing funziona</strong>, ma SOLO se dietro c’è una realtà solida che offre qualità, competenza e, perché no, maggiore attrattività. La cosa veramente ganza è che per quest’ultima raccomandazione non ti serve il social media manager: servi <em>tu</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Quali sono i benefici della scrittura creativa e perché dovremmo praticarla ogni giorno</title>
		<link>https://themillennial.it/relazioni/psico/benefici-scrittura-creativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 19:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psico]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/relazioni/psico/benefici-scrittura-creativa/" title="Quali sono i benefici della scrittura creativa e perché dovremmo praticarla ogni giorno" rel="nofollow"><img width="796" height="796" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="scrittura creativa" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg 796w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-300x300.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg 150w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-768x768.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-550x550.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-520x520.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-625x625.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-15x15.jpeg 15w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="scrittura creativa" alt="scrittura creativa" /></div><div>Molte persone pensano che la scrittura creativa sia solo un mezzo utile a pubblicare qualcosa, sia esso un romanzo, un racconto, una poesia. La considerano un’attività appannaggio di chi mira a mettersi in contatto con un editore per diventare, magari, la nuova stella del panorama letterario. E se invece vi dicessimo che la scrittura creativa [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/relazioni/psico/benefici-scrittura-creativa/" title="Quali sono i benefici della scrittura creativa e perché dovremmo praticarla ogni giorno" rel="nofollow"><img width="796" height="796" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="scrittura creativa" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg 796w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-300x300.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg 150w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-768x768.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-550x550.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-520x520.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-625x625.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-15x15.jpeg 15w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="scrittura creativa" alt="scrittura creativa" /></div><div><img width="796" height="796" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="scrittura creativa" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg 796w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-300x300.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg 150w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-768x768.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-550x550.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-520x520.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-625x625.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-15x15.jpeg 15w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /><p class="p1">Molte persone pensano che la <strong>scrittura creativa</strong> sia solo un mezzo utile a pubblicare qualcosa, sia esso un romanzo, un racconto, una poesia. La considerano un’attività appannaggio di chi mira a mettersi in contatto con un editore per diventare, magari, la nuova stella del panorama letterario. E se invece vi dicessimo che <b>la scrittura creativa</b> può essere molto più di questo? E che tutti dovremmo (e possiamo) metterla in pratica perché <b>permette di ottenere numerosi benefici</b>?</p>
<p class="p1">Si tratta infatti di un mezzo potentissimo per aprire le porte al nostro <b>potenziale intuitivo e creativo</b>: se praticata con il giusto approccio consente di mettersi in contatto con se stessi, di trovare risposte a domande che ci poniamo da tempo e di convivere meglio con vissuti ed emozioni che fanno soffrire.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Riservare ogni giorno un po’ di minuti alla scrittura, dunque, è un modo per prendersi cura del proprio benessere, con l’obiettivo di <b>stare meglio con se stessi e con gli altri</b>.</p>
<h3 class="p1">Che cos’è la scrittura creativa e perché fa bene?</h3>
<p class="p1">Praticare la scrittura creativa non vuol dire per forza scrivere libri o diventare scrittori. Quest&#8217;attività non è necessariamente legata all’intento di pubblicare, e nemmeno al fatto di avere aspirazioni artistiche e letterarie di qualche tipo: al contrario, è un gesto<b> </b>che può essere praticato anche solo per se stessi, con lo scopo di ritrovarsi e <b>riscoprire le proprie possibilità</b> a livello umano e professionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Imparando ad <b>approcciarsi a essa in modo consapevole</b> – <a href="https://www.segnalezero.com/laboratorio-di-scrittura/"><span class="s1"><b>frequentare un laboratorio di scrittura creativa</b></span></a> è molto utile in tal senso – è possibile sciogliere le briglie del pensiero cosciente e accedere al potenziale intuitivo presente in tutti noi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Ma che cos’è il pensiero cosciente? Non è altro che quella voce che ci dice costantemente chi dovremmo essere, cosa dovremmo fare e cosa si aspettano gli altri da noi. Una serie di convinzioni che si sono sommate le une alle altre nel corso degli anni, e che sono dovute a tanti fattori tra cui i modelli sociali e l’educazione ricevuta. <b>Il potenziale sommerso difficilmente riesce a emergere</b> nella quotidianità, a causa della frenesia con cui si affronta la vita e di queste sovrastrutture mentali. Approcciarsi alla scrittura con consapevolezza, invece, permette di arrivarci e di attingervi a piene mani: ecco perché scrivere fa bene e apporta benefici.</p>
<p class="p1">Che “consapevolezza” si intende la <b>presenza a se stessi</b>, nel qui e ora, un approccio che a qualcuno potrebbe ricordare il concetto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meditazione"><span class="s1"><b>meditazione</b></span></a>: la scrittura, infatti, può essere <b>considerata a tutti gli effetti una pratica meditativa</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h3 class="p2">La scrittura creativa aiuta a mettere ordine nella vita, a calmare la mente e a rilassarsi</h3>
<p class="p4">Il potenziale a cui possiamo giungere grazie alla scrittura creativa può essere usato per trarre <b>benefici sia nella sfera personale che lavorativa</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">Vi è mai capitato di sentirvi insoddisfatti di qualcosa e di non sapere come cambiare la situazione? Oppure di non riuscire a trovare il tempo per ciò che ritenete davvero importante? In questi frangenti la scrittura creativa può aiutare a trovare le risposte e a mettere ordine alle priorità. Attraverso questo strumento possiamo connetterci con noi stessi e <b>delineare un progetto di vita</b>.</p>
<p class="p4">Questa attività può essere considerata uno strumento di crescita personale. L’atto di scrivere, infatti, costringe a <b>fare emergere i pensieri</b>, a <b>dare loro un ordine e una forma concreta</b>. Scrivere porta a trovare le parole giuste per spiegare determinati problemi ed emozioni negative che ci perseguitano, consente di prendere le distanze da essi e di <b>osservarli da un punto di vista nuovo</b>. E una diversa prospettiva può permettere di trovare soluzioni differenti rispetto al nostro consueto modo di agire.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<div id="attachment_28436" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-28436" decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-28436" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-300x300.jpeg" alt="scrittura creativa" width="300" height="300" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-300x300.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-150x150.jpeg 150w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-768x768.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-550x550.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-520x520.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-625x625.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash-15x15.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/jessica-delp-NUQtVifTqs4-unsplash.jpeg 796w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-28436" class="wp-caption-text">I benefici della scrittura (a penna)</p></div>
<p class="p4">La scrittura creativa, poi, ha conseguenze positive anche a livello psicofisico. Ci sono studi che parlano di effetti benefici di mettere per iscritto le proprie emozioni, in quanto questo <b>ridurrebbe l’attività dell’amigdala</b>, la parte del cervello che si attiva in particolare quando proviamo rabbia o paura. Le ricerche, inoltre, hanno evidenziato come scrivere possa diminuire l’impatto psicofisico di<b> ansia e stress</b>, <b>rilassando la mente</b>, ma anche contribuire a elaborare traumi ed eventi passati. Non a caso, la scrittura viene usata anche come <b>arte terapeutica</b>.</p>
<p class="p1">Questa pratica può tradursi in vari modi, tra cui <b>tenere un diario</b>, scrivere di getto pensieri ed emozioni che attraversano la mente, annotare quanto di bello accaduto durante la giornata, scrivere di sé e della propria esistenza.</p>
<h3 class="p2">Usare la scrittura creativa per migliorare la vita professionale</h3>
<p class="p4">I benefici validi per la sfera personale possono essere applicati anche alla vita professionale. La scrittura creativa, infatti, può aiutare a <b>delineare un progetto di lavoro</b> e a definire il proprio percorso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">Può capitare, durante la carriera, di essere confusi rispetto alla direzione da prendere oppure di avere in mente un’idea, ma di non sapere esattamente come realizzarla. Scrivere, in questi casi, favorisce lo sviluppo di soluzioni, consente di fare il punto della situazione e di definire le priorità per <b>raggiungere i propri obiettivi prima e meglio</b>.</p>
<p class="p4">Praticare regolarmente la scrittura per se stessi, poi, è un modo per migliorare il pensiero critico, ma anche le capacità di <b>problem solving, analisi e organizzazione</b>, tutte competenze importanti in un contesto lavorativo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">E chi per mestiere lavora proprio con la scrittura attraverso questa attività potrà incrementare le competenze comunicative.</p>
<p class="p2">La scrittura creativa come opportunità per le aziende</p>
<p class="p1">I benefici in ambito professionale si estendono anche alle aziende. Sono infatti sempre più le imprese che decidono di affidarsi a corsi e workshop specifici che, basandosi sulla scrittura creativa, possono aiutarla a <b>definire diversi aspetti del proprio business e della comunicazione</b>. Può trattarsi di ditte che hanno bisogno di progettare con più chiarezza gli obiettivi futuri e la direzione da prendere, di brand che necessitano di sviluppare contenuti capaci di costruire relazioni di valore con il pubblico, oppure di realtà che vogliono migliorare il team building.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h3 class="p2">L’importanza di scrivere a mano</h3>
<p class="p4">Per usufruire al meglio dei benefici della scrittura creativa bisognerebbe farne un’<b>abitudine regolare</b>, da inserire nella quotidianità, ad esempio la mattina appena svegli o la sera prima di coricarsi. Dimenticatevi computer, tablet e cellulare: la <b>scrittura a mano</b>, infatti, garantisce effetti maggiormente positivi e<b> </b>attiva processi cognitivi importanti.</p>
<p class="p4">A dirlo è anche la grafologa <b>Emanuela Fanton</b> in un’intervista su <a href="https://alleyoop.ilsole24ore.com/2020/11/10/unarte-antica-e-dimenticata-la-scrittura-manuale/"><span class="s1">IlSole24ore</span></a>. Secondo Fanton, la scrittura a mano, soprattutto nei bambini, andrebbe incentivata perché <b>aiuta a organizzare il pensiero</b>, richiamando funzioni neurologiche complesse. L’intervista affronta anche altri aspetti interessanti del legame tra emozioni e scrittura, spiegando come la grafia possa rivelare molto dello stato psicologico, emotivo e affettivo della persona. Un legame che forse abbiamo dimenticato, con l’avvento delle nuove tecnologie, e che invece andrebbe riscoperto insieme a due semplici strumenti: carta e penna.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	<media:title>scrittura creativa</media:title>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;intrattenimento sociale e perché cambia molte cose per i brand?</title>
		<link>https://themillennial.it/news/che-cosa-e-intrattenimento-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 16:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Per le aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/che-cosa-e-intrattenimento-sociale/" title="Che cos&#8217;è l&#8217;intrattenimento sociale e perché cambia molte cose per i brand?" rel="nofollow"><img width="2560" height="1707" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Intrattenimento sociale" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg 2560w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1024x683.jpg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1536x1024.jpg 1536w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--2048x1365.jpg 2048w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="Intrattenimento sociale" /></div><div>Marketing, una parola affascinante, a volte vuol dire tutto e a volte niente. Cambia così infletta che si fa fatica a stare al passo, ma è solo una questione di numeri? Ovviamente no. O meglio, non più. Il marketing digitale è sempre stato visto come un gioco di calcoli, con la creatività lasciata spesso in secondo [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/che-cosa-e-intrattenimento-sociale/" title="Che cos&#8217;è l&#8217;intrattenimento sociale e perché cambia molte cose per i brand?" rel="nofollow"><img width="2560" height="1707" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Intrattenimento sociale" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg 2560w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1024x683.jpg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1536x1024.jpg 1536w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--2048x1365.jpg 2048w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="Intrattenimento sociale" /></div><div><img width="2560" height="1707" src="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Intrattenimento sociale" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--scaled.jpg 2560w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1024x683.jpg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--1536x1024.jpg 1536w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--2048x1365.jpg 2048w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2022/05/Intrattenimento-sociale--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p>Marketing, una parola affascinante, a volte vuol dire tutto e a volte niente. Cambia così infletta che si fa fatica a stare al passo, <strong>ma è solo una questione di numeri?</strong> Ovviamente no. O meglio, non più. <span class="Y2IQFc" lang="it">Il marketing digitale è sempre stato visto come un gioco di calcoli, con la creatività lasciata spesso in secondo piano. Ma nel mondo dei social, dove l&#8217;intrattenimento ha preso rapidamente il sopravvento<strong>,<a href="https://themillennial.it/lifestyle/app-food-delivery-migliori/"> la creatività è diventata una superpotenza da sfruttare</a></strong>. I marketer hanno in mano un&#8217;arma potente, l&#8217;unica su cui esercitano davvero il controllo e l&#8217;unica che può aiutare un contenuto a diventare virale. </span></p>
<p>Ecco perché oggi si parla di <em>Intrattenimento social</em> (o social entertainment), l&#8217;ultima e <strong>nuovissima evoluzione del digital marketing</strong>. Se il nome non vi dice nulla non c&#8217;è da preoccuparsi, probabilmente avete già utilizzato inconsciamente qualche nozione, qui sotto abbiamo raccolto per voi tutti gli aspetti più interessanti e <strong>le <a href="https://themillennial.it/news/corsi-editoria-la-sapienza-giornalismo-comunicazione-alta-formazione/">strategie vincenti da seguire sui social</a></strong>.</p>
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CcPz1NQgqnd/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by The Drum (@thedrummag)</a></p>
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<h2>Meno selfie, più video!</h2>
<p><a href="https://www.thedrum.com/news/2022/04/19/new-content-era-has-arrived-what-social-entertainment-and-how-can-brands-win" target="_blank" rel="noopener">Il blog <em>The Drum</em></a>, esperto nel settore marketing, ha pubblicato una lunga chiacchierata con <span class="Y2IQFc" lang="it"><strong>Kate Kenner Archibald</strong>, chief marketing officer presso la società di software Dash Hudson, nella quale ha spigato tutti gli effetti dei nuovi cambiamenti. La prima regola da seguire? <strong>Meno foto e più video</strong>: &#8220;</span><span class="Y2IQFc" lang="it">Guardando indietro, possiamo individuare cambiamenti significativi nelle tecnologie che hanno trasformato le nostre esperienze online. Dal predominio di Facebook, fino all&#8217;ascesa dell&#8217;estetica  Instagram, è affascinante riconoscere quanto i social media formino la nostra cultura&#8221;, ha esordito Archibald. Oggi ci troviamo però davanti a un nuovo <strong>turning point</strong>: &#8220;</span><span class="Y2IQFc" lang="it">Forse il cambiamento più potente dall&#8217;avvento di Facebook è l&#8217;era dell&#8217;intrattenimento social. Nel 2020 i social media hanno iniziato a subire una rapida e drastica trasformazione, passando dai tradizionali feed basati sulla connessione, noti come <em>social graph</em>, <strong>a formati di intrattenimento basati su video, noti come <em>content graph</em></strong>.&#8221;, spiega la digital marketer. </span></p>
<p><span class="Y2IQFc" lang="it"><a href="https://themillennial.it/news/cosa-funziona-su-tiktok-tendenze/">TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts</a>, sono state <strong>le piattaforme promotrici del cambiamento</strong>, che non riguarda semplicemente la forma dei contenuti, ma anche il modo in cui vengono distribuiti. Per i <em>content graph</em> la copertura <strong>non è più limitata dalle dimensioni del feed</strong> o della rete digitale, ma è spinta dalla stessa forza del contenuto, che se creativo, originale e interessante <strong>può diventare velocemente virale</strong>. </span></p>
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<p></a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/Ccz-TplKITR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by The Drum (@thedrummag)</a></p>
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<h2>Il contenuto prima di tutto</h2>
<p>Nella nuova era dell&#8217;intrattenimento social sono<strong> finiti i giorni della strategia &#8216;imposta il contenuto e dimenticatelo&#8217;</strong>, anche perché questo è il momento di abbracciare la mentalità <strong>content-first</strong>, ed essere agili è un altro elemento fondamentale. &#8220;È<span class="Y2IQFc" lang="it"> il momento di far prosperare i contenuti organici. Su TikTok i marketer hanno l&#8217;opportunità senza precedenti di ottenere una copertura massiccia e organico. Ciò è in gran parte dovuto alla<a href="https://themillennial.it/tech/algoritmo-tiktok-vendita-volcano-engine/"> <strong>misteriosa ricetta dietro l&#8217;algoritmo</strong></a>, che dà la priorità ai contenuti che gli utenti apprezzeranno più volentieri. &#8211; prosegue Archibald &#8211; Quando si tratta di misurare questo successo organico è importante guardare oltre il numero di follower e di like, e chiedersi invece: quanto viene guardato il video? Qual è il volume di attività nei commenti? Con quale frequenza i contenuti sono stati condivisi o salvati? Sono <strong>tutti segnali importanti per capire se stiamo veramente attirando l&#8217;attenzione del pubblico</strong>&#8220;. </span></p>
<p><strong>Un ultimo consiglio?</strong> &#8220;A<span class="Y2IQFc" lang="it">i marketer che navigano nel mondo dei social in continua evoluzione posso dire di <strong>non aver paura di sperimentare</strong>. &#8211; conclude Archibald &#8211; Il primo passo per prepararsi al successo è entrare nel cuore dell&#8217;etica di un brand. In tal modo, cerca di acquisire una comprensione intima di ciò che rappresenta e quali tipi di comunità e sottoculture serve. Una volta che queste basi sono state gettate, è tempo che la magia avvenga, e questo significa <strong>far volare la creatività</strong>&#8220;.</span></p>
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