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Quanto vale la vita di un cane?

27 Marzo 2022
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Quanto vale la vita di un cane? Intendiamo letteralmente. Questa è la storia di Hannah e il piccolo Augie. Una storia che è la loro e una riflessione che è di tutti.

Partiamo dall’inizio. “Avevo il nome ancora prima di avere il cane, – scrive Hannah Smothers sulla rivista Texas Monthly – Augie, il diminutivo di Augustus, perché durante l’estate avevo letto Lonesome Dove, e mi ero innamorata del cowboy della storia, Augustus McCrae”. 

Insieme al fidanzato decidono di intraprendere un passo importante, adottare il loro primo animale. Il 28 ottobre 2021 si mettono in macchina per raggiunger il canile di San Antonio, dove li aspetta un cucciolo di appena 10 settimane. “Il mio fidanzato e io avevamo passato le ultime 3 settimane a contare i giorni che ci separavano dall’incontro”, racconta la ragazza. 

Tra la coppia e il cagnolino è amore a prima vista: “Era più piccolo di uno stivale, so che tutti i proprietari di animali dicono che il loro cane è perfetto. Ma Augie lo era davvero”. Hannah Smothers è pronta a cambiare le sue abitudini per accogliere in casa quella nuova vita, che improvvisamente diventa il centro del suo mondo. Sente la gioia che le cresce dentro, e si immagina un futuro assieme ad Augie. Ma il destino ha altri piani, e soprattutto, le leggi del Texas sanno essere ancora conservatrici e datate ahinoi non solo in fatto di animali.

Quanto vale la vita di un cane? Spoiler, pochino

Poche ore dopo l’adozione succede quel che non avevano previsto. Mentre Smothers e il fidanzato escono a fare una passeggiata, Augie viene attaccato da un grosso cane nero. La corsa dal veterinario si rivela inutile, il cucciolo muore quasi immediatamente. “Non ricordo le ore successive all’accaduto. – racconta la ragazza – Abbiamo lasciato il veterinario storditi. Tutti i piccoli giocattoli di Augie erano rimasti dove li avevamo lasciati quella mattina. Ne ho gettati alcuni giù per le scale e sono scoppiata in un pianto di rabbia”. 

Si innesca a quel punto una rete di solidarietà, i vicini della coppia si attivano per rintracciare il proprietario del cane nero. Smothers raccoglie le forze e chiama un avvocato: “Ora che avevamo trovato il responsabile volevo capire quali erano le mie opzioni”. La telefonata rivela però un aspetto dell’America che Hannah Smothers non sconosceva: in Texas, così come come nella maggior parte degli Stati, la vita di Augie non valeva molto. “Secondo una sentenza della Corte Suprema che risaliva al 1891, i cani nello stato sono considerati “Chattel”, un termine si riferiva spesso al bestiame, alle mogli e agli schiavi”. Tutto quello che può fare Smothers è chiedere un risarcimento per danni materiali, dal valore di $50

Segnati dalla perdita e delusi dal sistema, la coppia si trasferisce ad Austin, pronta per ricominciare da capo. “Per un giorno e mezzo abbiamo avuto un cane perfetto – conclude Smothers  – Forse non valeva molto agli occhi della legge, ma valeva tutto per noi.”

Cosa succede nell’Unione Europea?

Fortunatamente il caso non si applica ai paesi dell’Unione Europea. Gli standard di vita degli animali presenti in buona parte dell’Europa sono tra i più alti al mondo, sia che si tratti di quelli domestici che da allevamento. 

Come riporta il sito Animal Equality Italia, il 1999 è una data chiave per la protezione degli animali. Per la prima volta, nel Trattato di Amsterdam, ci si rivolge a loro come “esseri senzienti”: si riconosce che gli animali sono in grado di provare sentimenti ed emozioni. Il protocollo del ’99 viene poi annesso nel Trattato di Lisbona del 2009, all’interno dell’Art. 13, che definisce il funzionamento dell’Unione Europea. Si stabilisce in questo modo un vero e proprio riconoscimento giuridico, che vincola gli Stati a rispettare diritti e doveri verso questi esseri senzienti. 

A febbraio 2022 l’Italia ha fatto un ulteriore passo in avanti, inserendo la tutela degli animali (dell’ambiente e della biodiversità) in due articoli della Costituzione. “Un traguardo atteso da decenni, un sogno che diventa realtà», aveva dichiarato alle pagine del Corriere della Sera, Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. Per Brambilla l’importanza delle modifiche consisteva nell’ “ottenere il riconoscimento costituzionale della loro tutela, e rendere più efficace il contrasto dei reati commessi a loro danno”.