In Italia il calcio è senza futuro e non interessa più a nessuno

27 Marzo 2022
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Dopo aver indossato sui social il camice da virologi negli ultimi due anni e la grisaglia da esperti di geopolitica nell’ultimo mese, in questi giorni tutti si sono trasformati in commissari tecnici della Nazionale. Tutti avrebbero fatto meglio del Ct Roberto Mancini.

Prima i fatti, poi le (eventuali) opinioni, come si insegnava alle matricole del giornalismo, quando il giornalismo era ancora un mestiere: di sicuro la sconfitta dell’Italia contro la Macedonia del Nord, 67esima nel ranking Fifa, nella semifinale dei playoff per qualificarsi ai Mondiali di Calcio del 2022, è la sconfitta più grave, più penosa e più umiliante nella storia degli Azzurri.

L’Italia non si è qualificata per i Mondiali per la seconda volta consecutiva e non era mai successo; prima del 2018, l’unica assenza era stata nel 1958: e già qua siamo ai minimi. Non regge nemmeno il paragone con la sconfitta ai Mondiali del 1966 contro la Corea Del Nord; in quel caso almeno alla Fase Finale dei Campionati del Mondo si era pur sempre arrivati.

Una generazione di mediocri in Nazionale 

Abbiamo già scritto che i confronti tra atleti di epoche diverse sono impossibili, in quanto mancherà sempre la sfida diretta. Per analizzare il livello dei migliori giocatori italiani in rosa, basta vedere dove giocano: Donnarumma e Verratti nel Psg, nella Juventus Chiesa, indisponibile sino al prossimo autunno, insieme a Bonucci e Chiellini, entrambi ormai usurati da 1.000 battaglie, Jorghinho nel Chelsea. Il resto? I sopravvalutati Barella e Tonali, gli attaccanti Immobile e Insigne, anch’essi ormai avviati verso il viale del tramonto e il tridente del Sassuolo composto da Berardi, Raspadori e Scamacca.

Non ci si può giocare il Mondiale con questa rosa. E infatti è andata come andata. La vittoria all’Europeo? Un’impresa di un grande gruppo, che ha con merito approfittato di alcune eliminazioni eccellenti – Francia su tutte – ed è pur sempre arrivata al successo finale grazie a due vittorie ai rigori e una ai supplementari, dove erano sempre le altre squadre a fare la partita. Quando invece si deve attaccare, la musica cambia parecchio.

Il sistema calcio italiano sempre più allo sbando

C’è da ridere – anche se in realtà ci sarebbe da piangere – a leggere la cronaca dello squallore che ha accompagnato la partita a Palermo tra Italia e Macedonia del Nord, ben riassunta da un articolo del Corriere della Sera: “Mura marce, gradoni insicuri, bagni infetti, una sala stampa con neon ingrigita. Non ci meritiamo i Mondiali neanche stavolta”.

Gli stadi sono antiquati e non invogliano certo il pubblico a frequentarli e il ridicolo spezzatino di tutte le partite della Serie A, per permettere alle connessioni internet degli utenti di reggere, crea ulteriore disaffezione. Soprattutto l’utente ha molte più alternative: Champions League, Premier League per gli appassionati di calcio, NBA ed Eurolega per gli i fan di basket. Come fare ad appassionarsi a una partita alle 12.30 tra squadre di seconda fascia? C’è decisamente di meglio da fare e da vedere.

E adesso? Quale sarà il futuro del calcio italiano?

E adesso che cosa succede? Si parlerà di ripartire dai giovani, impresa sempre più impossibile in un paese sempre più per vecchi, anche perché ai giovani il calcio interessa sempre di meno, travolti come sono dall’inarrestabile ascesa degli eSport. Sarebbe anche ora di riformare i campionati – altra favola alla quale non crede più nessuno – a partire da una Serie A pluridimensionata con le sue 20 squadre e appunto pensare a stadi di nuova generazione.

Mettiamoci il cuore in pace: tutto questo non accadrà mai. Continueremo con Gigi Buffon in porta sino a 50 anni, presidenti e dirigenti macchiettistici che dovrebbero essere in pensione da anni, ma si guardano bene dal mollare la poltrona e personaggi da avanspettacolo che detengono le proprietà di diverse società di Serie A.

Un contesto nel quale la Nazionale interessa sempre di meno al pubblico e agli addetti ai lavori: questi ultimi la vivono persino come un fastidio, soprattutto quanto ci sono le soste di campionato e i loro giocatori se ne vanno in giro per il mondo rischiando infortuni.

Il futuro? Meglio non pensarci

Tutto molto poco serio. Di questo passo al calcio italiano non resterà che prendere davvero in considerazione la partecipazione agli Europei CONIFA, nei quali gareggiano nazioni non riconosciute dalla Fifa  e dalla Comunità Internazionale: il torneo si svolgerà a giugno in Francia e vi hanno aderito Regno Delle Due Sicilie, Sardinia e Padania.

Sempre meglio dell’idea che la Lega Serie A sta partorendo per la sosta per i Mondiali in Qatar, in quanto tra novembre e dicembre il campionato dovrà fermarsi 50 giorni: pare proprio che si stia pensando ad una sorta di Coppa da disputarsi addirittura negli Stati Uniti o negli Emirati. Con quali giocatori, visto che i migliori saranno tutti ai Mondiali? Con quali costi? E con quale interesse per i media? Davvero triste che il calcio italiano sia in mano a soggetti che partoriscono queste idee. Inutile stupirsi se la Nazionale tornerà ai Mondiali – se va bene – nel 2026, 12 anni dopo la sua ultima partecipazione.

 

Foto: Facebook della Nazionale Italiana di Calcio 

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