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Le espressioni facciali sono ereditarie. Ovvio, ma bisognava scomodare un gruppo di non vedenti per saperlo?

The Millennialist
30 Maggio 2017
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Le espressioni facciali, dipendono da diverse emozioni: incazzatura, non-ci-posso-credere, strizza, rabbia, gioia, angoscia, tristezza e schifezza.

Ma da dove arrivano, o meglio, dove le abbiamo imparate, chi è il responsabile dei nostri sguardi rivelatori? Roba di famiglia? Sì sì c’è gente che studia anche questo e la lo chiama comunicazione non verbale e adesso vediamo cosa dicono a proposito  delle espressioni facciali che si tramandano in famiglia.

Esperimento sulle espressioni facciali

Gli scienziati dell’Università di Haifa in Israele, hanno analizzato le espressioni e i gesti di 21 volontari ciechi dalla nascita e delle loro famiglie. Lasciamo perdere che ce ne vuole di pelo sullo stomaco a chiedere a dei ciechi di fare le facce, l’equipe ha scoperto che pur se le persone non vedenti non avevano mai visto i volti dei loro familiari, le loro espressioni facciali erano estremamente simili. Durante l’esperimento sono state notate soltanto piccole differenze, dovute a peculiarità anatomiche di ciascuno dei partecipanti, come ad esempio la disposizione dei muscoli e dei nervi. Ah beh…

L’esperimento in questione prevedeva che i partecipanti ricordassero esperienze passate che avevano provocato in loro sentimenti di rabbia o di felicità. Per raggiungere questa conclusione, gli scienziati hanno utilizzato un software di riconoscimento facciale che analizzava la sequenza e la frequenza dei movimenti facciali mediante un algoritmo statistico.

Ok, oggi con gli algoritmi si fa tutto, perfino il caffè. Comunque il bello viene adesso: il test condotto dai ricercatori israeliani sulle espressioni facciali, non fa che ribadire il concetto enunciato da Charles Darwin nel suo saggio “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” pubblicato nel 1872. Secondo l’evoluzionista britannico number 1, il linguaggio non verbale dell’uomo è piuttosto “conforme” in ambito familiare.

Morale della favola: c’è gente che rompe le scatole a dei non vedenti incazzosi, per dimostrare cose che qualcuno aveva già detto 145 anni fa. Grandissimi!

 

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