Generazione X e millennial condividono l’incubo su un futuro incerto

29 Marzo 2024
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«Qualcun altro ha la sensazione che tutto sia cambiato?». A parlate è Stephen Antonioni, tipico innfluencer di personal branding e crescita personale, che al termine del suo video su YouTube osserva: «In molti modi, il mondo è un posto migliore di quanto lo fosse ieri, solo a giudicare da misure oggettive. Ma non posso fare a meno di condividere la sensazione che qualcosa non vada. E quindi, devo porre a tutti la domanda: qualcun altro ha la sensazione che tutto sia cambiato?».

Ventottomila mi piace e un commento al video divenuto subito virale. Lo ha scritto una YouTuber di nome Tracy Smith. Anche se, a 57 anni,, fa parte della Gen X, i suoi pensieri hanno azzeccato il pensiero di migliaia di Millenial.

«Ho 57 anni e ho la sensazione che “qualcosa di malvagio stia arrivando da queste parti”, ma sento anche che il mondo intero sta trattenendo il fiato. Quasi come se stessimo tutti aspettando qualche catalizzatore, segno o evento che metta fine a questa sensazione sospensione», ha scritto Smith. «Proviamo un disagio vago e inspiegabile, qualcosa di terribile è in agguato fuori dal nostro campo visivo, ma tutti lo sentiamo avvicinarsi. Non riesco a contare il numero di persone che mi hanno detto che desiderano che qualunque cosa accada, vada avanti. Che questa attesa nell’oscurità è insopportabile».

Il commento è stato condiviso sul subforum Millenials di Reddit , dove molti hanno constatato che esprime perfettamente ciò che pensano del futuro.

«Nessuno ha espresso a parole in modo così accurato un sentimento che non mi rendevo nemmeno conto di provare. Mi chiedo se qualcuno di voi si sente in questo modo»,  scrive RedHeadRedeemed.

«L’attuale situazione socioeconomica negli Stati Uniti è insostenibile. Qualcosa cambierà, e relativamente presto», ha risposto NCRaineman. «Mi sono laureato all’università a 21 anni, nel periodo intorno all’11 settembre», ha commentato Seasonpositive6771. Tutta la mia vita adulta è stata caratterizzata dalla sensazione di un mondo inaffidabile e pericoloso».

I Millennial, nati tra il 1981 e il 1996, hanno vissuto circostanze uniche. La maggior parte erano bambini l’11 settembre 2001, e molti stavano iniziando a diventare adulti quando è arrivata la Grande Recessione. Una volta che il mondo si è ripreso da quella catastrofe finanziaria, sono arrivate le turbolenze politiche alla fine degli anni Dieci e la pandemia di COVID-19.

Anche i Millennial hanno vissuto una rivoluzione tecnologica con l’avvento di Internet, dei social media e degli smartphone. In più sono stati investiti dal senso di colpa per il cambiamento climatico. Il futuro pare più pericoloso ai Millenial perché hanno vissuto in un’epoca in cui la paura nei notiziari e sui social media è dilagante anche spesso presenta una versione molto distorta del mondo. Perché bisogna dire chiaramente che gli anni in cui i Millenial hanno vissuto fino a ora, sono considerati tra i più sicuri nella storia americana. Eppure è difficile non farsi condizionare da media e social media sempre più inquietanti.

Se si avesse la forza di recuperare un po’ di razionalità si comprederebbe, dicono gli esperti americani, che, per certi versi, le generazioni precedenti hanno vissuto situazioni molto peggiori.

«Prova a tornare al 1915 e scopri come ai prende un pugno in faccia, poi un altro, poi un altro e un altro ancora. Accetta la morte di tuo padre nella Prima Guerra Mondiale, mentre tu, bambino, senti soltanto notizie di combattimenti e uccisioni. Poi ti piomba addosso la Grande Depressione che inizia nel 1929 ma porta povertà fino al 1934. Poi arriva la Seconda Guerra Mondiale e si prende tuo figlio. Le generazioni precedenti sono cresxciute nella durezza della vita, sono state oneste e hanno fatto quello che potevano per mettere da parte un po’ di soldi. Forse facendo così hanno provocato dei danni, ma avevano passato l’inferno e volevano solo stare meglio come tutti» ha commentato InfamousOccasion.

Tra i commentatori qualcuno ha notato che questo sentimento di paura potrebbe derivare da una forma di disturbo da stress post-traumatico collettivo causato dalla pandemia. L’American Psychological Association conferma l’ipotesi che le persone devono ancora guarire dal calvario durato 3 anni che ha ucciso milioni di persone.

«La pandemia di COVID-19 ha creato un’esperienza collettiva tra gli americani. Anche se i lockdown iniziali sembrano un lontano passato, le conseguenze rimangono», ha affermato Arthur C. Evans Jr. , PhD, amministratore delegato dell’APA. «Non possiamo ignorare il fatto che siamo stati cambiati in modo significativo dalla perdita di oltre un milione di americani, così come dal cambiamento nelle fabbriche, negli uffici, nei sistemi scolastici e nella cultura in generale. Per procedere verso una crescita post-traumatica, dobbiamo prima identificare e comprendere le ferite psicologiche che rimangono», chiosa Evans.

Il senso di “rovina imminente” dei millennial potrebbe essere precursore di una guarigione collettiva? Così si spera, in America ma anche in tutto il resto del mondo occidentale.

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