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Il “caso uomo nudo Valentino” prova il paradossale anacronismo dei commenti sui social

13 Aprile 2021
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Maison Valentino inondata di commenti d’odio: la foto un uomo nudo con una borsa ha fatto indignare i follower.

Un giovane uomo nudo dal volto efebico, i capelli biondi e lunghi gli incorniciano il viso. Ha un po’ di pelo sul petto, è in una posa plastica e tiene in equilibrio sul piede una borsa. Non una borsa qualsiasi, ma la Roman Stud della Maison Valentino.

È il fotografo e modello Michael Bailey-Gates, autore della campagna pubblicitaria per la casa di moda, in un ritratto pubblicato dal brand su Instagram e che è valso una moltitudine di commenti intrisi di disprezzo e aggressività.

 

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Un post condiviso da Valentino (@maisonvalentino)

Valentino, il direttore creativo Pierpaolo Piccioli non ci sta

Il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli, ha così deciso di condividere l’immagine nel proprio account Instagram replicando così a quei commenti: «[…] L’odio non è un’espressione, l’odio è una reazione alla paura e la paura può facilmente trasformarsi in violenza, che può essere un commento o un’aggressione a due ragazzi che si baciano in una metropolitana». Il riferimento è all’aggressione subita dall’attivista Jean Pierre Moreno e il suo compagno alla fermata della metro di Valle Aurelia a Roma lo scorso 26 febbraio.

Una campagna promozionale all’insegna della fluidità, della libertà di espressione e della bellezza il cui significato diventa ancora più potente a causa di questa sequela di messaggi d’odio. In uno slancio ottimista e proattivo, Piccioli ha aggiunto: «Il cambiamento è possibile, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile ma io sono pronto ad affrontare le difficoltà, in nome della libertà, dell’amore, della tolleranza e della crescita».

Sulla paura forse dovremmo (ri)prendere in mano uno dei massimi sociologi e filosofi del nostro tempo, Zygmunt Bauman, il quale affrontò l’argomento, fra gli altri, nei saggi “Paura liquida” (Laterza, 2009) e “Il demone della paura” (Laterza, 2014) e che in un’intervista rilasciata sei mesi prima di morire affermò che «la paura e l’odio si nutrono dello stesso cibo».

Bailey-Gates non ha fatto niente di eccentrico per Valentino

Personalmente trovo questo tipo di episodi piuttosto anacronistici al giorno d’oggi. Immagini del genere sono state sdoganate da tempo (decenni) e la moda nel corso degli anni si è prestata a campagne pubblicitarie anche più disruptive di questa.

Non reputo lo scatto di Bailey-Gates così singolare o provocatorio, eppure moltissime persone si sono sentite in dovere di vomitare sentimenti di rabbia come se quella foto le avesse offese personalmente.

Michael Bailey-Gates ha preferito rendere privato il proprio account Instagram perché le e gli haters si sono spostati da quello di Valentino al suo personale.

Eppure mi sorprende sempre la quantità di frustrazione e livore che molte persone hanno bisogno di comunicare in modo distruttivo. Per certi versi non mi sento di incolparle più di tanto. Certo – se ogni tanto, anziché commentare, passassero al vaglio le proprie priorità, magari si renderebbero conto che il tempo impiegato per formulare quei pensieri, digitarli e condividerli potrebbe essere impiegato diversamente in modo costruttivo non dico per la società, ma almeno per sé stesse. Nonostante ciò mi rendo conto ancora una volta che questa è la dinamica dei social nella quale prima o poi cadiamo o siamo caduti tutti: un tranello narcisistico.

Chi si espone anela e al contempo teme i commenti, che possono trasformarsi in ovazioni o shitstorm. Chi commenta si compiace dei propri interventi, come se esprimere un parere fosse necessario, addirittura indispensabile. È un gioco al massacro virtuale.
Così ci ritroviamo a discutere di (e con) gente che offende perché l’uomo ritratto non è “macho”, è troppo “femminile”, troppo “peloso”, troppo “ambiguo”, troppo “queer”.

Che cosa ci insegna questo episodio?

  • Non succede nulla di nuovo.
  • La gente ha paura di quello che non conosce e che non accetta e, anziché fare un lavoro introspettivo, tedia altre persone, incapaci di tacere.
  • Ce lo dimenticheremo in tempo zero, come qualunque altra cosa che susciti la nostra indignazione sui social.

Qualche semplice suggerimento per ovviare il rodimento interiore:

  • Non vi piace Michael Bailey-Gates? Non guardatelo.
  • La campagna #ValentinoCollezioneMilano non fa per voi? Ignoratela.
  • Vi imbarazza che un uomo nudo posi con una borsa griffata? Immaginatelo vestito… e con un trolley, magari.

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