Cybercondria: consultare internet per malattie è a sua volta una malattia. Smettila!

14 novembre 2018
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Abbiamo già parlato di come Internet influisca sulle vite di noi Millennial. La potenzialità del web ci permette di accedere a prenotazioni immediate, spesa on-line, pagamenti e chi più ne ha più ne metta. Ma quando c’è di mezzo la salute, l’immediatezza e l’accessibilità di internet rischiano di diventare un’arma a doppio taglio. Cybercondria: quando consultare internet per malattie e sintomi è di per sé una malattia.

 

Le nostre vite sono oggi scandite da click in ogni campo: turismo, lavoro, tempo libero.

E la salute?

Alzi la mano chi tra noi, al minimo disturbo, malore, eruzione cutanea o similari, non abbia digitato sul web il sintomo per trovare una diagnosi o una cura.

L’infinito accesso alle informazioni che al giorno d’oggi si può avere, ci porta a informarci direttamente tramite blog, articoli o, nel peggiore dei casi, tramite risposte di altri utenti.

Ragionando a mente fredda, tralasciando la poca attendibilità che il responso di un utente possa avere, il grande assente di questo processo che ci fa consultare internet per malattie è uno soltanto: la fiducia.

Fa sorridere pensare alla metamorfosi che il ruolo del medico ha avuto in questi anni; inizialmente si chiamava, appunto, medico di fiducia. Pensando ai tempi dei nostri genitori, spesso il medico abitava addirittura nello stesso stabile dei pazienti ed era, il suo, l’unico parere che contava.

Negli anni dei Millennial anche l’approccio al tema salute è cambiato.

Ma le risposte di utenti sconosciuti, che forse hanno vissuto sintomi simili ai nostri, in realtà che valore hanno?

Una risposta importante ci viene data, come spesso accade, dal mercato e riguarda la crescita esponenziale delle applicazioni legate alla salute (60% in più nell’ultimo anno); nella maggior parte dei casi si tratta di portali online dove è possibile consultare un medico iscritto all’Albo tramite chat, al quale si spiegano i sintomi e si richiede una “cura”.
L’utente, quindi, cerca prima di tutto un riscontro online, preferendo interfacciarsi tramite web piuttosto che prendere appuntamento di persona per farsi visitare.

Questo processo di ricerca on-line che ci porta a googlare i sintomi che abbiamo, che ci fa insomma consultare internet per malattie, ha però contribuito alla nascita di un nuovo fenomeno: la Cybercondria.
Si tratta di un neologismo (siamo stati in grado di coniare una nuova parola!) che deriva dalle parole Cyber e Ipocondria e che va dunque a riassumere le ansie e le paure, spesso infondate, derivanti dai consulti online verso sintomi comuni.

Ansie e paure che nella maggior parte dei casi generano questo schema: “Ho un dolore – controllo su internet – potrebbe essere una cosa gravissima e difficilmente curabile – ansia”. Semplice e lineare. A livelli “patologici”, chi soffre di cybercondria entra in un circolo vizioso che si autoalimenta: le risposte trovate in internet non saranno mai in grado di soddisfarlo completamente; ciò comporterà un aumento dello stato di allerta che, a sua volta, lo spingerà a cercare altre spiegazioni che a loro volta continueranno ad aumentare il grado di insoddisfazione e quindi di ansia e preoccupazione per la propria condizione di salute.

È sicuramente lecito informarsi sul proprio stato di salute, anche on-line, ma in nessun modo si deve avere la pretesa di poter sostituire le nostre auto-diagnosi con quelle di medici o di approfondimenti specialistici.

Un altro dato importante ci viene fornito da un’indagine del Sistema Sanitario Britannico che, nel 2017, ha stimato una spesa di oltre 50 milioni di sterline a fronte di esami specialistici richiesti in seguito a consulti online o a diagnosi non propriamente stilate da uno specialista.

Immediatezza, velocità del processo, pigrizia o privacy possono essere alcune delle cause che ci spingono a consultare internet per malattie. Ma facciamo attenzione: come emerso, un utilizzo sconsiderato del web invece di fornirci tranquillità e risposte fa aumentare fino a livelli incontrollabili lo stato di allerta riguardo alla nostra salute.

 

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