Come uscire dalla friendzone? Ce lo spiega Le notti bianche di Dostoevskij

21 ottobre 2018
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Le notti bianche, ovvero “scusa ma siamo solo amici”. A quanti di noi è capitato di struggersi per amore? Di solito, per noi Millennial, si cominciava alle medie con una dichiarazione via lettera o bigliettino. A volte si finiva con una malaugurata amicizia. E’ un insospettabile, Fëdor Dostoevskij, a spiegarci come uscire dalla friendzone tanto odiata.

 

Il bigliettino era rudimentale, è vero, ma almeno diretto. D’altronde messaggi, chat e WhatsApp erano ancora ben lontani. Poi siamo cresciuti e abbiamo cominciato essere timidi, ci rifugiavamo nei nostri sogni uscendone di rado finché non incontravamo un essere umano col quale riuscivamo a parlare. Era facile, lui/lei era simpatico, in breve ci innamoravamo ma alla nostra sofferta dichiarazione sentivamo rispondere “Scusa ma per me sei come un amico/confidente/fratello/sorella“ e vai con qualsiasi grado di parentela immaginabile. E’ qui che iniziò il nostro tormento a proposito del come uscire dalla friendzone.

Cosa ne pensereste, però, se vi dicessi che una delle prime friendzone della letteratura è avvenuta a San Pietroburgo, nella fredda Russia, ed è descritta ne Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij?

Il poveretto, un solitario tendente alla depressione, se ne va a zonzo nella notte quando incontra una ragazza (Nasten’ka) e la salva dalle inopportune attenzioni di un uomo. Lei si accorge subito che lui è uno sfigato e mette le mani avanti dicendo “Non vi dovete innamorare di me”, salvo poi proporgli di rivedersi il giorno dopo dato che verso quell’ora sarà in giro per motivi suoi.

Uno normale a questo punto avrebbe capito e invece l’amico nostro persevera, torna non solo il giorno dopo ma anche quello successivo. Inizia anche a fantasticare, spiega a Nasten’ka di essere un sognatore e sostanzialmente inetto a vivere e poi… si dichiara. Ed è lì che prende la tramvata! Nasten’ka non solo lo usa come postino per recapitare al suo innamorato (che però non vede da un anno) una lettera ma si spinge anche a dire “Ho fatto un confronto tra voi due. […] egli è peggio di voi eppure io l’amo di più”.

A Nasten’ka… me pare che mo stai a esaggerà!

Ma non è finita qui perché Nasten’ka, non contenta, inizia a fare la profumiera quando capisce che il suo amore non verrà all’appuntamento e propone allo sventurato protagonista di stare insieme. Voi ci credete? No? Fate bene. Perché, colpo di scena, sulla via di casa l’innamorato latitante si palesa e addio finale gioioso per il nostro amico sognatore, che torna a casa più depresso di prima.

Questo romanzo ci insegna dunque due cose fondamentali riguardo al dilemma su come uscire dalla friendzone:

1) quando uno/a comincia col dirvi che vi vede come un fratello non rispondete “mi piace l’incesto”. Volete sapere come uscire dalla friendzone? Infilate un buon paio di scarpe da tennis e iniziate a correre lontano, molto lontano.

2) se siete stati friendzonati non pensate minimamente di scriverci su un racconto o un romanzo perché ci ha già pensato Dostoevskij nel 1859. Quindi risparmierete tempo, (piuttosto andate in libreria e compratelo!) e anche ulteriori tormenti: si sa che gli intellettualoidi romanticoni sono carne da macello per la friendzonizzazione.

 

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