Euforia, il nuovo film di Valeria Golino: il coitus interruptus della morte

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19 ottobre 2018
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Euforia è il nuovo film di Valeria Golino, seconda opera dopo l’esordio alla regia con Miele (2013). Se state immaginando una storia dedicata allo sballo e ai piaceri della vita ci avete preso solo in parte.

 

Infatti la trama del nuovo film di Valeria Golino ruota attorno a due fratelli molto diversi tra loro. Matteo (Riccardo Scamarcio) è un brillante manager ossessionato dall’horror vacui che riempie con la cocaina e rimorchiando in giro uomini improbabili. Ettore (Valerio Mastrandrea) invece è un tranquillo professore di scienze che, come unica libertà nella vita, si è concesso di cornificare la moglie.

Come ogni dramma che si rispetti arriva l’evento catastrofico: la malattia colpisce il fratello “buono” (Ettore), così quello “cattivo” (Matteo) lo invita e ospita a Roma per curarsi, tacendo l’esatta entità del male che lo affligge.

Comincia un teatrino fatto di screzi tra i due e di tentativi di riconciliazione, tra i quali spicca la gita a Medjugorje, che si conclude con Matteo che rimorchia un tizio sul balcone dell’albergo-riparo dei pellegrini e con Ettore che deve alzarsi in piena notte per lasciare ai due amanti la stanza.

Diciamo che Matteo ci prova, a fare il fratello premuroso, ma in fondo vuole solo esorcizzare la sua paura della morte ed Ettore lo sa bene, tanto da metterlo alla prova approfittando della sua carta di credito per comprarsi un banale orologio da novemila euro.

Va a finire che si menano ma alla fine si riconciliano, dato che Ettore spiega di aver sempre saputo della sua malattia e che i tentativi del fratello sono stati, sì, apprezzabili, ma assolutamente inutili.

Si rompe così l’incanto dell’euforia del titolo, quella che di solito provano i sub quando sono a grandi profondità, nella quale i due si erano rifugiati fino a quel momento. Non è possibile continuare a vivere nell’illusione di una libertà infinita e incondizionata perché la vita è fragile e moritura e va affrontata. Sul come, la regia non dà precise indicazioni, preferendo glissare e lasciare il finale aperto.

Il nuovo film di Valeria Golino ci regala un piccolo spaccato di rapporti familiari e riflessioni sulla morte. Peccato che la vicenda non abbia respiro né grandi sviluppi, essendo condizionata da un fatto circoscritto, e non giungendo a nessun epilogo (non sappiamo se Ettore sopravviverà o meno ma lo lasciamo in discreta salute al termine del film).

Sebbene vi siano anche alcune interpreti femminili (Isabella Ferrari, Valentina Cervi e Marzia Ubaldi) il loro contributo è molto marginale, mentre occorre rendere merito all’interpretazione di Riccardo Scamarcio, che finalmente si cala in un ruolo calzante che sembra quasi scritto apposta per lui.

Se volete assistere a una film lieve con sprazzi seri e persino con qualche momento comico, trovate questo film nelle sale dal 25 ottobre.

 

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