“In punta di piedi”, Marcello Pieri canta Marco Pantani ai millennial

Avatar
31 Ottobre 2020
220 Visualizzazioni

Le foto di repertorio sono lì a ricordare il campione, quella bandana che lo ha caratterizzato e lo ha fatto amare da tutti. Quelle foto ricordano una storia, un uomo e un dramma silenzioso. E una lacrima scende solitaria sul suo viso.

Intenso, carico di emotività e con immagini che fanno ricordare quel campione che non c’è più. “In punta di piedi” è il tributo che Marcello Pieri regala alla memoria di Marco Pantani. Una canzone che è anche una storia dolcissima e che ci racconta di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni.

Marcello si dimostra ancora una volta songwriter di razza perché quando sei un fuoriclasse non esiste tempo e non esiste età. Il pianoforte accompagna con tanta delicatezza tutta la canzone dialogando con i fraseggi di fisarmonica, che tinteggiano immagini decisamente eleganti che impreziosiscono tutto l’assieme.

Il giro di basso, profondo ed elegante, si incastona perfettamente con un drumming quasi soffuso che resta tale fino all’esplosione finale dove entra di prepotenza anche una gustosissima chitarra elettrica.

Il ritmo emula gli strappi in salita di Pantani

Un cambio radicale di mood che vede passare la canzone da un’atmosfera delicata ad un’altra quasi rock come a emulare quegli strappi sul Pordoi che erano il marchio di fabbrica di Marco Pantani.

Marcello Pieri si dimostra ancora una volta non solo autore dalla penna raffinatissima, ma anche interprete sopraffino con la sua voce che ti entra nell’anima e non ti lascia più. Da gustare ad occhi chiusi senza soluzione di continuità!

“In punta di piedi”, la storia

Da venerdì 30 ottobre in radio e in digitale “In punta di piedi”, il nuovo singolo di Marcello Pieri, registrato da Jonathan Costa e mixato da David Sabiu al Savana Studio di Forlì.

Il brano è stato suonato alla batteria da Gianluca Nanni, al basso da Massimo Sutera, alla fisarmonica e direzione d’orchestra da Stefano Nanni, alla chitarra da Riccardo Bondi e al pianoforte dallo stesso Marcello Pieri. Nella copertina graficamente realizzata da Mattia Dulcani appare, da piccolo, Francesco uno dei figli di Marcello Pieri che nel brano ha fatto i cori.

Questa canzone nasce nel 1997, quando Marco Pantani mi chiamò per provare a scrivere una canzone che parlasse di lui. Così ci incontrammo a Cesena a casa mia.  Ricordo – racconta Marcello Pieri – che aveva una Porsche con degli interni color beige bellissima, a quei tempi era il Campione, era amato, era nel cuore di tutti noi. Lui mi raccontò un po’ della sua vita, dei suoi sogni, e ci salutammo. Non fece in tempo ad arrivare a Cesenatico, mezz’ora di strada, che la canzone era lì per lui”.

“Gli telefonai – il ricordo di Pieri – lui tornò indietro e dopo l’ascolto si commosse. Forse percependo nel profondo dell’anima che qualcosa di profetico era scritto in quelle parole che vennero fuori tramite me inspiegabilmente in così poco tempo. Tenne sempre con sé quella canzone. Tanto che il testo venne trovato e poi pubblicato da tutti i giornali italiani il giorno dopo la sua scomparsa”.

“In questo momento dove si ha bisogno di verità sia sociale che in storie come la sua, vedi la sua dubbia squalifica, vedi i dubbi su come sia morto, credo sia arrivato il momento – spiega – di far ascoltare ai suoi tifosi, a chi lo ha amato, in Italia e in tutto il mondo, quella che lui chiamava ‘la sua canzone’ nata in mezz’ora tramite me”.

Leggi la storia di Marcello

Leggi anche: