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Luca Bonaffini lancia il nuovo album con “Il futuro ero”

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26 Marzo 2021
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Ricordi che affollano la sua mente, immagini un po’ sfuocate che però mantengono un’intensità incredibile e lo fanno volare con la fantasia.

Un po’ autobiografico, carico di contenuti musicali e suonato dalla prima all’ultima nota.
“Il futuro ero” è il singolo che apre la strada al nuovo disco di Luca Bonaffini, cantautore di razza che affonda la sua attività artistica sin dalla metà degli anni ’80, intitolato “Il paracadute di Taccola” che ci ripresenta un autore dalle doti davvero di livello assoluto.

“Il futuro ero”

Avere la capacità di mettere in musica parole e sentimenti ti porta a scrivere poesie assolute. Un bel mix tra chitarra acustica, brillante ed aperta sul left e sul right presente in tutta la canzone, ed un’elettrica lievemente distorta, che fa la sua apparizione dal primo ritornello in poi, creano un vero e proprio tappeto sonoro durante tutto l’incedere della traccia mentre qualche spruzzo di tastiere colora qua e là l’arrangiamento con le incursioni di flauto traverso ad arricchire ulteriormente il mood.

Molto elegante il drumming, mai invasivo con la sua cassa molto rotonda, il rullante discreto ed i fill sempre giusti, che viene rinforzato da un bel giro di basso dalla profondità spettacolare che, però, resta sempre preciso sul battere.

Molto incisiva la performance canora di Luca il quale si cala perfettamente nell’atmosfera del singolo con tutta la sua capacità interpretativa e con la sua vocalità inconfondibile. Da sorbire con cuffie di qualità.

“Il paracadute di Taccola” di Luca Bonaffini, la storia

Luca Bonaffini, cantautore “solido”, torna in compact disc. “Il paracadute di Taccola” è uscito su supporto fisico dal 19 marzo. Un singolo con un videoclip (online dal 12 marzo), malinconico ed emozionante, per Luca Bonaffini – cantautore di vecchia generazione che abbiamo imparato a conoscere negli anni Ottanta grazie a Pierangelo Bertoli, per il quale firmò tante canzoni – che guarda al passato.

“Il futuro ero” apre “Il paracadute di Taccola”, sedicesimo album dell’artista mantovano, con la regia di Maurizio Ferrandini (musicista e videomaker sanremese), un progetto di rara bellezza e soprattutto autenticità: 14 brani, arrangiati e prodotti insieme a Roberto Padovan che sarebbero stati bene su vinile, girando a velocità 33, in mezzo ai grandi dischi del cantautorato italiano.

L’album “Il paracadute di Taccola”

C’è tanto pop, ma anche tanta canzone d’autore nelle tracce del nuovo Bonaffini che, con questo Cd, segna il secondo capitolo della trilogia dedicata “al volo”. L’album, uscito in digitale, il 26 gennaio si è fatto “solido” per la Festa del Papà, il 19 marzo, che è anche il compleanno di Long Digital Playing (la label di Bonaffini e soci fondata tre anni fa) e quello del complice Roberto Padovan, instancabile compagno di merende del cantautore.

“Il paracadute di Taccola” arriva due anni e mezzo dopo “Il cavaliere degli asini volanti” e, a differenza di quest’ultimo, con spunti etnici e new age, contiene canzoni più tradizionali e concepite per essere suonate dal vivo. Bonaffini, trent’anni fa, firmò la splendida “Chiama piano” che, grazie a Pierangelo Bertoli e Fabio Concato vinse il disco d’oro e successivamente fu anche protagonista del tour “Spunta la luna dal monte”, sostituendo Andrea Parodi dei Tazenda nell’interpretazione della parte in sardo.

Tra le tracce da segnalare presenti nel Cd, troviamo “La perla bianca”, “Quella dolcezza che ha cambiato il mondo” e “Quando l’amore si faceva in bianco e nero”.

Leggi la storia di Luca Bonaffini

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