Per il testo di Verdura dei Pinguini Tattici Nucleari, vanno di moda le persone qualunque

Consuelo Crespi
13 Gennaio 2020
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Ho scoperto i Pinguini Tattici Nucleari e il testo Verdura grazie a mia sorella di sedici anni, che praticamente li ascolta costantemente. Mentre studia, sotto la doccia, quando mangia, prima di andare a dormire. Dice che le piacciono perchè cantano di cose banali e normali.

Ma chi sono questi illustrissimi sconosciuti di provincia?

Questa band indie bergamasca, a mio avviso sconosciuta, in realtà è molto conosciuta e apprezzata da quella sotto categoria di persone che amano Calcutta, e che ogni tanto sentono il bisogno di cambiare disco, ascoltando i Pinguini Tattici Nucleari. In poche parole sono come Calcutta ma moltiplicato in una band. E, allo stesso modo, godono dello stesso fascino: persone comuni, a tratti disadattate che fanno musica, fregandosene di apparire “cool”.

A breve vedremo la band, formata da Riccardo Zanotti, Elio Biffi e compagni sul palco di Sanremo. E probabilmente smetteranno di essere conosciuti solo da mia sorella e dai fan di Calcutta, per conquistarsi un’altra fetta di Italia.

Per non arrivare impreparati al grande evento, capiamo meglio la loro poetica e il significato dei testi, come il più famoso Verdura.

Il significato del testo di Verdura dei Pinguini Tattici Nucleari

Nel testo di Verdura dei Pinguini Tattici Nucleari la chiave di lettura è una sola, e può essere sintetizzata con: siamo dei bonaccioni qualunque, e soffriamo per amore in modo banale, proprio come te.

Nella canzone il protagonista si ritrova lontano dalla provincia bergamasca che lo ha sempre cullato. Così rimanere solo in una grande città a crogiolarsi nel ricordo di ciò che ha lasciato a casa e perso, compreso l’amore.

Tutto questo lo fanno togliendosi l’immagine di bono maledetto dell’indie, che combatte la sofferenza con una donna nuda nel letto, una sigaretta spenta e il cuore vuoto. Loro soffrono guardando Netflix il sabato sera, in solitudine, davanti ad un piatto di vegetali insapore.

Il fascino del ragazzo qualunque

Come dicono nel testo di Verdura, non sono Fonzie, ma piuttosto Richie Cunningham, che nella serie tv Happy Days rappresenta il più anonimo dei ragazzi americani. Sicuramente sano, pulito ed educato ma spesso impacciato e goffo, ed inesperto nell’affrontare da eroe la vita e l’amore.

Questa immagine da tipi qualunque è ciò che li rende amati dalla loro fetta di pubblico. Ma il loro essere “normali” viene raccontato in testi come Verdura, in maniera sottile e mai scontata. Attraverso atteggiamenti arricchiti dall’inconfondibile sfiga provinciale che li contraddistingue. Come la nerdissima frase del testo di Verdura, in cui chiamano la ragazza Principessa Mononoke.

“Siamo pinguini che non sanno scappare dalla foca”. E, anche in amore, non sono sicuramente quelli che promettono di farsi tutta Roma a piedi. Né tantomeno che spaccheranno la faccia a qualcuno se non gli darà il cuore, come cantano Carl Brave e Coez. Ma forse sono i tipi che ti portano al sushi All u can Eat e poi al cinema, chiedendoti il permesso per baciarti a fine serata.

Sono contenta che mia sorella faccia gli occhi dolci a questi romanticoni un po’ imbranati, comprando i biglietti per il loro concerto. Chissà che fra qualche mese, anche l’Ariston, non empatizzi con questo gruppo di bravi ragazzi anonimi della provincia bergamasca. Che, ispirandosi ad una birra del loro pub di paese, da veri nerd hanno deciso di chiamarsi Pinguini Tattici Nucleari.

Verdura testo dei Pinguini Tattici Nucleari

Ma chi l’avrebbe mai detto

Che mi sarei trovato qua

Prima di andare a letto

In questa stupida, grandissima città

A pensare che forse

La tua assenza mi da conforto

Più della presenza del resto del mondo

Ed ho cercato il sonno

Sul fondo di una moka

Siamo pinguini che non san scappare dalla foca

Vorrei nuotare, ma tu

Hai prosciugato i mari

Vorrei volare via, ma tu m’hai tagliato le ali

I sorrisi migliori

Li hai dati a degli stronzi

Avevi Richie Cunningham, hai preferito Fonzie

Ma alla fine va bene

Alla fine vai scialla

Si sopravvive a tutto

Ascoltando Lucio Dalla

Siamo la fine del mondo

Di domenica mattina

Siamo una cena a lume di candela

Fra due taniche di benzina

Da quando sei partita

Io non ho più paura

E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

Ma chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così

Sono sopra al mio letto

Con le tue ossa che hai dimenticato qui

Faccio uno scacciapensieri

E sulla porta lo metterò

Mi avvertirà quando un ricordo che ho di te cerca di entrare

Ed io non aprirò

E gli occhi sono stanchi

Netflix non lo rinnovo

Ti cerco dentro a Google Maps e vedo se ti trovo

Una parola è troppa, due invece sono poche

E allora in bocca al lupo, Principessa Mononoke

Perché non ho più voglia delle canzone tristi

Che son come caramelle date dai dentisti

Eravamo benzina, una vita tranquilla

E poi ti ho incontrata ed è scoccata la scintilla

Siamo la fine del mondo

Di domenica mattina

Siamo una cena a lume di candela

Fra due taniche di benzina

Da quando sei partita

Io non ho più paura

E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

Siamo la fine del mondo

Siamo la fine del mondo

Siamo la fine del mondo

Siamo la fine del mondo

Che cosa siamo noi?

Siamo la fine del mondo

Che cosa siamo noi?

Siamo la fine del mondo

Che cosa siamo noi?

Siamo la fine del mondo

Che cosa siamo noi?

Siamo la fine del mondo

Di domenica mattina

Siamo una cena a lume di candela

Fra due taniche di benzina

Da quando sei partita

Io non ho più paura

E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

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