Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace: l’orrore della crociera di lusso

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1 marzo 2019
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Vi è mai capitato di conoscere qualcuno entusiasta per un’esperienza appena vissuta che cerca di convincervi a fare lo stesso? Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace (Minimum Fax) è esattamente il contrario.

Nel lontano 1900 e qualcosa la rivista Harper’s commissionò a Wallace (giovane scrittore geniale) un reportage (che poi sarebbe diventato Una cosa divertente che non farò mai più) sulla vita a bordo di una nave da crociera extralusso.

Così il nostro, che soffriva anche di svariate idiosincrasie, si imbarcò insieme a una frotta di americani medi, e per questo mediamente ricchi e mediamente obesi, su una nave che avrebbe percorso la rotta caraibica.

Con somma perizia Wallace ci descrive la gioia di una cabina sempre pulita, lo sconcerto per l’invisibilità delle cameriere, il trionfo dei buffet (perenni e variegati) e la scientifica macchina del divertimento messa in piedi sulla nave.

Favoloso, si potrebbe pensare. In effetti, chi di noi non ha sognato di essere servito e riverito mattina e sera, senza muovere un dito? Eppure nel bel mezzo del mar dei Caraibi, su una nave super lusso, un uomo può anche sentirsi solo e sperimentare l’horror vacui del divertimento programmato, anzi di una vita interamente definita a priori (seppur nel ristretto, si fa per dire, raggio di una settimana di crociera).

In Una cosa divertente che non farò mai più Wallace ci mostra, con ironia e sagacia, le due facce di una stessa medaglia: da un lato, il tentativo dell’uomo di esacerbare la morte (sissignori, proprio lei) con un trionfo di lustrini e sandwich al formaggio, dall’altro l’inevitabile solitudine che ci rincorre quando si sta sul ponte della nave a osservare le onde.

Io sto ancora valutando pro e contro dell’esperienza, anche se non escludo un giorno la possibilità di salpare su qualche tonnellata di acciaio extralusso per vivere l’ebrezza di un bel mal di mare in compagnia di coppiette in luna di miele e gruppi di vecchietti arzilli.

Se anche voi siete dubbiosi, intanto leggeteUna cosa divertente che non farò mai più libro, vi assicuro risate (misurate, com’è nello stile di Wallace) e nuove consapevolezze, specialmente in merito alla metafisica delle pulizie dei bagni.

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