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La data di nascita del selfie? È il 2006, anzi il 2005, anzi, no, il 1920. O forse il 1839

21 Giugno 2022
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Secondo le star di Instagram il selfie è roba degli Anni Zero, ma in occasione della Giornata mondiale del selfie (21 giugno), abbiamo cercato di scoprire la vera data di nascita. E… 

Ho visto curricula che voi umani non potete neanche immaginare: gente che, per stupire, si dice nata nel 10 d.p. (dopo Photoshop) o nel 15 a.f. (avanti Facebook).

Nessuno invece può scegliere la data di nascita del selfie come evento epocale per il prima e il dopo della propria esistenza. Perché la data è decisamente troppo dibattuta.

Dunque, siamo nel 2013 quando la parola selfie entra ufficialmente nell’Oxford Dictionary. L’autoscatto con lo smartphone è di moda da poco, mentre quello con la fotocamera risale ad almeno un secolo fa.

Instagram sforna mode ininterrottamente da 12 anni e tutti abbiamo appreso a creare o sfruttare hashtag più o meno di successo. Ma un selfie è soltanto un autoscatto e quindi ci rifiutiamo di pensare come fanno i puristi che il “vero” selfie sia quella foto scattata a braccio alzato o con antenna telescopica con uno smartphon. Per costoro, ovviamente non si puà scendere sotto il 2006.

La seconda metà degli Anni Zero è l’era pre-influencer, e appartiene alle trend setter. Al top ci sono Paris Hilton, ereditiera tutta tacchi e riccanza, e Britney Spears, che è definibile solo come Britney Spears.

Belle belle, in un tweet del 2017 rivendicano l’invenzione del selfie. Ovviamente non è vero, ma le due sono troppo sacre agli occhi dei millennial per mettersi a contraddirle.

Anche perché, se ci limitiamo all’Era Smartphone loro sono certamente tra le prime a esplorare questa nobilissima arte fotografica.

Eppure, sul finire degli Anni Novanta chi bazzicava le passerelle di moda incontrava le modelle con al braccio la prima microcamera automatica dotata di zoom: la Canon Ixus disegnata da Yasushi Shiotani: una macchinetta tascabile diventava così accessorio di tendenza. E il selfie con al centro qualche supermodel era il sogno delle aspiranti mannequin.

La Canon Ixus, nata nel 1996, aveva una speciale pellicola ed era la più piccola camera automatica dotata di tecnologia giapponese

La Ixus divenne talmente pop che nel 1997 la Canon ne distribuì 30mila esemplari celebrativi con scocca dorata.

Scivoliamo giù fino al 1991 e troviamo un antenato del selfie di tutto rispetto: Geena Davis e Susan Sarandon, protagoniste del film Thelma e Louise danno il la all’autoscatto senza timer con Polaroid e altre compact camera.

Ancora, è il 1984 quando Madonna si fa le foto con una compatta sul set del film Cercasi Susan disperatamente.

Altri 10 anni di macchina del tempo ed eccoci negli psichedelici Seventies: che cosa facevano la stilista Maripole, Bianca Jagger ed Edwige Belmore allo Studio 54 di New York nel 1977? Molte risate e diversi selfie con una Instamatic (la compattina della Kodak che ha ispirato il primo logo di Instagram).

E forse ci saranno, da qualche parte, dei selfie in Polaroid di Andy Warhol, che nelle sue nottate “creative” newyorkesi, non si separava mai dalla regina delle fotocamere istantanee.

Ma quel gesto del braccio teso e della mano che punta l’obiettivo su se stessi non era una novità nemmeno negli Anni Sessanta: lo fa Marilyn Monroe, lo fa George Harrison e probabilmente negli archivi dei fotografi mondani dell’epoca se ne potrebbero scovare a migliaia.

Mancano dati e scatti in epoca bellica, eppure il 1920 ci regala una certezza, ovvero che l’autoscatto ironico e ammiccante non è stato inventato a Hollywood. Siamo infatti sotto Natale, quando cinque tizi dal baffo importante si autoimmortalano a New York sul tetto del Marceau Studio sulla Quinta, vicino a  St. Patrick.

La camera è grande e pesante e la reggono in due: i fotografi Joseph Byron e Ben Falk. Tuttavia la nitidezza colpisce. I colleghi baffuti Pirie MacDonald, Colonel Marceau e Pop Core sembrano piuttosto orgogliosi e soddisfatti (foto qui sotto). 

È abbastanza verosimile che quello sguardo fosse dovuto al pensiero di finire sui social dell’epoca, i quotidiani cartacei.

Ma veniamo a quello che molti considerano il primo autoscatto in assoluto. In questo caso la data di nascita del selfie sarebbe addirittura il 1839. Lo scapigliato e bel tenebroso che si è autoimmortalato è Robert Cornelius, chimico e appassionato di dagherrotipi.

Il primo selfie sarebbe questo autoritratto fotografico del 1839        di Robert Cornelius, chimico e innovatore

Su questo, però anche noi che non siamo puristi fanatici pensiamo che manchi l’elemento centrale dell’arte selfistica, ovvero l’azione di sostenere da soli la macchina fotografica. Tuttavia, per essere uno dei primi autoritratti sprizza un narcisismo degno di un millennial, dunque concediamo all’immagine il diritto di proclamarsi almeno bisnonno del selfie.

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