Antonia Barra, la Millennial (morta) che sta sconvolgendo il Cile

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24 Luglio 2020
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Una Nazione intera che chiede giustizia in un sistema dove l’ultima ruota del carro è quasi sempre la donna. Un problema, quello della condizione femminile venduta sempre al ribasso, che non è solo locale ma riguarda pezzi giganteschi di questo pianeta perennemente sbilanciato.

In questi giorni in Cile non si parla d’altro che del processo al millennial Martín Pradenas, 28enne accusato di aver stuprato la giovane Antonia Barra il 18 settembre 2019. Un caso diventato di dominio pubblico circa un mese dopo l’aggressione, quando la ragazza, di appena 21 anni, si tolse la vita dopo aver confidato la violenza sessuale all’ex fidanzato e aver ricevuto soltanto insulti misogini.

Il caso di Antonia ha fatto rumore per molto tempo nei media cileni. Nei giorni scorsi l’indignazione è cresciuta ancora di più quando si è saputo che il giudice ha ordinato gli arresti domiciliari dell’imputato e non la sua detenzione preventiva. La scelta dell’autorità giudiziaria ha mandato su tutte le furie soprattutto le associazioni femministe che sono scese in piazza a far sentire la loro voce.

A quanto pare, per il magistrato non c’erano prove sufficienti per dimostrare il crimine. Oltre alla buona condotta dell’accusato, che però nel contempo è indagato per altri cinque casi di abusi sessuali e stupri di altre donne. Un potenziale ‘mostro’ che in un mondo non sbilanciato dovrebbe restare sotto custodia della polizia fino a quando non si accerti la sua eventuale innocenza. Non fosse altro per i costanti, e per via del lockdown globale sempre più numerosi, casi di cronaca dove la donna è sempre la vittima.

Le proteste delle donne cilene in strada

«La scintilla che accende la mobilitazione dei cittadini, perché è inteso che si tratta di un’istanza nel mezzo di un processo giudiziario, non la sua ultima sentenza, è l’argomentazione del giudice, che è scandalosa e non si occupa della gravità del caso». A rivelare la motivazione principale della rabbia esplosa in piazza è la giornalista Paula Molina parlando alla BBC Mondo da Santiago del Cile.

A far infuriare le donne cilene è anche il fatto che due delle violenze sessuali delle quali è accusato il millennial siano ormai prescritte. In Cile ci vogliono cinque anni. «Questo è qualcosa di scandaloso perché sappiamo che ci vogliono molti anni per denunciare alle vittime. Inoltre, è difficile capire quando sembra esserci un continuum di simili crimini, come denuncia in questo caso», spiega ancora Molina.

Il clima maschilista durante il processo

Durante l’udienza, trasmessa in tv, è stato proiettato un video di Antonia Barra e il 28enne in cui si vede che la tira mentre camminano. E la stessa Molina spiega l’atteggiamento, quantomeno inopportuno, del magistrato. «Quando vede il video in cui l’imputato appare accanto alla vittima, che verrà violentata e che si toglierà la vita, dice: “Vedo solo una coppia che cammina”. È un segnale molto potente di come la giustizia cilena non vede o sceglie di non vedere cosa succede in questi crimini».

Per finire, come un colpo di coda di un mondo dove la donna è davvero all’ultimo posto, dopo le proteste per le strade cilene, come spiega il quotidiano Il Mercurio, la procura di La Araucanía ha ordinato una serie di misure di protezione per una parte delle persone coinvolte nel caso. Una scelta arrivata a causa di varie minacce circolate in rete contro l’autorità giudiziaria, contro alcuni parenti dell’imputato e contro alcuni testimoni.

«Il primo provvedimento – ha spiegato la procura – è stato avviato d’ufficio dopo alcune pubblicazioni sui social nelle quali si rendeva pubblico il domicilio del giudice. E il secondo provvedimento, dopo una denuncia presentata dal padre dell’accusato, che ha indicato di aver ricevuto minacce tramite Whatsapp».

Per le cilene, che rappresentano le donne di tutto il pianeta, Antonia Barra è l’ennesima prova che per loro, da generazioni, è tutto più difficile. Anche il diritto di ottenere giustizia. O perfino quello elementare di avere l’appoggio di un uomo – nel caso di Antonia l’ex – al quale hai confidato che qualcuno ha abusato di te.

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