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Fottutamente ecologico: il report Ipcc sui cambiamenti climatici (parte 2)

6 Settembre 2021
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Rieccoci a parlare dell’ultimo Ipcc uscito il 7 agosto 2021.

Nell’ultimo articolo di Fottutamente Ecologico si parlava di quello che noi sapiens siamo riusciti a causare in pochi secoli, con interessanti dati riguardanti i cambiamenti climatici: temperatura, gas serra, innalzamento del livello del mare e molto altro.

L’ultimo report Ipcc è stato pubblicato il 7 agosto 2021 (qui il pdf).

Oggi daremo uno sguardo a quello che gli esperti del clima prevedono per il nostro futuro. Panico e shock sono ammessi, sarebbe strano il contrario. L’importante è mantenere la speranza e la fiducia nel futuro. Perché se l’uomo applicasse la propria intelligenza e abilità per risolvere i danni da lui stesso creati, invece di focalizzarsi su futili obiettivi egoistici, il futuro della nostra e delle prossime generazioni non sarebbe a rischio.

Temperatura e cambiamenti climatici

Indipendentemente dal fatto che le emissioni di gas serra nei prossimi anni siano minime o massime, la temperatura continuerà ad aumentare almeno fino al 2050.

I continenti si riscalderanno più velocemente dei mari, i poli più dei tropici e l’Artico lo farà con un’intensità doppia, se non tripla, rispetto al resto delle superfici terrestri. Nel migliore degli scenari (minime emissioni di gas serra) la temperatura a fine secolo aumenterà di 1.4°C rispetto agli anni 1850-1900, mentre nel peggiore (massime emissioni di gas serra) di 4.5°C.

Impressionante pensare che l’ultima volta in cui la temperatura della terra ha superato di 2.5°C quella degli anni  1850-1900, è stato più di 3 MILIONI di anni fa!

È necessaria una drastica diminuzioni di emissioni di CO2 ed altri gas serra per fermare questa crescita entro la fine del secolo, e permettere addirittura un auspicabile raffreddamento.

Cambiamenti climatici: un equilibrio rotto

Più aumenterà il riscaldamento globale più il sistema climatico del nostro pianeta muterà velocemente e gli eventi estremi saranno sempre più intensi. Basterà un aumento di temperatura di 1.5°C, ormai impossibile da evitare, per causare un’elevata frequenza di eventi rari ed estremi mai osservati prima.

Si parla di:

  1. Ondate di calore sia su mare che su terra.
  2. Intense precipitazioni; quelle estreme giornaliere aumenteranno del 7% per ogni 1°C di riscaldamento globale.
  3. Siccità di ecosistemi naturali e agricoli in vaste regioni del pianeta tra cui l’Area mediterranea e il Centro-ovest Europa.
  4. Cicloni tropicali e picchi di velocità del vento.
  5. Scioglimento irrefrenabile del ghiaccio artico, del permafrost, dei ghiacciai e della copertura nevosa stagionale e non; si stima che almeno una volta, entro il 2050, accadrà che l’Artico sarà privo di ghiaccio nel mese di settembre.

Ciclo dell’acqua

Le precipitazioni medie globali su terra a fine secolo potranno aumentare, sotto le migliori ipotesi, fino al 5% e al 13% sotto le peggiori (sempre rispetto al periodo 1850-1900). Il cambiamento climatico sta mutando la circolazione atmosferica regionale: aumenteranno i casi di alluvioni e siccità (per esempio si verificheranno maggiori precipitazioni monsoniche in vaste aree dell’Africa e dell’Asia).

CO2, il ciclo del carbonio

Come esiste il ciclo dell’acqua, esiste il ciclo del carbonio (e di tantissimi altri elementi). Quest’ultimo può trovarsi in atmosfera, sotto forma gassosa (CO2 appunto) o stoccato nelle piante, negli animali, vivi o morti, nelle rocce o negli oceani. Questi vengono chiamati “depositi di carbonio” (carbon sinks). È stato dimostrato che all’aumentare delle emissioni di CO2 i depositi di carbonio saranno sempre meno efficienti nell’accumulare questo gas, il quale resterà presente in maggiore concentrazione in atmosfera.

Ciò significa che non potremo contare completamente sui sistemi naturali per la cattura della CO2 atmosferica e che le emissioni di questa devono essere drasticamente ridotte.

Il punto di non ritorno dei cambiamenti climatici

A causa delle emissioni passate e future, molti mutamenti delle caratteristiche degli oceani, delle distese di ghiaccio e dei livelli del mare saranno irreversibili per secoli e millenni. Entro la fine di questo secolo si prevede un aumento del livello del mare di circa 0.30 m nella migliore delle ipotesi e fino ad 1 metro nella peggiore, rispetto ai livelli degli anni 1995-2014.

Il riscaldamento oceanico continuerà così come la sua acidificazione e deossigenazione. Per decenni e secoli i ghiacciai polari e di montagna continueranno a sciogliersi, così come il permafrost che libererà sempre più CO2 congelata al suo interno, la quale alimenterà questo drammatico ciclo.

Siamo senza speranza?

Assolutamente no! Bisogna puntare sulle buone politiche, sulle nuove tecnologie e sulla sensibilizzazione di tutti i cittadini, dai più piccoli ai più anziani. Raggiungendo e mantenendo un tasso di emissioni di CO2 negativo (assorbendone più di quanta ne produciamo) la temperatura terrestre calerà gradualmente, permettendoci così di mantenere salubre la nostra vita su questo pianeta, invece di scegliere un’élite di persone da spedire su Marte, riprodurre artificialmente lì le caratteristiche terrestri, uniche adatte per la vita umana, e mantenere la specie.

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