Se manco la pandemia ferma lo sciopero dei mezzi, è ora di scioperare

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22 Ottobre 2020
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Treni, metro, tram, bus e non solo.

Venerdì 23 ottobre 2020 ci sarà uno sciopero generale di 24 ore. In soldoni vuol dire che potrebbero fermarsi i lavoratori pubblici e privati di tutti i settori. Il condizionale è d’obbligo perché il distacco tra i sindacati e la base ormai è un dato di fatto e i millennial ne sono la dimostrazione, quindi bisogna vedere chi si ferma.

Questa volta la sigla promotrice della manifestazione – una vera e propria tradizione autunnale che manco la crescente espansione virale è riuscita a fermare – è il Cub (Confederazione unitaria di base).

Sciopero dei treni con il classici orari di garanzia

Treni fermi con le solite fasce orarie di garanzia. I dipendenti di Italo, Trenitalia e Trenord in agitazione già dalle ore 21 di giovedì 22 ottobre e fino alle 23. Con le solite finestre orarie dove il servizio sarà assicurato per evitare la ribellione dei passeggeri, già incavolati neri, per il solo fatto di dover andare al lavoro nonostante il covid e nonostante, appunto, lo sciopero. Rabbia che sarà proporzionale alla possibilità che il passeggero in questione avrebbe di lavorare in smart working senza problemi.

Sciopero Atm e Atac: metro, bus e tram, ciao!

Fosse solo una questione di ferrovia pesante, si potrebbe chiudere un occhio. Il problema s’ingrossa se si pensa che sciopero generale ingloba anche i conducenti di metropolitane, tram e autobus. Atac a Roma, Atm a Milano, eccetera, eccetera, eccetera. Anche il trasporto pubblico locale – dove già in condizioni normali si viaggia stretti come sardine – avrà le sue fasce di garanzia. Tradotto, quindi: il livello d’assembramento sarà modalità tonnara, per restare in tema ittico.

Sciopero Millennial contro chi sciopera

Quelli che incrociano le braccia lo faranno per giuste cause, per carità. Ma se nemmeno il concreto rischio di tornare a un lockdown anti coronavirus, che metterebbe in ginocchio anche i loro stessi datori di lavoro, li ferma. Allora è arrivato il momento che tutti quelli che invece continuano a lavorare scioperino. In particolar modo contro chi dovrebbe garantire – senza seminare panico – un servizio pubblico come il trasporto.

Uno sciopero contro quelli che scioperano. Perciò per il 23 ottobre prendetevi le ferie, lavorate da casa, usate il car pooling, il car sharing, la bici, il monopattino elettrico, quello a spinta o quello che vi pare ma non prendete un solo biglietto per metro e compagnia bella. Servirebbe a manifestare la posizione comune di disaccordo contro chi oggi continua a ragionare in difesa di un interesse, che in questo istante storico, è tutto tranne che collettivo. Non sarà la rivoluzione dei millennial ma un segnale per dire che esistono.

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