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Augias, Enel e le mail di phishing. Perché non prendo in giro il giornalista di Repubblica

30 Gennaio 2021
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Non è bello vincere facile.

Corrado Augias è finito nel tritacarne dei social network perché come un “tonno” ha abboccato a una mail di phishing e, senza capire che si trattava di un tentativo di truffa, poi ha accusato Enel di inefficienza in una nota pubblicata su La Repubblica.

La storia di Corrado Augias e la mail di Enel

Prima di tutto vorrei abbracciare Augias e tutti coloro che come lui in qualche modo non sono in grado di riconoscere questo tipo di mail truffaldine. Il phishing purtroppo è una vera e propria piaga nel mondo della posta elettronica. Va avanti da anni e continuerà a esistere perché più che pesca con l’amo si tratta di una vera e propria pesca a strascico e qualcuno che perde lo acciuffano sempre.

Dopo aver abbracciato virtualmente il giornalista, oggi 86enne, metto subito in chiaro che l’obiettivo di questo articolo non è quello di continuare a percularlo, come già ampiamente fatto dal popolo del web che nel giro di nulla si è infiammato con meme e tweet. Diverso se lo sfottò è diretto a Repubblica e ai responsabili della pagina, che avrebbero dovuto notare la gaffe verso la quale Augias e il quotidiano stesso stavano andando incontro.

Il caso Augias dovrebbe insegnarci qualcosa

Non è bello vincere facile e, con tutta onesta, non me la sento di rilanciare perché episodi come questo mi ricordano che quotidianamente una manica di stronzi si arricchisce fregando dati sensibili e soldi a persone meno sgamate sul web, come lo sono soprattutto gli anziani. Anche se siamo certi che ad abboccare ci siano anche tanti millennial e forse addirittura dei centennial.

Ho scoperto di essere parecchio sensibile al tema dei vecchi nonni truffati – online, al telefono o con il classico porta a porta – dopo aver cominciato a scrivere di cronaca a Milano. Ma il discorso è valido un po’ ovunque.

Il fenomeno è davvero diffuso e la cosa peggiore che possa succedere alle vittime di questi raggiri, oltre alla truffa stessa, è che qualcuno le prenda per il culo. Aumentando a dismisura il loro senso di impotenza e di vulnerabilità.

Come riconoscere le mail di phishing

Cadere nella rete del phishing, com’è evidente dal caso Augias, è ancora possibile. Perciò vi consiglio di andare a rileggere il “regalo di Natale” di Claudia Ska su come riconoscere il questo tipo di trappole. Riprendo per comodità di sintesi questi tre punti per imparare a fiutare le email di Phishing e simili.

  • Phishing: email apparentemente recapitate da banche, servizi postali o enti, se non fosse per il provider che – se letto con attenzione – rivela la sua natura truffaldina, nelle quali viene richiesto di cliccare su un link o di fornire dati sensibili come il numero della carta di credito e/o i dati di accesso al conto corrente. Come nel caso raccontato da Corrado Augias su La Repubblica.
  • Blackemail: email estorsive, tra le quali compaiono quelle di sextorsion, ossia ricatti sessuali, come nell’esempio sopra riportato relativo alle visite di siti porno.
  • Romance scam: email caratterizzate da un approccio seduttivo.

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