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Siamo tutti star del nostro “The Truman Show”, la trappola dell’Onlife

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9 Aprile 2021
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“The Truman Show” è online, le star siete voi millennial.

A farci volare non c’è più l’aereo, ma c’è lo smartphone. Con lui possiamo approdare su nuovi lidi, conoscere nuove persone e perché no, imparare qualcosa di nuovo. La linea tra offline e online si (con)fonde a tal punto da creare una nuova società che Luciano Floridi definisce come “Onlife”.

Cose l’Onlife?

Una delle più grandi rivoluzioni del mondo Onlife è che noi piccoli millennial vogliamo essere sorvegliati: da chi? Dai nostri follower. Potremmo ricondurre tutto a The Truman Show, il film diretto da Peter Weir uscito nel 1998.

Noi, come Truman, siamo i protagonisti del nostro show, in onda h24 dal nostro smartphone. Oltre ad essere le star, siamo gli spettatori di altri Truman Show, ognuno con la propria realtà dei fatti.

La trappola dei social network

I social network ci fanno pensare liberi, ma in realtà non fanno altro che costringerci a pubblicare contenuti. Un esempio banale potrebbe essere il “mi-piace”. Perché non esiste il “non-mi piace”? Forse perché ostacolerebbe la fruizioni di informazioni, della comunicazione, o forse perché non porterebbe ad alcuna valorizzazione economica.

La nostra società è definibile come “società dell’apparenza” in cui vi è un impoverimento di sguardi. Truman ha passato parte della sua vita con sguardi recitati, noi invece la passiamo con quelli digitali, impossibili da cogliere.

Infatti o fissiamo la telecamera interna per dare la sensazione al nostro interlocutore di essere guardato negli occhi, ma in realtà stiamo fissando in malo modo il telefono, oppure lo “guardiamo” ma lui avvertirà il nostro sguardo abbassato, distante dal suo.

Cari millennial, per sfuggire a tutto ciò fate della vostra vita uno show analogico, lì il wifi non serve e pagherete di meno.

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