Sexy calendario 2018. Carpe diem, il nuovo motto del masturbatore seriale

12 ottobre 2017
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Sexy calendario 2018 by Maxim: Carpe che boccheggiano in braccio a belle ragazze. Tu metti la salsiccia e io la piadina? No, la donna mette la carne, ma la fellatio è del branzino. La cucina non tiene il passo delle perversioni: la frutta adesso andrebbe all’inizio del pasto: ormai siamo alle carpe. E’ iniziata l’era dell’ittibocchino!

Un calendario con donne nude colorava la parete scalcinata dell’officina, mentre il meccanico bisunto sistemava la macchina di mio padre. Tette e benzina, uno spettacolo di untume infregolato. Dopo qualche anno scopro che esiste il sexy calendario 2018 di Maxim dedicato alle carpe. L’idea è: donne e carpe. Wow. Un gennaio con donne nude accanto a carpe nude, è un gennaio Bello. Vale per tutti i mesi. Fidatevi di me, di carpe me ne intendo. Da studente, per finger di essere anche un lavoratore, andai a fare lo steward al Fishing-show di Bologna. Il mio stand era specializzato in (potete immaginarlo) carpe. Certe bocche. Lavoravo con cinque hostess, cinque bellone. Quattro propinavano abbonamenti a vita alla celebre rivista Carpfishing, la quinta e più bellona brandiva canne da pesca deluxe per i pescatori ricchi. A me, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, il compito ingrato.

Relegato in un angolino, provavo a smaltire i vecchi numeri di Carpfishing, usciti chissà quanti anni prima e con quei colori sbiaditi che tanto mi ricordavano i giornaletti porno di seconda mano che rubavo dallo zaino di un mio compagno del liceo (sì, te li rubavo io, collione!). Una rivista, cinque euro; due riviste sette euro. Affare! Qualche pezzente quasi ci cascava, nel mio tranello, sfogliava la rivista ma poi la rimetteva giù, guardandomi in cagnesco. Non capiva la bellezza delle carpe. E adesso che perfino Maxim ci ha fatto un calendario, chi è lo scemo, eh?! Certe bocche. E comunque i pezzenti ti guardano in cagnesco anche se ti vogliono bene, mi consolavo. Non vendevo niente, allora mi son messo a leggere qua e là, entrando a poco a poco nel fangoso mondo delle carpe. Certe espressioni da porche. Ore, giorni di carpe. Belle, le carpe.

Ormai sapevo tutto, avrei potuto pescare una carpa senza canna da pesca, semplicemente spiegandole che l’avrei voluta pescare, con ragionevolezza. Perché le carpe oltre che sexy sono anche ottime conversatrici. Ti farebbero venire soltanto sussurrandoti porcherie in carpese. L’ultimo giorno, l’ultima ora, nel mio stand arrivò Carlo Conti: fluorescenza, telecamere e sorrisi ovunque. Sebbene la sua melaninica gioia evidenziasse la mia pallida tristezza, non mi curavo minimamente di lui, ormai tutto preso dal delirio ittico, nel mio angolino. Tu ce le hai le mie carpe, eh, Conti? ghignavo di gusto. Immerso nell’amara Verità di un pesce d’acqua dolce. La tristezza diventava malinconia, per perdersi in una specie di sogno stupido: non sarò mai una carpa, non figlierò mai avannotti. Il mio era un amore platonico, da iperuranio subacqueo. Altroché sexy calendario 2018 e altri tripudi di carpe.

Mentre tutti lì attorno facevano finta di servire a qualcosa, io trasognavo e diventavo un pesce che non serviva a nulla. Ero in un giardino Zen, guazzavo in uno stagno bello, tutto per me. I giapponesi ne sanno di ‘ste cose qui, delle cose belle. Loro forse hanno una possibilità, con le carpe, i giapponesi. Chissà quel Sampei quanto se l’è goduta, lo sporcaccione. “Quando si hanno solo due centesimi, acquista una pagnotta di pane con uno, e un giglio con l’altro”, diceva un giapponese, o un cinese, boh è uguale. Insomma, in questo laghetto Zen ero una carpa di quelle assolutamente inutili, assolutamente estetiche, sexy da morire, tipo Nishikigoi. Asagi, per la precisione. Ero lì nello stagno, vicino a Horiyoshi III, il tizio che tatua le carpe, il maledetto. -Horiyoshi, gli faccio, la vedi quella bella laggiù, sotto il ciliegio? Se tu tatui le carpe e poi tatui lei questo la renderà simile a una carpa, no? Ecco, osservami bene, poi vai là e tatuami sul suo fianco, tra la tetta sinistra e l’ascella. Ancora non mi ama, ma appena sarò sotto la sua pelle, mi amerà e io e sarò tutt’uno con il pornografico mondo delle carpe.

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