Catalogo dei MILLENNIAL #84 Ghemon. La tua enciclopedia dei millennial

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21 Maggio 2020
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Chi è Ghemon, vita, depressione e conquiste nella sua arte

NOME Giovanni Luca Picariello (Ghemon)
LUOGO NASCITA Avellino
DATA NASCITA 1 aprile 1982
SETTORE Musica
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Creatività

Chi è

Non tutte le persone che prendono un microfono in mano e si esibiscono su un palco possono definirsi artiste. Molti non lasciano che una briciola di loro stessi in quello che fanno. Ghemon no. Il cantautore irpino, al contrario, racconta la sua vita passo passo nelle sue opere. Probabilmente lo faceva anche con i graffiti da adolescente e ha continuato a farlo con le parole da grande.

I suoi testi sono le sue paure, i suoi incubi e le sue conquiste. Da quando ancora giovanissimo cantava in dialetto con i ’15 barrato’ fino al suo sesto lavoro in studio Scritto nelle Stelle lanciato durante il lockdown per il Covid. Passando per Orchidee e Mezzanotte: strepitosa confessione di un periodo di profondi problemi personali, risolti con l’aiuto di psichiatri, psicoterapeuti e farmaci.

Nelle strofe delle sue canzoni emerge tutta la sensibilità di un ragazzo rimasto impantanato nel labirinto viscoso della depressione e degli attacchi di panico. «Beh – canta in Bellissimo – è andato tutto storto e sono vivo. Quest’anno scorso in fondo è stato solo positivo. Anche se a volte nello specchio non mi riconosco. La vita è il morso di un molosso come un cane corso… Ho accettato che è bellissimo. Rilassarsi nel pericolo. Dentro agli attacchi di panico. La vita chiede rischi maggiori».

Insomma, conoscere i testi dei pezzi di questo millennial in equilibrio tra il conscious rap, hip hop R&B e soul significa conoscere l’identità di Giovanni Picariello. O Ghemon Scienz, o Gilmar o semplicemente Ghemon. Nome ispirato al ladro samurai compagno di avventure di Lupin III. Rapper con una laurea in giurisprudenza alla Luiss, che durante gli anni degli studi universitari non ha mai smesso di scrivere musica. Nonostante il tempo rubato all’arte dai lavori come cameriere, commesso in un’agenzia di scommesse e portiere in un albergo.

Erano anni – inizio duemila – nei quali raccontava la vita dei fuori sede in una grande città come Roma. Poi la scelta, già maturata tempo prima, di dedicarsi alla musica a pieno. La promozione attraverso il suo blog su MySpace e l’uscita da quel mondo underground sempre fertile. Le collaborazioni con Syria, Fabri Fibra, Neffa. Poi Sanremo nel 2018, duettando con Diodato e Roy Paci, e nel 2019 ospite con la sua Rose viola.

Ghemon, mancato avvocato, appassionato e collezionista di sneakers, ha messo nero su bianco quello che è sulle pagine di ‘Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle’. Anche se per conoscerlo – come detto – basta ascoltare la sua musica: «Ho scavato in ogni direzione con le mani sporche di catrame, in crociera tra i miei paradossi e poi in croce per il mio morale, ma un mattino ho messo il naso fuori e intendo fuori da me, ho scoperto questa luce mia, ora con questa energia io ritorno quassù».

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