Come diventare famosi su TikTok. Basta usare la parola “ano”?

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18 Novembre 2020
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Quanto può essere geniale un’idea all’apparenza stupida? Molto, se dietro ci sono studio, pazienza e arte intrinseca. Io di solito considero stupido ciò che non capisco e preferisco di gran lunga allontanare da me l’idea che quella cosa possa avere davvero un senso. In realtà, è solo rimandare ad altri il giudizio su qualcosa che non saprei replicare e tantomeno inventare.

Faccio il Ponzio Pilato con Gesù Cristo mi volto dall’altra parte e me ne lavo le mani. Sarò onesto e sincero, ho provato questa cosa di fronte a quello che ho ribattezzato il Balletto del Rinoceronte, tormentone virale online per cui ho subito provato fastidio, ma ad un’attenta introspezione freudiana ho dovuto ammettere solo una cosa: pura invidia.

Il titolo originale del video di Pupetti Tutti Matti è Su con la mano, su l’altra mano, anzi la metto nell’ano

 

 

Non è il la canzone del Capitan Uncino o un’altra dance anni ’80-’90 per vecchi Millennial, no è qualcosa di nuovo, di innegabilmente bello e strutturato. E’ andata così. Ero su TikTok come un vecchio guardone che studia le tecnologie dei giovanissimi per carpirne i segreti. Nelle ultime tre settimane vengo ipnotizzato da “Su una mano, su l’altra mano, anzi la metto nell’ano…” e via dicendo (chi conosce il tormentone sa di cosa sto parlando). Mi indigno perché penso che la parola ANO (dal latino ANUS, cerchio, orifizio) sia inappropriata per dei bambini.

“In effetti all’inizio TikTok mi aveva bannato, essendo una piattaforma per minorenni non vuole certi termini. Credo ce l’avesse con la parola ano che però è un termine medico. Io comunque l’ho ricaricato e l’audio è diventato virale”. Vi presento Lorenzo Badioli, classe 1991 di Pesaro, artista poliedrico laureato in Graphic Design a Milano, autore di questa nuova ondata virale divenuta pandemica sulla piattaforma made in China.

La voce che si sente nei video, che per gli stupidi vecchi millennial come me sembra quella di una ragazza, in realtà è proprio dell’artista. “La voce è la mia pitchata, tirata su, come ho fatto per tutte le mie canzoni. Non sono un cantante, ma modifico la voce al computer”.

Il futuro è nelle idee, non nei contenuti. Si può progettare una nave spaziale senza per forza arrivare su Marte e ottenere successo molti anni prima che questo avvenga. E’ successo a Jules Verne o a Stanley Kubrick, presto lo vedremo tanto anche nella musica. “Rovazzi fa così, non è un cantante, ma un personaggio. Ha lavorato sulla costruzione della sua immagine”.

L’importante è che se ne parli, vecchia regola della pubblicità. I Vip hanno preso la tavola da surf digitale e hanno navigato l’onda. Troviamo le figlie di Massimiliano Ossini, che ascolta perplesso da buon boomer la parola ‘ano’, e poi l’onorevole Razzi, la signora di ‘Non ce n’è Coviddi’ (li scusatemi ma in quel tormentone di geniale non c’è proprio nulla, a parte l’uso che ne è stato fatto = bannato come troppo trash), le influencer Valeria Vedovatti, Marta Losito e Ludovica Olgiati. “Non seguo molto i Vip, ma mi hanno fatto ridere Razzi e Noncenècoviddi”.

Il balletto che vi consiglio di guardare, assieme agli altri di Pupetti Tutti Matti (andate a cercare la pagina su TikTok), è strepitoso.

Una ragazza animata fa il ballo del rinoceronte e alla fine un rinoceronte animato tipo graphic novel esclama “Ciao bella!”. Fa parte di una serie di altre animazioni realizzate da Lorenzo Badioli. “E’ puro divertimento. Molti lavori sono arrivati grazie alla mia attività online che è anche un pretesto per migliorare. Quando fai tanto spesso una cosa poi diventi bravo. Fin da piccolo penso e ho continuato a farlo: poi diventi bravo anche a pensare”.

Nei commenti sembra arrabbiato, ma non lo è. “Prendo solo in giro con benevolenza i ragazzini di TikTok, in realtà non me la prendo, anzi ci scherzo sù”. Secondo me invece farebbe bene ad arrabbiarsi con chi gli ha rubato il diritto d’autore. “E’ andata così, il profilo anonimo di una ragazzina ha preso l’audio e lo ha fatto diventare virale. A me è bastato ricaricarlo e chiedere mi venissero riconosciuti almeno i credits. Se non me lo avessero rubato forse non sarebbe nemmeno diventato virale”.

Su Tiktok c’è ancora molta strada da fare. Su altre piattaforme basta compilare un form e il video va giù in poco tempo se non sei tu l’ideatore e ne chiedi il permesso per lo sfruttamento. C’è ancora molto da lavorare, di sicuro l’arte va tutelata e in questo caso ancora di più. Siamo di fronte al futuro, meglio farcene una ragione. I cantanti e le canzoni nascono anche dalle Graphic Novels.

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